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PAPA A CUBA E IN USA/ Mons. Becciu: dall'Avana all'Onu, ecco cosa chiederà Francesco

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Il Papa è abbastanza avveduto e le trappole le evita, spero che non ce ne siano. Non vedo trappole, ma occasioni privilegiate per mandare un messaggio appropriato ai due popoli, e da cui trarremo tutti dei vantaggi.

 

C'è una grande attesa per il discorso all'Onu. Su questo discorso si concentrano le speranze di molti, cosa dobbiamo aspettarci dal Papa?

Papa Francesco va al palazzo dell'Onu ma anche al Congresso. Mentre a Palazzo di Vetro sono andati sia Paolo VI sia Giovanni Paolo II, al Congresso è la prima volta di un Papa. Il Papa certamente avrà parole coraggiose. A Palazzo di Vetro si rifarà alla Carta fondante delle Nazioni Unite, il cui scopo è quello di riunire la comunità di popoli e aiutare a fare delle nazioni una comunità. Richiamerà i valori della giustizia, della solidarietà, il rispetto delle varie nazioni affinché la più potente non prevalga su quelle più deboli. E poi aiuterà ad aprire gli occhi perché la situazione attuale è molto delicata. Il Papa parla di terza guerra mondiale in atto, penso che vorrà aiutare i rappresentati delle varie nazioni a rendersi conto della gravità del momento. Saranno parole coraggiose e interessanti.

 

Solo pochi mesi fa a Santa Cruz c'è stato il manifesto politico-economico di Papa Francesco con i movimenti popolari. Quelle istanze ritorneranno anche nell'arena americana?

Il Papa viene dal Sudamerica, dove la questione sociale è molto viva e acuta. Francesco, più di noi in Europa, ha visto i contrasti enormi tra ricchi e poveri. A questi movimenti popolari manifesta la sua solidarietà verso i poveri, gli sfruttati, verso coloro che non sembrano avere uno spiraglio di giustizia e vita dignitosa. Però in questi discorsi non mette la soluzione dei problemi sociali solo in chiave economica e di distribuzione dei beni terreni. Alla fine il Papa sottolinea, a differenza di chi fa solo discorsi ideologici, che non ci sarà vera liberazione di questi popoli fin quando Dio e il Vangelo non troveranno lo spazio giusto nella struttura della società. Il Papa continua ad essere Papa anche se molti lo hanno accusato di fare addirittura il comunista. E' la cosa più falsa che si possa dire, perché la sua sottolineatura è nell'accoglienza e nel rispetto dei valori evangelici che sono la vera libertà dell'uomo e la vera risposta alle esigenze intime della persona.

 

La differenza di vedute sul piano economico sembra essere la causa di questa diffidenza di alcuni media americani nei confronti del Papa e si parla anche di una tensione con vescovi americani. Le risulta?

Potrebbe essere che da parte della società americana ci sia un giudizio negativo, dei pregiudizi e degli inquadramenti del Papa entro certi schemi. Questo è inevitabile. Da parte dei vescovi non mi risulta, e anche se fosse vero sono sicuro che il Papa con la sua presenza allenterà qualsiasi tensione, inoltre proprio con loro avrà un incontro riservato. Lì saprà esprimersi e dire la sua idea e  com'è accaduto in altri viaggi le tensioni e le prevenzioni cadranno, anche nella società americana. Tanti pregiudizi cadranno perché il carisma del Papa è tale da convincere e convince perché crede in quello che propone. Poi quello che propone è il Vangelo, che sa provocare più sì che no.

 

Come si è preparato il Papa a questo viaggio? 



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