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PAPA/ Maddalena: io, giudice, all'amnistia preferisco la grazia

Pubblicazione:venerdì 4 settembre 2015

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Di per sé l'amnistia è compatibile con tutte le democrazie, bipolari o meno: peraltro, in ogni tipo di democrazia, spesso sortisce effetti distorti perché si traduce in non effettività della pena e non certezza del diritto e finisce con il premiare il delinquente con danno e scorno di chi osserva scrupolosamente la legge.

 

E va d'accordo con il cambiamento della visione della giustizia penale? Un tempo il "grande criminale" cui veniva concessa a un certo punto clemenza era tipicamente l'omicida. Oggi può essere un condannato per gravi reati economico-finanziari... Che ne pensa?

In realtà, salvo l'immediato periodo post bellico, gli omicidi hanno storicamente goduto solo di sconti di pena, non di amnistie. Alcuni reati sono stati poi sempre esclusi dai provvedimenti di amnistia (quasi mai di indulto): al riguardo la valutazione va quindi fatta provvedimento per provvedimento, non in astratto. Può solo ribadirsi, in via generale, che i provvedimenti di clemenza generalizzati, comunque si chiamino (amnistie, indulti, condoni di vario tipo: generali, fiscali, edilizi, valutari), hanno l'effetto di scoraggiare gli onesti dal continuare a rispettare le regole, perché rappresentano una vittoria di chi le viola contro lo Stato che ne dovrebbe assicurare l'osservanza.

 

Papa Francesco lancia un appello "esterno" per l'amnistia mentre decide una stagione di "perdono" all'interno della Chiesa per un peccato come l'aborto (che nell'ordinamento italiano, sotto certe condizioni, è un reato). Quali sono le sue reazioni?

Non mi permetto assolutamente di esprimere qualsiasi valutazione sulle decisioni del Papa all'interno della Chiesa, dove, peraltro, mi sembra che abbia sempre operato una rigorosa distinzione tra peccato e peccatore, mai dimostrando indulgenza per il primo — men che mai per quelli che costituiscono anche reato all'interno della società civile — ma solo cristiana comprensione e cristiano perdono per il peccatore pentito. Sotto questo profilo mi è venuta in mente la figura del figlio (sacerdote) del grande Vittorio Bachelet che, durante la cerimonia funebre del padre assassinato dalle Brigate rosse, pregò ed invitò a pregare anche per i suoi assassini.

 

Nella sua iniziativa il Papa è certamente attento anche alle condizioni di molto detenuti: non solo in Italia, ma, verosimilmente, anzitutto nel Sud America da cui proviene. E' corretto immaginare l'amnistia/indulto come "strappo" eccezionale per obbligare le civiltà giuridiche contemporanee a riflettere più in fretta sul ruolo della carcerazione?  

Che si imponga una riflessione sul ruolo della pena e della pena detentiva in particolare, limitandola ai soli casi in cui rappresenta l'unico efficace metodo di difesa della società da persone realmente pericolose, non vi è assolutamente dubbio; ma non si può non constatare come finora nessuno Stato sia mai riuscito, in nessun tempo e in nessun luogo, a prescinderne: e ciò per limitare i delitti in danno degli onesti. E' chiaro che sono auspicabilissime le alternative: che però debbono essere realmente efficaci e quindi dissuasive. E questo non è facilissimo.

 

Ma il perdono ha o non ha anche un valore civile? 


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COMMENTI
04/09/2015 - Provvedimenti generalizzati per categorie (fabio sansonna)

Sono d'accordissimo col giudice Maddalena che è contrario a provvedimenti generalizzati, e favorevole alla grazia che considera il soggetto, l'individuo. I carcerati non sono una categoria omogenea, ognuno ha la sua storia e per ognuno la società può avvalersi o meno di un provvedimento di clemenza, in base alla storia della persona. Come nel caso dei divorziati risposati, non si può parlarne come se fossero una categoria omogenea: ogni storia è diversa, c'è chi merita più comprensione e chi meno (chi lascia coniuge e figli per una passine e egoistica merita solo calci nel culo, non la Comunione: come diceva il card Schonborn di recente, le prime vittime sono i figli, non gli adulti). Non sono d'accordo quindi con Papa Francesco quando parla per categorie e solo perché parla per categorie senza differenziare al loro interno. Carcerati e divorziati risposati non sono categorie composte da elementi omogenei: la misericordia è verso il singolo, non verso la categoria.