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PIETRO MASO/ Chiede perdono, il Papa gli telefona. Perché dirlo ai quattro venti?

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La copertina di "Chi" con Pietro Maso  La copertina di "Chi" con Pietro Maso

Che significa? Di nuovo dobbiamo sentire che i criminali sono tali per cause esterne, sociali, ambientali, personali? Non c'è forse il peccato, prima di tutto, e l'adesione al male, nella libertà? Se non si è giudicati incapaci di intendere e di volere, beninteso, ma non è il suo caso. Si sente il dolore straziante, l'espiazione quotidiana, per un delitto diabolico? Non si sente. Infine, la separazione della moglie, e spiace, comunque, se la povera donna l'ha aspettato così a lungo. Spero che i suoi padri spirituali gli abbiano ricordato che il matrimonio è un sacramento. E la volontà lodevolissima di aprire una comunità di recupero, "perché solo chi è straniero capisce gli stranieri, solo chi è in carcere capisce chi ci è stato". Capirà anche che chi ha bisogno d'aiuto, e vive nel buio, chiede innanzitutto  silenzio, riserbo, pazienza assidua e mite. Noni articoli con servizi fotografici sulle riviste.

La sala stampa vaticana non conferma la telefonata. Sarebbe bello sapere se c'è stata.



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