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CARRON/ Violante: non sarà mai una legge a salvare la famiglia e la Chiesa

"Se non sei d'accordo con la legge, devi formare una nuova opinione nei cittadini, più che chiedere alla legge di salvare dai cattivi costumi". LUCIANO VIOLANTE sulla lettera di J. Carrón

Luciano Violante (Infophoto) Luciano Violante (Infophoto)

"Se non sei d'accordo con la legge, ed è legittimo, devi formare una nuova opinione nei cittadini, più che chiedere alla legge di fare da diga alla 'ruina' dei costumi". A dirlo è Luciano Violante, magistrato, presidente della Camera dei deputati dal 1996 al 2001, mentre il ddl Cirinnà sulle unioni civili preoccupa, e molto, il mondo cattolico italiano.

Violante, se le dicessi che i nuovi diritti sono la tutela giuridica di un arbitrio senza confini, fino al punto di modificare l'essere uomo e l'essere donna, e di produrre la vita se si desidera essere padri e madri?
Il limite è la mercificazione del corpo. Dove c'è la mercificazione, lì bisogna fermarsi. Poi partiamo dalla realtà, altrimenti ci perdiamo. Ci sono diritti dei bambini: il bambino o la bambina hanno diritto ad avere una famiglia. Parlo del bambino concreto, quello che esiste, non di quello che non c'è. Non è vero d'altra parte che non esiste il diritto ad avere un figlio.

Ne è sicuro?
Quando il governo cinese ha impedito ai cinesi di avere più di un figlio, tutti abbiamo detto: no, perché un uomo e una donna hanno il diritto di avere i figli che vogliono. Poi subentra il principio di responsabilità: se non ho i mezzi per mantenere un certo numero di figli diventa irresponsabile metterli comunque al mondo.

Allora dove sta per lei il limite dei nuovi diritti?
Ad essere sbagliata è una concezione patrimoniale del figlio, quasi fosse un oggetto di cui dispongo: lo voglio e me lo creo. Il figlio è un essere umano, non è un giocattolo. E ancora: da anni nella società italiana ci sono diverse forme di genitorialità con le quali i magistrati minorili si confrontano faticosamente per assenza di normativa. Anche queste genitorialità nuove sono un fatto. Un fatto che va regolato.

Intanto, il 30 gennaio ci sarà il Family day. Andranno in piazza tutti coloro che dicono no al ddl Cirinnà e difendono i diritti tradizionali.
Ne hanno pieno diritto. Il punto però è un altro. Posso citare ciò che disse Aldo Moro agli esponenti del suo partito all'indomani della sconfitta dei cattolici nel referendum sul divorzio? «Settori dell'opinione pubblica sono ora ben più netti nel richiedere che nessuna forzatura sia fatta con lo strumento della legge, con l'autorità del potere al modo comune di intendere e disciplinare in alcuni punti sensibili i rapporti umani. Di questa circostanza non si può non tener conto perché essa tocca ormai profondamente la vita democratica del nostro Paese, consigliando talvolta di realizzare la difesa di principi e di valori cristiani al di fuori delle istituzioni e delle leggi e cioè nel vivo, aperto e disponibile tessuto della nostra vita sociale».

Quindi? 


COMMENTI
28/01/2016 - Opporsi alla Cirinnà per salvare la democrazia (felice eugenio crema)

Nella situazione in cui si trova l’Italia quali motivi rendono urgente una legge come la Cirinnà che comunque divide profondamente il Paese e toglie fiducia nelle istituzioni? Due osservazioni. 1. La citazione di Moro appare totalmente fuori luogo. Quali sarebbero oggi i poteri ‘forti’ che si oppongono alla Cirinnà? Quale sarebbe invece la società che la chiede a gran voce? Mi sembra che si stia confondendo la società con i mezzi di comunicazione già controllati da una lobby (cfr Il documento Unar relativamente al linguaggio che i media devono usare trattando di temi etici, cfr il ddl Scalfarotto che vorrebbe porre sotto scacco penale le opinioni che mettono in discussione l’antropologia transgender). Tutto sembra iscriversi in un ulteriore passo della divaricazione tra popolo e istituzioni. 2. Quale criterio per decidere quali ‘desideri possono diventare diritti’? Forse, quando si toccano temi posti al fondamento del legame sociale come la famiglia e la genitorialità non basta dire ‘consules provideantur’, almeno se vogliamo che la nostra rimanga una democrazia. Dare una delega una tantum a qualche centinaia di persone ogni cinque anni forse oggi non è più sufficiente a garantire una effettiva democrazia. Forse anche di questo dovrebbe essere preoccupato un politico di lungo corso come Lei.

