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STUPRO/ Violentata durante la Seconda guerra mondiale, risarcita a 98 anni

Pubblicazione:mercoledì 23 settembre 2015

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La giustizia è lenta, ma arriva sempre. Potrebbe essere questa l'unica consolazione di un caso che ha dell'incredibile. E' il caso di una donna, come tante purtroppo in qui giorni terribili, stuprata da truppe nordafricane al comando di un generale francese durante la liberazione dell'Italia nel 1944 a cui è stato riconosciuto il risarcimento solo oggi, settant'anni dopo quando lei di anni nei quasi 100, 98 per l'esattezza. L'episodio risale al maggio 1944 quando nel Lazio arrivarono le truppe chiamate "goumiers", marocchini e algerini agli ordini del generale francese Juin a cui gli alleati avevano concesso carta bianca totale. Lui sconfiggeva i tedeschi, le sue truppe potevano compiere ogni genere di violenze sui cittadini italiani che venivano "liberati". Secondo le ricostruzioni del Corriere della sera, sarebbero state circa 3500 le donne e i bambini vittime di violenze da parte di quei soldati. Gli uomini che cercavano di difendere mogli e figlie venivano uccisi o sodomizzati. Si parla di un sacerdote don Alberto Terrilli parroco a Santa Maria di Esperia che fu scoperto aver nascosto alcune donne in parrocchia. Per punizione venne stuprato in una piazza pubblica e morì per le violenze dopo pochi giorni. Una di queste vittime il cui nome viene tenuto anonimo, aveva ricevuto una pensione per danni di guerra perché vittima di stato nevrotico per le violenze subite. Solo oggi a 98 anni di età una corte le ha riconosciuto anche lo stupro e la pensione da ottava categoria passerà alla quarta. 



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