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PAPA/ Francesco in Sinagoga, un abbraccio comune sotto il segno del Padre

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma (Infophoto) Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma (Infophoto)

C'è bisogno forse di ricordare che quello entrato ieri nella Sinagoga di Roma non era il terzo Papa, ma il quarto. Simon Pietro, il pescatore di Galilea di cui Francesco è successore, vi entrò duemila anni fa. E allora nessuno era ancora pronto per accettare e applaudire un uomo che chiamava Dio "Padre". Oggi sì. Il tempo conta, il tempo lavora. E questa bella chazaqà non è che un altro passo verso il vero, verso quell'attesa che rende il popolo di Giacobbe nostro fratello maggiore, nostro compagno di strada nel grido della vita. Un grido che per ciascuno di noi è terminato nel grembo di una ragazza di Nazareth, nello sguardo di uomo di Betlemme, l'ebreo chiamato Gesù, il Cristo di Dio.

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COMMENTI
18/01/2016 - Abbracciamoci (claudia mazzola)

A me spaventa che gli ebrei hanno crocifisso Gesù non riconoscendoLo nel Messia. Non capisco... forse non mi è dato capire. Pazienza, mi dispiace per loro.