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Angelus / diretta streaming Video: Papa Francesco: "è bello scambiarsi gli auguri" (Piazza San Pietro - Capidanno, oggi, 1 Gennaio 2016)

Papa Francesco sarà anche oggi, venerdì 1 gennaio 2016, in piazza San Pietro a Roma dove alle ore 10.00 celebrerà la Santa Messa seguita dall'Angelus. La diretta streaming dell’evento.

Papa Francesco (InfoPhoto) Papa Francesco (InfoPhoto)

Papa Francesco spera che il Signore rivolga il suo sguardo sui cristiani, così che la sua luce risplenda senza mai tramontare. Dio è un padre che ama i suoi figli e non si stanca mai, neppure di ricominciare da capo ogni volta che cadiamo. Il Signore, però, non fa magie, ma cambia la realtà da dentro, con pazienza e amore. La preghiera più bella che si possa fare è quella di sperare che ogni mattina ci si possa svegliare dicendo “Oggi il Signore fa risplendere il suo volto su di me”. Nella conquista della pace i cristiani devono essere aiutati dalla Madonna, a cui è dedicata la festività di oggi. Invocando a pregare la Madre di Dio, Papa Francesco recita tre Ave Maria, tre Gloria al Padre e altri versetti di preghiera in latino. Infonde poi la sua benedizione sulla folla. Come previsto, in conclusione dell’Angelus, il Santo Padre ricambia affettuosamente gli auguri di Mattarella e ringrazia per le numerose iniziative in favore della pace organizzate in occasione della giornata odierna, come quella svoltasi a Molfetta o quella promossa a Roma dall’Associazione Pace in tutte le terre. Bergoglio prosegue ringraziando tutti i fedeli nel mondo. "E non dimenticatevi, al mattino, quando vi svegliate, ricordate quel pezzo della benedizione di Dio: 'Oggi il Signore fa risplendere il suo volto su di me'". Quest'utlima frase viene ripetuta dalla folla per due volte, prima che il Papa concluda dicendo: "Buon anno e buon pranzo. E, per favore, non dimenticate di pregare per me". 

La folla riempie Piazza San Pietro e attende l’arrivo di Papa Francesco per l’Angelus, il primo dell’anno. Aldo Maria Valli ricorda che, dal 1968, per volontà di Paolo VI, la Chiesa ricorda la pace nel primo giorno dell’anno civile. La giornata di oggi è stata dedicata, dal Santo Padre, soprattutto al superamento dell’indifferenza nei confronti della misericordia. Ci si aspetta, secondo il giornalista, che il Papa faccia gli auguri ai presenti e a coloro che lo seguono da ogni parte del mondo attraverso i media, oltre a ricambiare quelli che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha rivolto durante il discorso di ieri. Il Papa apre il suo Angelus con una frase semplice e amichevole perché, come sostiene Bergoglio, “è bello scambiarsi gli auguri”: “Cari fedeli, buon giorno e buon anno”. 

Padre Giulio, a proposito, ricorda che situazioni simili a quelle verificatesi in Francia lo scorso novembre sono all’ordine del giorno in zone come il Congo e che questo non può lasciare indifferenti i cristiani, che sembrano quasi disinteressati a quello che accade “nelle periferie del mondo”. Padre Giulio continua invitando il mondo della politica a intervenire, complice anche del sostegno del popolo che, allo stato attuale, si sente rappresentato solo da Papa Francesco. E’ il Santo Padre, per Albanese, l’unica vox populi abbastanza forte da farsi ascoltare e da far breccia nel cuore della gente. L’importante è vincere l’indifferenza alla misericordia, tema centrale di questa giornata dedicata alla pace. Il Papa indossa la tiara per infondere la solenne benedizione. Segue un canto finale, durante il quale il Santo Padre si trattiene davanti la statua della Madonna. Sulle note di Adeste Fideles, il Papa rende omaggio ancora una volta all’altare prima di congedarsi. Alto Maria Valli ricorda la risposta di Bergoglio di fronte alla richiesta di una bambina circa i suoi propositi per l’anno nuovo: “Pregare di più”. Infine il cronista, insieme a Padre Giulio, porge i suoi auguri anche al papa emerito Benedetto XVI. 

