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PAPA A CUBA E IN USA/ Mons. Becciu: dall'Avana all'Onu, ecco cosa chiederà Francesco

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

E' davvero stato il Papa a "incantare" i due rappresentati del popolo cubano e americano: sono loro che hanno chiesto a Francesco di farsi garante di questo desiderio di parlarsi, dialogare e incontrarsi. Diciamo che l'azione diplomatica in questo caso è andata al di là del significato tradizionale, e va intesa nel senso di un uomo e di un leader che impegnandosi con la sua parola e il suo carisma ha conquistato anche i due capi di Stato. Loro hanno chiesto espressamente che il Papa li aiutasse. In questo il Papa non si è tirato indietro. Poi Francesco si è servito di alcune persone perché portassero a compimento il desiderio del dialogo e dell'incontro. Concretamente sono venuti qui in Segreteria di Stato per porre le firme nei due rispettivi documenti davanti al Segretario di Stato, quasi come garante della parola che si erano scambiati tra loro.

 

In molti parlano di un'azione incompiuta perché mancherebbe l'ultimo passo alla fine dell'embargo, per questo sul Papa c'è pressione alla vigilia del viaggio e si spera da parte cubana, ma anche da parte americana, che Francesco possa accelerare il processo. Secondo lei è realistico pensare che il Papa agirà in questo senso?

Il Papa spenderà due parole a favore di questo e continuerà ad incoraggiare Cuba e Usa. C'è già la determinazione del presidente degli Stati Uniti, ora si aspetta il voto del Congresso e si spera che sia positivo. Certo è che così non si può continuare. La Santa Sede si è sempre espressa contro l'embargo sia a Cuba come in altri Paesi. Perché chi soffre sono i poveri e il popolo, non tanto gli altri. Per cui sarebbe veramente ora che si sollevasse questo divieto e si ponesse fine a questa difficoltà per il popolo cubano, che ha già sofferto troppo.

 

Il Congresso degli Stati Uniti sembra la tappa più insidiosa per Papa Francesco. I repubblicani si sono dichiarati contrari alla fine dell'embargo, in quella sede potrebbe esserci una parola del Papa o Francesco sceglierà altri momenti?

Cosa il Papa dirà al Congresso lo sentiremo al momento giusto, ma in qualche modo ci sarà un incoraggiamento affinché il voto sia positivo e si ponga termine a questa ingiustizia nel rispetto del popolo cubano.

 

Quali potrebbero essere le ricadute della visita del Papa nell'isola? Cosa si aspetta la Chiesa cubana?

Sappiamo che con la visita di Giovanni Paolo II ci fu come atto concreto il riconoscimento del Natale come festa civile, riconosciuta dalla nazione. Con Benedetto XVI venne riconosciuto come festa civile addirittura il venerdì santo. Adesso con Papa Francesco possono accadere tante cose, ma sarà una conferma del nuovo clima che si è instaurato nei rapporti tra Chiesa e Stato. Quando mi trovavo lì avvenne un fatto molto importante ed eloquente del nuovo clima: la liberazione di 130 detenuti politici. La Chiesa cattolica fu incaricata di fare da mediatore tra il governo e i detenuti, con grande meraviglia di tutti i diplomatici e anche della comunità internazionale.