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CARRON/ Mazzarella: le unioni civili e quella vita nuova che non viene dalla legge

Pubblicazione:lunedì 25 gennaio 2016

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E qui non è un problema di passi indietro o avanti ("per adesso", per un problema di opportunità, di mediazione nell'episcopato tra tradizione e innovazione) sulla dottrina tradizionale della famiglia della Chiesa, come ha commentato sempre ieri Eugenio Scalfari su Repubblica; dottrina che è e resta quella che è sempre stata. Piuttosto di finezza nel proporsi a se stessa e agli altri di questa "vita nuova", in cui chi si coinvolge sa che «la famiglia fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo appartiene al sogno di Dio», come Francesco ha detto nel discorso di venerdì all'apertura dell'anno giudiziario del tribunale della Sacra Rota. 

Il "sogno di Dio", quel che sognerebbe ogni padre per i suoi figli. Ma mentre gli citava questo sogno, Francesco ha anche ricordato ai responsabili dei processi matrimoniali che «non dovranno mai dimenticare il necessario amore misericordioso verso quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita» non vivano o possano vivere quel sogno, o più semplicemente hanno un altro sogno, che non resta meno umano e degno di rispetto, per quanto dal punto di vista della Chiesa sia «uno stato obiettivo di errore». Da qui nello stesso giorno del suo intervento al tribunale rotale, l'invito nel messaggio ai partecipanti alla cinquantesima giornata mondiale della comunicazione ad «esprimersi con gentilezza e comprensione anche nei confronti di quanti, in merito al matrimonio pensano e agiscono diversamente». 

Se qualche grano di questa finezza circolerà nelle piazze reali e virtuali, che si stanno confrontando in questi giorni, questo Paese avrà qualche chance in più che si costruisca, tutti insieme, anche con una legge sulle unioni civili largamente condivisa nel merito dei problemi, quel "bene di tutti" cui Francesco ha chiesto di accudire a Firenze il 10 novembre 2015 sollecitando tutti, non solo la sua Chiesa, a camminare insieme sulle vie dell'umano, e che Carrón ha ricordato ieri nella chiusa del suo intervento.



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COMMENTI
25/01/2016 - libertà e pre-giudizio (1) (Luciano Broggi)

Gentilissimo Mazzarella, mi ritrovo pienamente nel richiami al cuore della questione, anzi al cambiamento del cuore e dello sguardo con cui guardare ciò che oggi ci si presenta, singole persone, coppie e decreto Cirinnà. Non sto quindi qui a riprendere quanto Lei scrive e quanto ha scritto Don Carrón. Mi sento invece costretto a toccare un punto fondamentale e qualche altro di riflesso. Lo scrivere (Carron e Mazzarella) che “chi si oppone lo fa per difendere diritti tradizionali” e chi di quella parte scende in piazza avversa gli altri con “grettezza di comprensione” (Mazzarella), mi fa dire che c’è una situazione di grave incomprensione. Affastellando tutto, viene infatti usato in modo negativo il termine “diritti tradizionali”, senza precisare che è ormai giustamente acquisito il concetto di unioni civili e si va invece in piazza per 1) NEGARE L’EQUIPARAZIONE AL MATRIMONIO 2) L’ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE DELLO STESSO SESSO 3) L’UTERO IN AFFITTO. Emerge quindi un atteggiamento di pre-giudizio nei confronti di chi vuole manifestare il 30 gennaio, ipotizzando che tutti quelli che ci andranno lo faranno senza quell’atteggiamento del cuore e dello sguardo che nasce dalla fede. Pre-giudizio nei confronti dei singoli e anche delle associazioni/movimenti laici che hanno pubblicamente aderito. (continua)

 
25/01/2016 - libertà e pre-giudizio (2) (Luciano Broggi)

Considerando il variegato panorama di lettori de Il Corriere, l’esempio portato nell’articolo di Carron mi sembra una scelta inopportuna, in quel contesto. Presenta un omosessuale infelice a fronte di una coppia eterologa felice. Ma quante coppie eterologhe sono altrettanto infelici e potrebbero imparare da omosessuali ricchi umanità perché ugualmente alla ricerca del loro significato ultimo! Poi, mentre saremo attenti a tutti gli incontri con persone di ogni genere che ci capiterà di conoscere, richiamo al fatto che il decreto Cirinnà fa parte dei fattori della realtà che abbiamo davanti ORA. A meno che non vogliamo scartare questo fattore a priori, consideriamo che oltre alla sfera personale esiste quella legislativa, e che, nei pochi secondi del voto elettronico in Parlamento, si cambieranno i connotati della nostra società. Andrò a Roma il 30 gennaio per il mio terzo Family Day, spero di andarci con il cuore giusto e spero di fare tanti bei incontri con belle persone, come mi è sempre accaduto. Un cordiale e fraterno saluto. Luciano Broggi

 
25/01/2016 - Altri sogni (Giuseppe Crippa)

Vorrei esprimere una timida riserva sull’uso che Mazzarella fa delle parole pronunciate venerdì sorso da papa Francesco nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del tribunale della Sacra Rota. Ecco la citazione precisa del passo dal quale viene estrapolato “il materiale” col quale Mazzarella costruisce la parte finale di questo suo articolo: “Quando la Chiesa, tramite il vostro servizio, si propone di dichiarare la verità sul matrimonio nel caso concreto, per il bene dei fedeli, al tempo stesso tiene sempre presente che quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell’amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa.” Come si vede: nessun accenno ad “altri sogni”.