“Per vivere dell’amore universale, la pace sia sempre con voi” è l’invito del Papa al momento dello scambio della pace. L’intenzione per il 2016, più che per altri anni, è quello di perdonare le offese e le sofferenze che ci sono state arrecate. Bergoglio spezza il pane, proprio come Gesù durante l’ultima cena, mentre il coro intona l’Agnus Dei. Subito dopo i sacerdoti e i vescovi che presiedono la celebrazione insieme al Papa distribuiscono l’eucaristia. Viene lanciato, intanto, un servizio che mostra quali sono le situazioni di violenza nel mondo. Il 2015 è l’anno degli attacchi terroristici, durante il quale i popoli della terra sono entrati in una terza guerra mondiale ma “a pezzi”, come ha detto il Papa. Le immagini mostrano come siano soprattutto i bambini a pagare le conseguenze della violenza degli uomini. Il servizio si conclude con l’apertura della Porta Santa in Africa, come segno di salvezza e di speranza. 

Durante l’Offertorio, mentre il coro intona Astro del Ciel, una famiglia italiana e dei bambini tedeschi travestiti da Re Magi portano all’altare i Doni del Sacrificio. Il canto è particolarmente significativo: spesso si intonano le melodie tradizionali senza far caso al testo. Astro del ciel chiede luce alle menti, ma anche ai cuori, invocando una pace che, mai come oggi, costituisce un tema attuale e una preghiera che tutti dovrebbero innalzare a Dio. Il Santo Padre riprende in mano l’incenso e asperge il pane e il vino, prima di fare la stessa cosa intorno all’altate. Un ministro incensa il Papa e l’assemblea. Dopo la consacrazione, eseguita in un silenzio rispettosissimo, i fedeli vengono chiamati a proclamare la loro fede accompagnati dalla musica e dal canto del coro. I cardinali che concelebrano con Papa Francesco prendono la parola invocando i Santi e chiedendo di pregare per il Santo Padre, così come recita la formula liturgica tradizionale. Papa Francesco invita l'assemblea ad intonare insieme il Padre Nostro.

“Beata sei tu Maria”, continua Bergoglio, riferendosi alla Madonna che ha concepito Gesù prima nel cuore e poi nel ventre. Prega, poi, Maria di mostrarci il volto di Gesù, affinché doni al mondo intero la pace. Terminata l’omelia vengono rinnovate le promesse battesimali e l’assemblea, insieme al coro, intona il Credo, mentre le telecamere Rai regalano spettacolari riprese dell’architettura della Basilica di San Pietro. Le inquadrature si spostano anche all’esterno, in particolare sul presepe allestito in piazza. Durante la preghiera dei fedeli si prega in tutte le lingue, recitando il ritornello “Exaudimus, Domine” al termine di ogni versetto. In cinese si prega per la Santa Chiesa di Dio, il polacco per i Cristiani perseguitati, in spagnolo per le vocazioni sacerdotali, in lingua asiatica per i pellegrini. 

Il primo riferimento fatto da Papa Francesco durante l'omelia è alle parole dell’Apostolo Paolo che sottolinea come Gesù sia nato “nella pienezza del tempo”. Il periodo storico, dal punto di vista politico, è abbastanza deludente: Roma dominava sul mondo con la sua potenza militare, Augusto era salito al trono dopo cinque guerre civili, il popolo eletto era privo della libertà. L’espressione, evidentemente, non si riferisce alla sfera geopolitica. E’ piuttosto la venuta di Gesù nel mondo a permettere di raggiungere la pienezza, perché Dio si è fatto piccolo in un Bambino ed è diventato presente nella nostra vita. Purtroppo la bellezza della presenza di Dio è contrastata dagli eventi che caratterizzano il nostro tempo: vorremmo un segno di amore dal Signore e, invece, l’umanità è continuamente ferita. “Com’è possibile che perduri la sopraffazione dell’uomo sull’uomo?”, prosegue il Santo Padre “Fino a quando la malvagità umana seminerà sulla terra violenza e odio seminando vittime innocenti?”. Il pensiero va a uomini, donne e bambini che fuggono da fame, guerra, persecuzione, disposti a rischiare la vita pur di vedere rispettati i lodo diritti fondamentali. 