 
27/01/2016 - Promotori del referendum 2005? (Enrico Leonardi)

Dalle parole di Violante sembrerebbe che il referendum del 2005 sia stato proposto dai cattolici. In realtà i promotori furono i radicali con altre forze del centrosinistra, ma vinse l'astensionismo e la Legge 40 fu confermata. Salvo poi essere stravolta, come dice giustamente Violante, da decine di interventi della Magistratura. Si veda https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2005_in_Italia

 
27/01/2016 - Unioni (in)civili (franco cori)

Noi cristiani siamo davvero certi che l’unione sponsale tra uomo e donna, è l’immagine della Trinità, quindi origine e base della convivenza tra due persone e base di una società pienamente umana? Oppure l’uomo può realizzarsi come vuole? Quale testimonianza siamo chiamati a dare? “Non sono venuto ad abolire la legge ma a darle pieno compimento” dice Cristo. ( Mt 5, 17-19) Si sta ripetendo l’errore che fecero tanti dell’Azione Cattolica con il divorzio: loro non avrebbero mai divorziato ma non si poteva obbligare le altre persone. E cosi è arrivato il divorzio. Chiedo: il divorzio è stato un bene per la società? E’ un bene per la società anche l’aborto, l’eutanasia, le unioni gay, l’utero in affitto , ecc.? Lo stato non dovrebbe promuovere solo ciò che garantisce il bene comune? Perchè allora lo stato mette i segnali, le linee, i guard rail per le strade? Non basterebbe solo un buona educazione. Perché io farmacista devo dispensare i farmaci seguendo ben determinate leggi? Non basterebbe solo un buon rapporto con il cliente? Il fiume scorre certo verso il mare quando ha buoni argini, e questo non è un bene per tutti? Altrimenti: https://www.youtube.com/watch?v=XKvQw9GytWk “Questa Guerra non è vostra , ma di Dio. Giuseppe, Maria e Gesù bambino ci soccorrano, difendano e accompagnino in questa guerra di Dio. Grazie per quanto farete in questa lotta per la Patria.” Dalla preghiera del Vescovo Bergoglio a 4 monasteri argentini nel 2010.

 
27/01/2016 - Ad ognuno la sua legge...si salvi chi può! (claudia mazzola)

A me questo mondo piace, mi piace vivere e mi piace leggere il Sussidiario ed i commenti. Benedetti quelli che sabato vanno al Family day e quelli che non ci vanno. Benedetto Dio che ci ha creati liberi.

 
27/01/2016 - Caro Violante.... (Luigi PATRINI)

Condivido i commenti. Ma a Violante vorrei dire che: certo non è una legge che salva la famiglia, nè una legge salverà la Chiesa: la famiglia è difesa dalla Natura, creata da Dio, e la Chiesa è fondata da Dio perciò nessun potere umano la distruggerà, neppure quello "disumano" del diavolo. Però, caro on. Violante, una legge come la Cirinnà può ostacolare molto la famiglia, perché la Natura prevale, ma una legge iniqua come la Cirinnà complica inutilmente le cose. Si chieda se la Legge umana deve servire a rendere più facile ciò che è conforme alla Natura o se deve rendere difficile ciò che l'uomo è chiamato a vivere dalla Natura.

 
27/01/2016 - Commento (Barbara Leopizzi)

È falso e offensivo dire che chi andrà a Roma lo farà per motivi politici. Per quanto mi è dato di vedere ci saranno persone che tutti i giorni tirano su i figli, anche con grandi sacrifici, che si fanno compagnia nelle circostanze della vita, persone che tutti i giorni stanno vicine alle mamme in difficoltà (penso ai Cav), dando tempo e soldi, gente vera, che difende un'esperienza bella, viva, e non dei valori astratti, gente che vede bene quali disastri provocano leggi ingiuste che fanno cultura, gente che nel quotidiano già mostra, per chi lo vuole vedere, come ci si impegna nella società. Non so fino a quando anche questo sarà consentito, visto per esempio che si comincia a mettere in discussione la possibilità di obiezione di coscienza e che potrebbe essere considerato reato di omofobia anche solo sostenere che un figlio non può avere due genitori dello stesso sesso. D'altronde l'ha messo bene in evidenza Violante: voi dovete tacere, prendere atto di quello che il potere vuole (evidentemente chi fa le leggi non è considerato rappresentante del popolo, ma un gruppo di illuminati che dettano la linea, che educano il popolo) e semmai confidare le vostre perplessità al vicino di casa, se no date fastidio, cercate il consenso politico elettorale, e soprattutto non siete misericordiosi.

