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Cronaca

ALLARME SMOG E BLOCCO TRAFFICO/ Io pedalo tranquillo, schivando mammut e C02

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Il clima cambiava anche quando gli uomini non c'erano, e quando erano così pochi da essere del tutto ininfluenti: le glaciazioni e i periodi interglaciali ci sono sempre stati, anche quando gli uomini erano poche migliaia e andavano a caccia di mammut con archi e frecce (o vogliamo dire che erano i focolari delle loro case ad agire più potentemente del sole?). Anche in epoca storica i cambiamenti climatici sono all'ordine del giorno. Il bel libro di Wolfang Behringer, Storia culturale del clima, mostra come le epoche più floride di tutte le civiltà — dai cinesi ai romani ai primi tre secoli del secondo millennio, l'apogeo del Medioevo — corrispondono a periodi di alte temperature (i grafici di www.climate4you.com mostrano come le temperature dal Mille al 1300 erano più alte delle attuali). Il benemerito professor Pedrocchi mi mostrò dei dati che documentavano una relazione fra l'andamento della temperatura e quello dell'attività solare molto più significativa del nesso con le emissioni antropiche. Mi spiegò anche che gli astronomi registrano negli ultimi decenni un aumento della luce visibile — cioè un aumento della radiazioni emesse, legata a un aumento delle radiazioni solari ricevute, cioè, se ho capito bene, a un aumento della temperatura — in tutti i pianeti del sistema solare. Chissà se anche su Nettuno ci sono degli uomini a noi sconosciuti che si affannano a gettare nella loro atmosfera tonnellate di CO2.

Certo, è un bene che gli uomini della Terra, nel frattempo, abbiano preso coscienza dei danni che possono fare al loro ambiente. È un bene che oggi sulle ciminiere ci siano dei filtri, che bruciamo le sostanze pericolose in maniera protetta, che stiamo attenti a rendere l'aria più respirabile (negli anni Settanta e Ottanta l'aria che respiravo a Milano era certamente più velenosa di quella di oggi). Ma un raggio di sole, una bava di vento, uno scroscio di pioggia sono molto più potenti di noi. Ma, per vivere, dovremo sempre bruciare qualcosa.

Le polemiche di queste settimane mi fanno sorridere: ciascuno impugna una situazione occasionale per il proprio breve successo politico. Ma mi pare che, al fondo, ci sia qualche cosa di più. Ci sia il sogno prometeico di essere noi i signori della realtà, il sogno luciferino di "essere come Dio" e di poter costruire un mondo perfetto; e perciò il rifiuto di riconoscere che il mondo, chiunque l'abbia fatto, è un po' più potente di noi, che il Sole e il Niñoinfluenzano il clima più di tutta la nostra CO2, il rifiuto di accettare il fatto che il mondo, per quanto — giustamente — ci sforziamo di migliorarlo, avrà sempre qualche difetto.