Alcuni fedeli recitano le letture nelle loro rispettive lingue, prima di cantare il solenne Alleluia. Il Vangelo, recitato ancora in latino, è di Luca e racconta la visita dei pastori e la circoncisione di Gesù. Anche sul libro del Vangelo viene eseguita l’aspersione con l’incenso. L’intonazione della Scrittura racconta che i pastori, dopo aver visto il Bambino, raccontano ciò che hanno visto, tra lo stupore di tutti. Maria, che ascolta tutto ciò, rimane in silenzio custodendo queste cose nel suo cuore. Trascorsi gli otto giorni prescritti per la circoncisione al piccolo fu dato in nome Gesù, così come richiesto dall’Angelo durante l’apparizione a Maria. Al termine della lettura il Libro viene portato al Papa che lo bacia e con esso impartisce la benedizione all’assemblea. Il testo viene posizionato su un supporto apposito utilizzato già in occasione del Concilio Vaticano I e del Concilio Vaticano II. Al termine della lettura, Papa Francesco si appresta a tenere la sua omelia. 

Una musica trionfante accompagna un’inquadratura di Piazza San Pietro e dell’interno della Basilica, dove si svolgerà la messa di Capodanno presieduta da Papa Francesco. La telecronaca è di Aldo Maria Valli, oggi in compagnia di Padre Giulio Albanese, sacerdote missionario. La giornata è dedicata a Maria e a alla pace. Il Papa fa il suo ingresso con gli altri vescovi ed esegue l’aspersione con l’incenso alla statua del Bambin Gesù prima di salire sull’altare maggiore della Basilica. Il canto solenne del coro fa da sottofondo alla funzione. Papa Francesco ripete il gesto dell’aspersione di fronte alla statua della Madonna con il Bambino in braccio. Aldo Maria Valli, intanto, discute con Padre Giulio della guerra “a pezzi”, com’è definita da Papa Francesco stesso, che affligge e fa soffrire ogni angolo della terra. Orazio Coclite commenterà la liturgia odierna, recitata in latino. Il canto del Gloria viene eseguito dal coro, composto anche da bambini, sempre in latino. 

Papa Francesco come ogni anno, anche oggi, venerdì 1 gennaio 2016, in piazza San Pietro a Roma, a partire dalle ore 10.00 celebrerà la Santa Messa sul Sagrato della Basilica Vaticana, a cui seguirà come sempre l’attesa preghiera dell’Angelus. Tutti le varie fasi della giornata liturgica potrà essere seguita in diretta streaming grazie al servizio messo a disposizione gratuitamente dal Centro Televisivo Vaticano. Nella giornata di ieri, invece, il Sommo Pontefice ha incontrato in Vaticano tantissimi giovani e bambini, rispondendo a moltissime domande. L’incontro è avvenuto nell’aula Paolo VI con Papa Francesco che quindi avuto modo di svelare alcuni sogni tra cui quello, quando era ancora un piccolo fanciullo, di voler diventare un macellaio. Papa Bergoglio ha racconta a tal proposito: “Se vi dico la verità vi farò ridere, ma vi dico la verità. Andavo al mercato, più spesso con la nonna che con la mamma, a fare la spesa. Un giorno a casa a tavola mi è stato domandato cosa ti piacerebbe diventare da grande? Sapete che cosa ho detto? Macellaio”. Il Papa ha quindi ammesso che spesso gli capita di arrabbiarsi, di essere appassionato di musica ma non tanto intonato e tante altre chicche sul proprio modo di essere. (scorri l'articolo fino in fondo alla pagina per il video).