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Cronaca

FAMILY DAY 2016 / Circo Massimo, Roma per la famiglia: flash mob associazioni Arcobaleno contro Regione Lombardia (ultime notizie, oggi 21 gennaio)

Family Day 2016, a Roma al Circo Massimo il prossimo 30 gennaio: le ultime novità sulla legge per le unioni civili, il ddl contestato anche dal Forum delle Famiglie, le parole del presidente

Unioni civili (Infophoto)Unioni civili (Infophoto)

E in attesa del Family Day a Roma al Circo Massimo per il prossimo 30 gennaio, arrivano alcune iniziative contro la decisione di Regione Lombardia di partecipare all’evento con il proprio gonfalone e lo stemma della Rosa Camuna. Un tweet bombing e un flash mob sono stati organizzati da tutte le associazioni Arcobaleno per questo sabato, 23 gennaio 2016, in concomitanza di altre manifestazioni a favore delle unioni civili e contro la decisione della giornata per la famiglia indetta da alcune associazioni cattolica e laiche. «Speriamo che la giunta non voglia prestarsi a questa deriva clericale e dimostrai di rappresentare tutti i cittadini lombardi e non solo una parte, quando discuterà della questione», affermano le organizzazioni Arcobaleno. Ci sarà una manifestazione in Piazza della Scala a Milano alle 14.30 a favore dell’estensione dei diritti civili anche alle coppie dello stesso sesso, tutti con un orologio per rispondere all’hashtag “SvegliaItalia”. La lotta aperta, con il Pirellone che tira dritto nella sua scelta di appoggiare la manifestazione in difesa della famiglia del Circo Massimo.

Tra le tante associazioni cattoliche e laiche che saranno al Family Day 2016 in programma il prossimo 30 gennaio a Roma al Circo Massimo, parteciperanno anche le famiglie adottive e affidatarie che fanno riferimento ad AiBi - Amici dei Bambini, e cercheranno di portare la loro testimonianze sulla legge delle unioni civili. Intervistato dal settimanale Vita, il presidente di AiBi, Marco Griffini annuncia quanto segue: «Stare dalla parte dei bambini è sempre stato l’impegno di AiBi e in virtù di questo e della ferma convinzione che i diritti dei più piccolo vengano prima di quelli degli adulti, le famiglie adottive e affidataria di Amici dei Bambini, aderiscono al Family Day. Diciamo no alla legge Cirinnà sulle Unioni Civili e sì al diritto di ogni bambino di avere una vera famiglia». Secondo il presidente Griffini la politica troppo spesso sembra preoccuparsi dei diritti di poche persone pensando al presunto diritto di avere un figlio a tutti i costi, piuttosto che a quelli di milioni di bambini abbandonati. In Italia, riportano i dati trattati da AiBi, ci sono 5 milioni di coppie sposate senza figli che potrebbero diventare le nuove famiglie se solo «l’adozione non fosse sempre più una via crucis, finito da troppo tempo nel dimenticatoio del Governo».

Dopo il grande cambio luogo, il Family Day 2016 in programma il prossimo 30 gennaio vedrà la manifestazione in difesa della famiglia e contro la legge Cirinnà sulle Unioni Civili nella cornice suggestiva del Circo Massimo di Roma. In questi giorni di grandi polemiche attorno al ddl Cirinnà, a parlare è l’autorevole Forum delle Famiglie che interverrà al Family Day per presentare le proprie proposte e le loro testimonianze. Con le parole del suo presidente, Gianluigi De Palo, arriva un contributo importante alla discussione attorno al tema delicatissimo delle unioni civili e sopratutto delle adozioni per le coppie omosessuali: «Non si spacca il Paese per una legge di questo tipo, questo ddl non piace a nessuna delle nostre associazioni e a milioni di famiglie italiane: è scritto male, apre chiaramente alla pratica dell’utero in affitto, smentisce la Costituzione Italiana riguardo il matrimonio e non tutela mai la parte più debole». Ancora più a fondo arriva lo stesso De Palo quando afferma a fine comunicato che «Se gruppi, associazioni e singole persone in questi mesi hanno organizzato eventi e dibattiti facendo sentire la loro voce, lo hanno fatto perché hanno a cuore la famiglia, cellula primaria della società. Quando i bambini da beneficiari di diritti diventano un diritto per chi non riesce a farne e il matrimonio diventa un'istituzione messa in secondo piano, c'è qualcosa che non va e stiamo smentendo nei fatti la Carta costituzionale».

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