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GESU' BAMBINO IMPICCATO/ Chi non accetta la storia continua a "giocare" al '68

Pubblicazione:sabato 2 gennaio 2016

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Quando abbiamo staccato il senso del Bene, del Bello, del Vero e del Buono dall'esperienza che ce li ha fatti conoscere — riducendo tutti a concetti prodotto dalla ragione — abbiamo smarrito il metodo attraverso il quale si diventa grandi e si impara, ossia la sequela della realtà, del reale. Vedere il Bambinello impiccato fa quindi sorgere in un cuore "sano" un moto di compassione autentica per una generazione — penso in questo momento alla mia — che continua il deleterio "gioco del '68" dei propri genitori, gioco in cui si spacciava la vita, allora come oggi, come un prodotto biologico tecnicamente gestibile e culturalmente addomesticabile. Se però niente è più "dato", "donato", "ricevuto in custodia", allora si può diventare padroni di tutto ed estendere il nostro macabro cinismo a qualunque cosa. Perfino all'effige di un Bambino. Il fatto sconfortante è che quest'atteggiamento — brandito come moderno e all'avanguardia rispetto alle zavorre del passato — non è altro che la riproposizione di uno schema vecchio di duemila anni. Lo schema triste e violento, coniato alle spalle dei Magi, dal Re Erode. Uno schema dove la realtà è sempre un impiccio da eliminare, fisicamente o goliardicamente, per mantenere l'unica cosa capace di darci una qualche stabilità: la rassicurante e furtiva sensazione di possedere almeno un po' di potere.



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COMMENTI
02/01/2016 - L'offesa al sacro ed ai sentimenti altrui (umberto persegati)

Il commento è pacato e del tutto condivisibile. Tremendo l'episodio che rivela un disprezzo diabolico per il sacro e per i sentimenti altrui, in un paese cristiano. Non solo si è offeso il sacro ma si è offesa la stessa umanità. Provo profondo disgusto e vergogna.