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Cronaca

UNIONI CIVILI/ L'utero in affitto, la donna e lo scontro delle due "sinistre"

Il femminismo si divide al suo interno a proposito del dibattito sull'utero in affitto e la maternità surrogata. Una dIscussione su cui la sinistra dovrebbe riflettere. MASSIMO BORGHESI

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E' lecito "affittare" il corpo di una donna, così come si affitta un appartamento vuoto, al fine di ottenere un figlio da parte di una coppia etero o omosessuale? La maternità surrogata è un diritto o costituisce una nuova forma di schiavitù da parte del mondo ricco e "civilizzato" ai danni dei più poveri della terra? Sono le domande che stanno al centro di uno dei dibattiti intellettuali più interessanti: quello che segna il pensiero femminista odierno diviso al proprio interno tra un'anima individualistica e libertaria — l'utero è il mio e lo gestisco io —, ed una sociale per la quale la libertà non può esercitarsi violando quella degli altri. 

Di questo dibattito nei media e nel palazzo del potere è filtrato ben poco, come tutto ciò che abbia oggi un minimo di spessore intellettuale. Eppure si tratta di una discussione cruciale non solo per il futuro del pensiero femminista ma per la stessa idea della sinistra. La divisione tra le due anime del femminismo rappresenta, infatti, la differenza tra due concezioni della sinistra. Per la prima, quella individualista, l'essere "progressisti" indica, come il "68 pensiero" che ne è all'origine, la rivendicazione dei diritti individuali. Questi variano a seconda del progresso tecnico, biomedico, che offrendo nuove opportunità consente anche nuovi diritti. Il potere è diritto e il diritto è potere

Quanto più si allargano ricchezza e tecnica tanto più l'individuo è posto in grado di assecondare i propri desideri. Tra questi rientrerebbe il diritto a possedere un figlio. Per una coppia di omosessuali maschi questo possesso può esercitarsi solo tramite una madre surrogata, un utero in affitto. L'individualismo "progressista" non trova in ciò nulla di sconveniente. Se il donatore di sperma e la madre affittata sono d'accordo e se questo viene siglato da un contratto non ci sono problemi: due libere volontà si incontrano nel reciproco interesse.  

Il progressismo rappresenta qui la forma mentis dell'individuo proprietario per il quale l'acquisizione dei diritti coincide con l'ampliamento della sfera della proprietà. E' la forma mentis che si è imposta nell'era della globalizzazione, l'era del post-'89 in cui il capitalismo, dopo la sua vittoria sul comunismo, non ha avuto più bisogno di una legittimazione etica per affermarsi. E' il "68 pensiero" senza rivoluzione, il trionfo dei diritti individuali senza l'utopia del cambiamento sociale. 

Questa mentalità, in totale contrasto con la tradizione social-popolare della sinistra storica, è diventata egemone nella nuova sinistra grazie alla generazione proveniente dal '68. Donde l'accettazione acritica della mentalità "progressista" che, di fatto, significa la subordinazione culturale al neocapitalismo e ai suo processi di déracinement. A questa sinistra modernista si oppone oggi, in seno al pensiero femminista, non la "vecchia" sinistra, che non esiste più, ma una posizione sociale-relazionale che, senza riandare al marxismo storico, riscopre però la parte genuina della propria tradizione, e questo in una forma che consente, su alcuni punti, l'incontro con la posizione sociale cristiana. Tra questi punti c'è certamente la quaestio dell'utero in affitto e della strumentalizzazione delle madri surrogate. La discussione è partita dalla Francia. Syilviane Agacinski, fondatrice del Collegio internazionale di filosofia con Jacques Derrida, docente presso l'Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi ed autrice di Corps en miettes ("Corpi sbriciolati") edito da Flammarion, è una delle protagoniste del nuovo femminismo. E' la voce dell'associazione Corp (Collettivo per il rispetto della persona) che ha promosso il convegno del 2 febbraio prossimo, nella sede del Parlamento francese, per l'abolizione della maternità surrogata ("Assises pour l'Abolition universelle de la Gpa").