BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

Mamme infelici / Le madri italiane tra le più tristi d’Europa

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

MAMME INFELICI, RICERCA ITALIANA: LE MADRI ITALIANE TRA LE PIÙ TRISTI IN EUROPA - Mamme italiane, la felicità è perduta? Non del tutto, ma non sono proprio nel miglior periodo possibile: in un'epoca sociale in cui si cerca sempre di più l’analisi della felicità personale, spicca uno studio commissionato dal Consiglio europeo della ricerca, che analizza la cosiddetta felicità genitoriale. La ricerca condotta da una professoressa italiana, Letizia Mencarini, viene effettuata presso l’Istituto Dondena, all’interno del Centro per la ricerca sulle dinamiche sociali, dell’università Bocconi di Milano. Essa mette in relazione il benessere psicofisico degli uomini e delle donne europee, con la decisione di avere figli. Il progetto che ha una durata di cinque anni, (aprile 2013 – aprile 2018) ha iniziato a dare alcune indicazioni di massima, l’analisi di quest’ultime ha innescato interessanti dibattimenti soprattutto in campo sociale. Lo studio pone l’accento come la felicità dei padri sia identica in ogni paese dell’unione, essa non conosce differenziazioni né di ceto sociale né di latitudini, la paternità è infatti vista come un netto miglioramento della vita personale, che non porta "controindicazioni" di sorta, e dal quale deriva solamente una sorta di felicità inconscia. Cosa totalmente diversa per quanto riguarda l’orizzonte materno. Spicca innanzitutto una correlazione tra l’avere figli o rinunciare alle gioie della maternità. Nei paesi più sviluppati, il miglioramento della vita dopo la maternità è più sentito rispetto ai paesi in via di sviluppo, e questo è soprattutto dettato dal maggiore benessere sociale ed economico. Paesi in cui la donna partecipa attivamente alla vita pubblica, e dove le politiche di "welfare" aiutano attivamente nella gestione delle famiglie, portano nei fatti una felicità maggiore alle neo mamme. Il progetto Swell-Fer (Subjective Well Being and Fertility) non si ferma qui, ma analizza anche la classifica europea della felicità. Qui le prime cattive notizie per le mamme nostrane, esse sono, infatti, molto indietro nell’ancora parziale classifica. Le italiane esprimono un clima d’insicurezza legato alla maternità, e la loro felicità è nettamente minore delle "colleghe-mamme" nord europee (danesi, finlandesi, norvegesi, svedesi).

Questo primo risultato era quasi scontato, viste le politiche di integrazioni familiari portate avanti nel settentrione del continente europeo. Un po’ meno scontato il risultato che vede una felicità maggiore anche tra le madri francesi, belghe estoni, polacche e olandesi. Le italiane si classificano, infatti, in coda sia per quanto riguarda la felicità pre parto, che quella più importante post-parto. Le spiegazioni per quanto semplici sono abbastanza difficili da contrastare. Le mamme nostrane, scontano una mancanza di attenzione della politica nazionale, verso quelle pratiche, del tutto normali negli altri paesi, di aiuto statale verso la maternità. Mancanza di asili nido sul luogo di lavoro, perdita di lavoro in caso di gravidanza, sproporzione dei doveri tra uomo e donna all’interno del ruolo genitoriale, impossibilità di continuare in taluni casi la carriera lavorativa, raggiunta con fatica negli anni precedente alla gravidanza, queste sono alcune delle problematiche evidenziate dallo studio europeo. I dati che ancora devono essere scremati e aggregati, fanno risaltare soprattutto la diseguaglianza italiana tra uomo e donna, ed è forse questa che limita in maniera maggiore quella felicità che in altri paesi è scontata. Il ruolo del padre in Italia è visto come subalterno a quello della madre. Storicamente l’uomo italiano si occupa poco della "gestione" della prole, questo porta una sproporzione evidente, su come la nascita di un figlio è vista e inserita successivamente all’interno del nucleo familiare italiano. La problematica che ha radici antiche e per essere superata abbisogna di una presa di coscienza nazionale, la presenza dei padri deve essere costante e secondo studi già acclamati (vedi il volume Uso del tempo e ruoli di genere edito nel 2012 e curato dalla stessa Mencarini) dovrebbe interessare tutto il contesto familiare. Solo cosi può avvenire una sorta di "sdoganamento" della mamma, funzione indispensabile per far aumentare quella gioia di avere un figlio, che in altri paesi rientra nella normalità più assoluta.



© Riproduzione Riservata.