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DALLA GERMANIA/ Da Colonia al "Mein Kampf", un appello alla carità che manca

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Angela Merkel e Jean-Claude Junker (Infophoto)  Angela Merkel e Jean-Claude Junker (Infophoto)

LIPSIA — Pensando ai recenti avvenimenti — i due cortei di sabato dopo i fatti di Colonia, i profughi in Germania, la pubblicazione critica di Mein Kampf di Hitler, i nuovi chiarimenti sui casi di violazioni di bambini nel famoso coro di Ratisbona "Regensburger Domspatzen" (qui in Germania radio, televisione e giornali parlano solo di questo tema), ho dovuto spesso pensare a una frase del Vangelo: "conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Giovanni 8,32).

Thomas de Maizière ha detto con fermezza: "non deve esserci nessuna spirale del silenzio e tanto meno essa deve essere sostenuta dalla polizia". Il capo della polizia di Colonia Wolfgang Albers è stato collocato a riposo, cioè messo in pensione anticipata, dal ministro degli Interni del Nordrhein-Westfalen, Ralf Jäger (Spd) perché solo dopo giorni stanno venendo fuori i dati precisi della notte di San Silvestro di Colonia, cosa questa che ha fatto perdere ogni credibilità alla polizia della città sul Reno. 34 persone sono indiziate dalla polizia, delle quali 21 avevano lo statuto di persona che chiede asilo politico. Per quanto riguarda furti e lesioni corporali la polizia ne ha contati 84. Tre sono i delitti sessuali gravi. In questa atmosfera di trasparenza la Faz pubblica altri dati della polizia, che per motivi politici sono stati taciuti fino ad ora: metà dei furti di borse e valigie nelle stazioni tedesche sono stati commessi nell'ultimo anno da nordafricani (algerini, marocchini), precisamente secondo i dati della polizia tedesca si tratta di 1.399 casi, cioè il 46 per cento. Nel 2014 erano 735 (36 per cento) e il 19 per cento nel 2013. In ben tre articoli la Faz si pone la domanda se questi dati non mettano in discussione in modo radicale la cultura del benvenuto e il "ce la facciamo" della cancelliera tedesca Angela Merkel. Nella pagina culturale Patrick Bahners specifica che le affermazioni della polizia, in modo particolare un rapporto scritto quattro giorni dopo la notte di San Silvestro, contenente tra altro la frase: "Sono un siriano, dovete trattarmi in modo amichevole! La signora Merkel mi ha invitato" devono essere lette "criticamente" e tenendo conto della "psicologia delle affermazioni" e del contesto in cui certe frasi sono state dette o si vuole che siano state dette; ma a tutti è chiaro ciò che la Faz dice nel suo editoriale in prima pagina: "Sicurezza e futuro di questa repubblica dipendono ovviamente da coloro ai quali noi diamo o meno il benvenuto" (Berthold Kohler). Questo è ciò che penso anch'io, tanto più se si tiene conto che le persone coinvolte nella sera di san Silvestro davanti alla stazione e al Duomo di Colonia erano circa mille giovani nordafricani e arabi, e che non solo Colonia ma anche Amburgo e sembra una discoteca in una cittadina universitaria nel Nord-Rhein Westfalen, Bielefeld, siano state teatro degli atti di molestia e violenza nella notte di capodanno. 


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