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Cronaca

GIORNATA MONDIALE DELLA PACE/ Mons. Pennisi: solo misericordia e bellezza possono salvarci

Piazza San PietroPiazza San Pietro

Nel Messaggio c'è l'invito urgente ad adottare "misure concrete per migliorare le loro condizioni di vita nelle carceri, accordando un'attenzione speciale a coloro che sono privati della libertà in attesa di giudizio, avendo a mente la finalità rieducativa della sanzione penale e valutando la possibilità di inserire nelle legislazioni nazionali pene alternative alla detenzione carceraria". Più volte e in varie modalità e circostanze mi sono imbattuto col problema delle carceri e numerose sono le visite ai detenuti che ho fatto. Pace e misericordia sono esperienze concrete e drammatiche che si vivono in ogni penitenziario.

 

In particolare di quale esperienza ha dato testimonianza?

Dell'ultima che ho fatto il 9 dicembre scorso a Palermo, all'indomani dell'apertura del Giubileo della Misericordia. Dopo aver ottenuto i relativi permessi e in comunione con il nuovo arcivescovo di Palermo mons. Corrado Lorefice, assieme ad alcuni professori e studenti del Parlamento della Legalità ho incontrato i detenuti della casa circondariale dell'Ucciardone. In un clima di grande commozione, dopo aver commentato la parabola del Padre misericordioso che accoglie il figlio prodigo e l'episodio dell'incontro di Gesù con Zaccheo il pubblicano, ho parlato ai detenuti della modalità di ottenere l'indulgenza del Giubileo in carcere, ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre ricco di misericordia. Parecchi detenuti avevano le lacrime agli occhi e mi hanno chiesto di ringraziare a nome loro papa Francesco.

 

Intanto, però, malgrado le visite e i proclami, le condizioni nelle nostre carceri sono sempre disumane. Che fare?

Mi auguro che nella Chiesa e nella società civile si tenga conto dell'articolo 27 della Costituzione italiana che recita: "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". La pena dentro la prigione ha senso se, mentre afferma le esigenze della giustizia e scoraggia il crimine, serve al rinnovamento della persona, offrendo a chi ha sbagliato una possibilità di riflettere e cambiare vita, per reinserirsi a pieno titolo nella società. La comunità cristiana è chiamata ad educare, aiutare, riabilitare, far sentire ciascuna persona degna di essere amata e di essere promossa nella vita sociale.

 

Per la giornata della pace di oggi sono in programma nella sua diocesi particolari iniziative?

Domani faremo a Carini una marcia della pace organizzata dall'Ufficio della pastorale sociale e del lavoro, dell'Ufficio catechistico, della Consulta per l'apostolato dei laici alla quale hanno aderito parecchie associazioni cattoliche a partire dall'Azione Cattolica, i rappresentanti delle Confraternite, i sindacati Cgil, Cisl, Uil. Saranno presenti un pastore valdese metodista, un pastore evangelico, un iman musulmano e un rappresentante della comunità ebraica perché la pace interessa tutte le religioni. La marcia inizierà alle ore 17,30 dalla chiesa di S. Antonino e si concluderà nella chiesa Madre di Carini dove presiederò la celebrazione eucaristica.

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