BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

RAGAZZINA SUICIDA/ Non serve un bullo per rendere "inutile" un giovane

InfophotoInfophoto

Ora, si dice, è giunto il momento di fare una legge seria che colpisca il bullismo. Sì, ma rendere trasparente, inesistente una persona non è nemmeno un atto di bullismo vero e proprio. E' una forma raffinata di persecuzione, da regime totalitario. E per un giovane trovarsi "fuori" dal gruppo, trovarsi senza sponde, senza amici, sentirsi superfluo può davvero spingere ad atti insani.

Sul fatto di Pordenone sono in corso accertamenti e se anche dovessero emergere altre cause, il discorso di fondo non cambierebbe, perché l'esperienza dell'estraneazione è qualcosa che molti, troppi giovani sono costretti a vivere nella società e nella scuola.

Cosa si può fare? C'è un compito che riguarda l'istituzione scolastica, ed è quello di lavorare seriamente su questo problema, di prenderne coscienza e di rimanere costantemente in trincea a svolgere un ruolo educativo sempre più urgente, ma sempre meno messo a tema (perché tutto viene prima di questo e perché richiede una vera fatica e una grande responsabilità da parte degli adulti). E c'è un compito che riguarda la famiglia, che non riesce a stare più sufficientemente vicina ai figli e che li abbandona all'influsso invasivo dell'ambiente. E' importante che la famiglia si renda conto che ha bisogno di alleati, di un aiuto esterno che possono essere sì i docenti, ma anche e soprattutto ambiti educativi (parrocchie, associazioni) dove il ragazzo può fare esperienze belle e positive, che lo aiutino a scoprire il proprio valore, a non sentirsi solo, a trovare qualcuno che "non sarebbe contento" nel caso in cui dovesse scomparire.

I fatti eclatanti di cronaca sono solo la punta dell'iceberg. Ogni giorno, andando a scuola, migliaia di giovani si sentono superflui, inutili, trasparenti. E si sentono morire. E non si può pretendere che tutti siano degli eroi.

© Riproduzione Riservata.