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CARRON/ Giovagnoli: il ddl Cirinnà e quella domanda di Dio che si "nasconde"

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In piazza durante il Family day dello scorso giugno (Infophoto)  In piazza durante il Family day dello scorso giugno (Infophoto)

Saper cogliere questa domanda è stata la grande capacità di don Giussani, che ha rivelato a tanti di averla dentro di sé senza saperlo. Descrivendo l'inquietudine di un omosessuale che resta insoddisfatto al di là del riconoscimento dei suoi diritti, mi pare che Carrón alluda proprio a questa domanda. E che chieda a chi vive una vita di fede di essere sufficientemente attrattivo da farla emergere in colui o in colei che non sa di averla dentro di sé. 

Tutto il resto — qui ovviamente non pretendo di interpretare Carrón ma esprimo solo il mio pensiero — è secondario. Gli omosessuali chiedono che vengano rispettati i loro diritti a coltivare un affetto con un compagno di vita, a vedersi protetta la loro esperienza di coppia, a potersi aiutare reciprocamente in caso di malattia? Va bene. C'è poi chi chiede che venga salvaguardata la specificità della famiglia, protetti quei genitori che obbediscono al comandamento di Dio di generare figli, garantito ai figli di avere — per quanto possibile — un padre e una madre, impedire che una donna sia costretta ad "affittare" il proprio utero? Va bene. Ma è probabilmente vano chiedere ad una sola legge di garantire tutte queste cose e soprattutto chiederle di tradurre in rigorose norme giuridiche quella realtà incomprimibile e indivisibile che è la misericordia, vero nome di Dio come ci ricorda papa Francesco.   



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COMMENTI
27/01/2016 - La libertà dell'altro (Pierfrancesco Bernieri)

In questi ultimi giorni in maniera preponderante il nome di Carrón e poi di Giussani vengono continuamente tirati in ballo chi a favore chi contro. Io la faccio più semplice. Se fossi a Roma andrei ma non posso. Credo che Carrón e chi la pensa come lui abbiano il diritto di dire la loro. Troppi tirano la giacca a questo e a quell'altro. Scendere o meno in piazza non può essere il paragone per un giudizio sul merito di questo o quel movimento o persona. Mi pare molto riduttivo, altrimenti perché non chiedere al Papa di scendere anche lui? Perchè le Sentinelle che sabato scorso hanno preso spintoni e insulti non dovrebbero reagire in qualche modo? Ci sono molti modi per rispondere a quello che riteniamo ingiusto nei nostri confronti ma credo che occorra la massima libertà di rispettare la libertà altrui senza dover fare processi o accusare di immobilismo o altro. E'l'importanza dell'evento a cui partecipo che mi giudica bene? Io sono quello a cui partecipo o sono quello a cui appartengo?

 
26/01/2016 - Non è tutto oro quello che luccica! (claudia mazzola)

Conosco e ammiro un sacco di famiglie cattoliche - compresa la mia - composte da un uomo ed una donna e figli. Ma chi siamo noi per andare in piazza sabato a dire agli altri che siamo la verità? Una sola è la Verità: Gesù. E Lo è anche per i laici!

 
26/01/2016 - Children Day (Santino Camonita)

Signori, spiegatemi una cosa perché i conti non mi tornano. Io sono un insegnante e statisticamente noto che 6 alunni su 10 hanno la famiglia a pezzi: genitori più volte divorziati, figli che vivono con altri fratelli e/o sorelle avuti da un genitore separato e convivente con più compagni/compagne ...e non continuo perché vi ho avuto dei casi in classe dove la realtà supera veramente la fantasia talmente sono così paradossali! Credo che questo campione statistico rispecchi , ahimè, l'andazzo anche a livello nazionale. Bene, io non ricordo mai che qualcuno sia sceso in piazza o organizzato non un family day ma un children day a difesa dei più deboli! Ho il sospetto che i nuovi paladini e difensori della famiglia di giorno partecipano al family day e di notte consultano un avvocato divorzista. Recentemente il governo ha approvato la legge sul divorzio breve: nessuno di questi paladini si è stracciato le vesti.

