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CARRON/ Mazzarella: le unioni civili e quella vita nuova che non viene dalla legge

Pubblicazione:lunedì 25 gennaio 2016

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Dopo mesi di discussioni, l'approdo in parlamento delle unioni civili, con il ddl Cirinnà, ha mobilitato due piazze: l'una a reclamare il riconoscimento di nuovi diritti e l'altra che reclamerà, sabato prossimo, la difesa dei diritti tradizionali. Due piazze, cui, considerati alcuni toni agitati, non stonerebbe un po' più di riflessività. Che poi vuol dire, pur nella difesa sincera delle proprie convinzioni, non banalizzare le ragioni e le preoccupazioni che a quelle convinzioni vengono opposte, le ragioni "degli altri". 

In questo senso, fa bene Julián Carrón, nel suo commento di ieri sul Corriere della Sera a ricordare — a chi i nuovi diritti avversa, considerandoli un attentato ai valori fondanti la civiltà occidentale — il diritto all'espressione di questi nuovi diritti, e alla loro ricerca di tutela positiva nell'ordinamento giuridico; a ricordare che ciascuno di questi nuovi diritti «pesca in ultima istanza in esigenze profondamente umane: il bisogno di amare ed essere amati, il desiderio di essere padri e madri, la paura di soffrire e di morire, la ricerca della propria identità». Esigenze non comprimibili, cui non si può opporre grettezza di "comprensione", cioè di cuore e di mente. Ma fa altrettanto bene a ricordare a chi, per questa radicalità umana che vi si esprime, ne vive il fascino, di non credere più di tanto che la "salvezza" dell'equazione della vita, del suo senso di compimento, della sua "felicità" possa risolversi nell'aspettativa, soddisfatta, che «l'ordine giuridico risolva il dramma del vivere e garantisca "per legge" una soddisfazione dei bisogni infiniti propri di ogni cuore».

Infatti, andando al fondo delle cose, «con tutto il rispetto dovuto al dibattito giuridico», l'insoddisfazione di una condizione umana, omosessuale o eterosessuale, non ha il suo punto di acquietamento in questa o quella norma, pure utile e benvenuta a sovvenire a questa o quella situazione concreta. E «il grido di compimento, che c'è dietro ogni tentativo umano» può trovare risposta solo da «una vita diversa e nuova che può rivoluzionare strutture, iniziative, rapporti, insomma tutto» (Giussani). 

Questo compimento, in una "vita nuova", per i cristiani, solo Cristo «come avvenimento presente nella vita delle persone» può farlo assaporare, liberando l'uomo dalla riduzione in cui chiude il suo desiderio — in cui si chiude con il suo desiderio —, facendogli desiderare e sperimentare quella pienezza per cui è fatto. Ma chi ha questo, ha già tutto, se gli basta. Va da sé. La questione è dirlo a chi non lo ha, o non gli basta. L'originalità cristiana è, anche, la più fine sensibilità su questo punto: che poi vuol dire la qualità dell'annuncio che si presume di essere, in cui si crede, su cui "si è posto il cuore".


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COMMENTI
25/01/2016 - libertà e pre-giudizio (1) (Luciano Broggi)

Gentilissimo Mazzarella, mi ritrovo pienamente nel richiami al cuore della questione, anzi al cambiamento del cuore e dello sguardo con cui guardare ciò che oggi ci si presenta, singole persone, coppie e decreto Cirinnà. Non sto quindi qui a riprendere quanto Lei scrive e quanto ha scritto Don Carrón. Mi sento invece costretto a toccare un punto fondamentale e qualche altro di riflesso. Lo scrivere (Carron e Mazzarella) che “chi si oppone lo fa per difendere diritti tradizionali” e chi di quella parte scende in piazza avversa gli altri con “grettezza di comprensione” (Mazzarella), mi fa dire che c’è una situazione di grave incomprensione. Affastellando tutto, viene infatti usato in modo negativo il termine “diritti tradizionali”, senza precisare che è ormai giustamente acquisito il concetto di unioni civili e si va invece in piazza per 1) NEGARE L’EQUIPARAZIONE AL MATRIMONIO 2) L’ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE DELLO STESSO SESSO 3) L’UTERO IN AFFITTO. Emerge quindi un atteggiamento di pre-giudizio nei confronti di chi vuole manifestare il 30 gennaio, ipotizzando che tutti quelli che ci andranno lo faranno senza quell’atteggiamento del cuore e dello sguardo che nasce dalla fede. Pre-giudizio nei confronti dei singoli e anche delle associazioni/movimenti laici che hanno pubblicamente aderito. (continua)

 
25/01/2016 - libertà e pre-giudizio (2) (Luciano Broggi)

Considerando il variegato panorama di lettori de Il Corriere, l’esempio portato nell’articolo di Carron mi sembra una scelta inopportuna, in quel contesto. Presenta un omosessuale infelice a fronte di una coppia eterologa felice. Ma quante coppie eterologhe sono altrettanto infelici e potrebbero imparare da omosessuali ricchi umanità perché ugualmente alla ricerca del loro significato ultimo! Poi, mentre saremo attenti a tutti gli incontri con persone di ogni genere che ci capiterà di conoscere, richiamo al fatto che il decreto Cirinnà fa parte dei fattori della realtà che abbiamo davanti ORA. A meno che non vogliamo scartare questo fattore a priori, consideriamo che oltre alla sfera personale esiste quella legislativa, e che, nei pochi secondi del voto elettronico in Parlamento, si cambieranno i connotati della nostra società. Andrò a Roma il 30 gennaio per il mio terzo Family Day, spero di andarci con il cuore giusto e spero di fare tanti bei incontri con belle persone, come mi è sempre accaduto. Un cordiale e fraterno saluto. Luciano Broggi

 
25/01/2016 - Altri sogni (Giuseppe Crippa)

Vorrei esprimere una timida riserva sull’uso che Mazzarella fa delle parole pronunciate venerdì sorso da papa Francesco nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del tribunale della Sacra Rota. Ecco la citazione precisa del passo dal quale viene estrapolato “il materiale” col quale Mazzarella costruisce la parte finale di questo suo articolo: “Quando la Chiesa, tramite il vostro servizio, si propone di dichiarare la verità sul matrimonio nel caso concreto, per il bene dei fedeli, al tempo stesso tiene sempre presente che quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell’amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa.” Come si vede: nessun accenno ad “altri sogni”.