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ALLARME SMOG E BLOCCO TRAFFICO/ Io pedalo tranquillo, schivando mammut e C02

Emergenza smog. Calcoli impazziti, previsioni sbagliate, CO2 dappertutto, riunioni di ministri, colpa dell'Ue anzi no, dagli alle auto. Dove stiamo andando? BOBO PERSICO

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Giro in bicicletta. A Milano. Giro in bicicletta a Milano dall'inizio degli anni Settanta. Da quando, ragazzino, raccontavo ai miei genitori che facevo "il giro dell'isolato", e mi avventuravo sempre più lontano, con una banda di amici scavezzacollo come me. Crescendo, la bicicletta è diventata il mio mezzo di trasporto abituale: scuola, palestre, università, lavoro, dappertutto su due ruote. Con qualunque tempo, freddo, pioggia: basta attrezzarsi (no, la neve no, la neve ferma anche le biciclette…). Ho assistito alla nascita delle piste ciclabili. Ridicole, devo dire, qualunque amministrazione le abbia fatte: tronconi dove si potevano realizzare senza impicci, che poi finiscono nel nulla. Ancora oggi non le uso quasi mai: se riesci a schivare i pedoni e le auto parcheggiate, dopo un po' ti ritrovi comunque in mezzo a una strada. Adesso abito nella bergamasca, arrivo in treno con la mia bici al seguito, ormai l'abitudine si sta diffondendo: dieci anni fa ero spesso l'unico, oggi sono quasi sempre in compagnia. I treni hanno quasi sempre un bagagliaio dedicato. Quasi: alle volte ti tocca stare tra i piedi della gente, e nelle ore di punta non è bello. Ma anche la gente si sta abituando: dieci anni fa mi guardavano malissimo, adesso si spostano per facilitarmi salita e discesa, grazie.

Ho pedalato a Milano in questo asciuttissimo autunno. Ho apprezzato molto di non essermi mai bagnato. Non ho avuto problemi respiratori da polveri sottili, non sono tra le migliaia di vittime lamentate dai grillini. Leggendo i drammatici comunicati sui danni da smog non ho potuto fare a meno di ripetermi una banalissima considerazione, che mi ha fatto un amico tanti anni fa: le condizioni di vita sulla Terra peggiorano sempre di più, l'inquinamento e l'effetto serra fanno danni mostruosi; e l'età media dell'umanità continua a salire… vuoi dire che c'è un trucco? Che qualcuno manipola i dati per motivi di bottega?

Ho pedalato a Milano nei giorni del blocco del traffico. Bellissimo. Mi sono tornate in mente le domeniche dell'austerity degli anni Settanta, il blocco alle auto per quello che si chiamava lo shock petrolifero, giravamo in bici e ci sentivamo i padroni della città. Mi sono sentito come allora. Poi ho letto che gli agenti inquinanti non sono diminuiti. Lo hanno fatto, gentilmente, il giorno successivo alla fine del blocco. Quando, gentilmente, si è levato un po' di vento. Mi è tornato in mente quel che ho imparato tanto tempo fa dal professor Pedrocchi, ingegnere del Politecnico, studioso del clima non allineato alla vulgata corrente: che i fattori che influenzano il clima sono tanti, non tutti noti, e quasi tutti molto più potenti delle povere azioni umane.