 
26/01/2016 - Pasolini (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Castenetto per il richiamo a Pasolini, persona davvero alla ricerca di Dio. Lui si sarebbe schierato: http://video.corriere.it/unioni-civili-quagliariello-pochi-dubbi-fatto-che-pasolini-si-sarebbe-schierato-contro-stepchild-adoption/2e061f4a-b552-11e5-8efc-b58ffc8363b9

 
26/01/2016 - PURO DIVERTIMENTO?! (GIANLUIGI PARENTI)

Penso che tutti noi che andremo in piazza il 30.01 viviamo quotidianamente la libertà dell'incontro che ci ricorda giustamente Don Carrón. Con la stessa passione per l'uomo che abbiamo imparato da Don Giussani andiamo in piazza per non essere conniventi con il pensiero nichilista vigente e dittatoriale. Forse non tutti capiscono che ci costa: soldi, riposo settimanale saltato, fatica ... pensate che siano scontati? Che abbiamo soldi e tempo da buttare via solo per creare barricate? Quando vedi che coloro che dovrebbero rappresentarti nelle istituzioni sono solo "chiacchiere e distintivo" il popolo deve sopperire a questa ignavia.

 
26/01/2016 - Non si tratta di questione giuridica! (giacomo rocchi)

Carron e Giovagnoli considerano i cattolici come dei bambini che a stento sanno balbettare qualche parola. Diciamo le cose come stanno davvero: qui non si tratta di diritti tradizionali vs nuovi diritti! Si tratta di difesa della famiglia - che perfino i nostri Costituenti non ebbero timore a definire "naturale"! - contro ideologie che negano la verità sull'uomo, sulla sua natura, sull'amore, sul rapporto tra genitori e figli e che, non a caso, non hanno alcuna remora a sfruttare le donne del terzo mondo come contenitrici e ad obbligare i bambini a non avere una madre! E, soprattutto, non si tratta di una "questione giuridica": le questioni giuridiche sorgono per interpretare una legge che c'è già (e siamo sicuri che, se una legge verrà approvata, verranno subito fuori...); qui siamo di fronte al tentativo di approvare una legge profondamente ingiusta, palesemente ingiusta, contraria al bene comune e al bene di ogni uomo (omosessuale e non); tentativo che impone ad ogni uomo di buona volontà - e impone ai cattolici, ivi compresi i preti - di combattere per impedirne l'approvazione. Nessuno obbliga Carron e Giovagnoli a venire il 30 gennaio a Roma - a proposito: lettori del Sussidiario, vi aspettiamo! - ma ci risparmino discorsini pensosi che altro non sono che un balbettio da parte di chi dovrebbe insegnare e guidare! Chi si è sposato e ha generato figli è cresciuto: forse non si sa esprimere bene, ma certe cose le capisce: per questo teme di "difendere i nostri figli".

 
26/01/2016 - Commento (ALBERTO BRUSCHI)

Ma come può essere “secondario” il fatto che, in prospettiva, a chissà quanti bambini sarà imposto di avere due padri o due madri? Io non ci credo proprio che per Carron sia secondario. La difesa dei più deboli è un imperativo imprescindibile per la fede ben prima che per la politica. Risponderemo a Dio della nostra reticenza se dimenticheremo che tutto quello che faremo a quei “piccoli” lo avremo fatto a Lui e quindi anche del fatto che non avremo usato tutti i mezzi disponibili (comprese le leggi), per fermare questo abuso. E’ esattamente come per l’aborto: non dimentichiamoci che al di là delle posizioni personali, culturali, politiche ecc. c’è di mezzo il diritto di chi viene “scartato” o cosificato, alla cui difesa non si può anteporre nulla. Mi sembra dunque capziosa questa querelle su cosa viene prima (la testimonianza di una vita) e su cosa viene dopo (una presenza che arriva a toccare anche gli aspetti giuridici e politici per cercare, in questo caso, di salvare vite umane o di preservarne l’integrità). Un’esperienza cristiana priva di uno di questi due elementi sarebbe comunque monca, come a me ha insegnato don Giussani. Possibile che si rischi di smarrire questa sintesi elementare? (Alberto Bruschi)

 
26/01/2016 - vecchi schemi (roberto castenetto)

Non mi pare che si possa ridurre tutto a una piazza laica e a una piazza cattolica. Anche perché il premier e buona parte del governo sono giovani cattolici. Qui c'è una divisione che attraversa cristiani e non. Occorre capire la natura di questa divisione, per non riproporre vecchi schemi interpretativi. Consiglio di rivedere l'ultimo film di P.P. Pasolini, "Salò o le 120 giornate di Sodoma", per capire quanto sta succedendo. Chi più di lui, tra gli intellettuali, cercava Dio, tanto da far ripetere a una delle giovani violentate lo stesso grido del Golgota?