 
27/01/2016 - limite (marco nocetti)

Chiedo sommessamente allora perché si mette il limite di velocità anziché limitarsi ad educare la gente ad andare piano... Il fatto che, come ci viene segnalato con tanta levità come se fosse una cosa normale, la corte costituzionale abbia completamente ribaltato gli esiti del referendum è solo la prova che in Italia il potere non lo ha il popolo ma lo hanno le élites come la magistratura, situazione per creare la quale peraltro il magistrato Violante ho infaticabilmente lavorato una vita. Anche di questo lo ringraziamo.

 
27/01/2016 - Interessante affermazione, e grande contraddizione (sandra fei)

Caro Luciano, è interessante la frase che avresti detto nell'intervista: "Che un desiderio diventi diritto accade perché le classi politiche non sono capaci di dire i no necessari alla società...". Davvero da rifletterci su, anche per altre realtà come la Chiesa, le famiglie, l'educazione dei figli ecc. Però mi accorgo, caro Presidente, che se c'è un vuoto legislativo, come tu evidenzi per esempio riguardo ai bambini già adottati da coppie gay, perché lo si deve riempire assecondando i desideri trasformati in diritto? E perché, se davvero interessa il bene del bambino, non si ha il coraggio di toglierli da quelle situazioni? Lo chiedo al magistrato e anche al legislatore, le due persone, concettualmente, che convivono in te. Per non parlare delle innumerevoli testimonianze di chi è cresciuto con coppie gay e non ringrazia certo per questo... Senza entrare nel discorso biologico ed etico, che c'entra eccome, ma non è il caso di sviscerarlo ora... Con antica e sincera amicizia...

 
27/01/2016 - Legge sul figlio unico (francesco leone grotti)

La risposta di Violante sulla Cina è vergognosa. Nessuno ha mai protestato contro la legge sul figlio unico perché gli uomini hanno diritto ai figli, ma perché uno Stato non ha il diritto di intromettersi nella vita di una famiglia e non ha il diritto di decidere quanti figli può avere o non avere una coppia a seconda dei bisogni dell'economia, perché il figlio non è un bene a disposizione dei desideri dello Stato (e non è neanche un bene a disposizione dei desideri delle persone. Cosa tra l'altro su cui Violante è d'accordo se poi si oppone all'utero in affitto). Direi che Violante è quanto meno confuso. Il giornalista poteva anche ribattere qualcosa davanti a certe balordaggini...

 
27/01/2016 - Fargo (Claudio Baleani)

Violante è un piacere leggerlo. Tralascio la polemica che nella intervista è chiara coi fautori della linea ultracattolica e ultra aggressiva verso la legge e contro Carron. E' gente a cui piace il diploma di cattolico intemerato. Lasciamoli stare. Mi interessa un'altra questione. Nella intervista si parla di diritti e allora mi è venuto in mente quello che dice il protagonista della prima serie televisiva Fargo, tratta da fatti veri: "Il tuo problema è che hai sempre pensato che ci fossero delle regole. Non ce ne sono". In base a questo principio è stata ammazzata un sacco di gente. Oggi siamo a questo punto? Ognuno può fare quello che vuole? Poche settimane fa una signora è andata in TV a dire di aver accompagnato la figlia all'ospedale per abortire. Siccome la poveretta c'ha lasciato la pelle, ora la mamma vuole giustizia. E che significa? Significa condanna per i medici e risarcimento del danno. Nessun imbarazzo per l'aborto. Sembrerebbe allora che di diritti ce ne siano: il diritto ad abortire, alla salute, al risarcimento. Sono davvero diritti? Non si tratta invece di una serie di mandanti e di un unico killer a pagamento che si chiama Stato? Allora ha ragione Lorne Malvo: non ci sono regole e il gorilla, anzi la gorilla più grossa ha deciso di avere figli, di portarseli via se già fatti, e di farli fare se non ci sono. Mio padre ha 95 anni e ha detto che non ha mai visto un periodo così brutto: non c'è certezza su nulla. Ha avuto paura ad accarezzare un bambino.