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PAPA A WASHINGTON DC/ La tenerezza di Francesco mette Gesù davanti a ogni "strategia"

Pubblicazione:giovedì 24 settembre 2015

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Solo alcuni accenni di un discorso che va letto integralmente, senza censure. 1. Pregare, predicare, pascere, le nuove tre p che definiscono un vescovo. 2. Non complesse dottrine ma l'annuncio gioioso di Cristo 3. Arretrare, decentrarsi e abbassarsi, evitando la tentazione dell'autoreferenzialità e del narcisismo. 4. Non fare della Croce un vessillo di lotte mondane. 5. Non lasciarsi paralizzare dalla paura o leccarsi le ferite inferte dalla secolarizzazione. 6. Praticare la via del dialogo con tutti: il linguaggio aspro e bellicoso della divisione non si addice alle labbra del pastore. 7. Meglio la prossimità dell'amore che l'ancoraggio alle certezze granitiche. 8. Comunione, collegialità e unità. Il mondo è fin troppo frazionato per aggiungerci le divisioni tra pastori. 9. Non evadere le questioni irrinunciabili: sacralità della vita, poveri, bambini, immigrati, anziani e malati, vittime di terrorismo e guerra, ambiente e famiglia. 10. Esercitare la pastorale della prossimità e l'accoglienza verso i migranti. 

Detto così sembra un decalogo, con l'aggravante di una connotazione imperativa. Ma lo straordinario Francesco ha tenuto quello che per tutti sarebbe stato un intervento correttivo con una dolcezza e una umiltà tali da spingere gli interlocutori a protendersi nell'ascolto. Non un giudice o un maestrino, ma un fratello tra fratelli, che ama troppo la Chiesa per tracciare strategie, preferendo di gran lunga la guida dello Spirito ai programmi personali. Un uomo capace di esercitare autorità e misericordia verso una Chiesa che ancora cura la ferita dello scandalo pedofilia, e che avverte ancora il bisogno di ribadire un "mai più" che dovrebbe ormai essere quasi scontato.

Quando poi torna a parlare di nuovo spagnolo, durante la celebrazione per la canonizzazione del missionario francescano a cui si devono i nomi delle più grandi metropoli della west coast, ripete quanto affermato in cattedrale davanti ai vescovi: Gesù per tutti. Un messaggio inclusivo che si traduce in un annuncio senza paura, senza pregiudizi, senza purismi. E' l'annuncio dell'abbraccio misericordioso di Cristo che non fa liste selettive, non distingue tra degni e non, non elabora progetti. Anche ai fedeli arrivati per festeggiare il nuovo santo, come ai vescovi americani, il Papa chiede di non chiudersi in un'élite cristallizzata o di arroccarsi sulle proprie sicurezze, ma di diventare Chiesa in uscita, pronta a condividere la tenerezza riconciliatrice di Dio. 



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COMMENTI
24/09/2015 - fantastico (Claudio Baleani)

Non è che fanno Papa il primo che passa. Il Papa è fantastico. Umile e realista. Umiltà per capire che il cristiano non è detto che sia il più intelligente allo scopo di contendere un'egemonia, peraltro oggi impossibile. Realista per capire che non basta dire la cosa giusta perché le cose cambino. Eppoi la questione del decentrarsi, dell'autoreferenzialità e dell'unità sono da appendere e leggere ogni giorno.

 
24/09/2015 - Tenero come un padre (claudia mazzola)

Ho visto ieri sera in diretta il Papa a Washington. Effettivamente Francesco direi che è divino con tutti e ci mette sempre davanti alla Verità. Lo Spirito Santo non sbaglia mai quando suggerisce il Papa del momento!