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PAPA/ L'amnistia di Francesco? Non è cosa per cattolici

Pubblicazione:giovedì 3 settembre 2015

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La mia prima reazione alla lettera del Papa e soprattutto a quella parola, "amnistia", è stata di felice smarrimento. Non mi sono venuti in mente tutti i problemi connessi (come hanno fatto immediatamente i rappresentanti delle parti politiche, spesso tutori della paura e della viltà) ma ho tratto un respiro profondo, come se un'aria più fresca e pulita mi avesse investito.

Non ho pensato all'apertura delle celle e al possibile pericolo che ne deriverebbe, ma al vento di libertà che una simile idea porta per tutti. 

Non è una cosa per cattolici. Dio non è cattolico. Dio è Dio e basta, e i casi sono due: o c'è o non c'è. Ebbene, Dio c'è, e c'è per tutti. Lui non attende le nostre teorie corrette, i nostri programmi dettagliati: semplicemente, va in un'altra direzione. Le rivoluzioni si fanno così: mettendosi a camminare in un altro modo. 

E l'amnistia, oggi prevista dalla Costituzione, ammette questa possibilità di cambiamento di direzione. Il che è, francamente, straordinario. Come dire che una convivenza umana non è sana se alla sua base non ammette questa eventualità. 

Senza cambiamento infatti si muore — e lo si vede bene in questi giorni, dalla meschinità con cui l'Europa — patria di tutte le libertà, ma oggi nemica di ogni cambiamento — tratta la questione dei migranti. Viva perciò chi, come il Papa, sa scendere alle radici (laiche) della nostra civiltà, nata dal bisogno di libertà, di accoglienza e di perdono. Per tutti.



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COMMENTI
03/09/2015 - Ci fa, chi no, tutti battiamoci il petto (claudia mazzola)

Oggi con l'informazione al presente che abbiamo, siamo ancora più colpevoli di omissione. Chiedo l'intercessione della Madre di Dio nascente in quest'anno della Misericordia.

 
03/09/2015 - Felice smarrimento? (Giuseppe Crippa)

Trovo che il titolo di questo articolo sia tristemente vero. E non sono certe frasi ad effetto – già note da tempo – come “Dio non è cattolico” che me lo confermano quanto alcune affermazioni totalmente irrealistiche dell’autore.

 
03/09/2015 - commento (francesco taddei)

sarebbe accettabile solo col permesso dei familiari delle vittime. gli unici che possono avere la certezza del pentimento dei colpevoli.