BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LA STORIA/ Cosa vuol dire insegnare in una classe multiconfessionale di periferia?

Pubblicazione:giovedì 28 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 29 gennaio 2016, 12.57

Immagine dal web Immagine dal web

Verso la fine della lezione ho proposto loro un gioco per mettere in pratica le funzioni e le strutture linguistiche affrontate in quelle due ore (dare indicazioni stradali/avverbi di luogo/ uso dell'imperativo); ho creato delle squadre miste, un rappresentante di ogni squadra doveva essere bendato, l'obiettivo era raggiungere un oggetto che si trovava dall'altro lato della classe superando gli ostacoli posti tra lui e l'oggetto; solo grazie alle indicazioni dei compagni lo studente bendato sarebbe potuto arrivare alla meta. Quindi per vincere ogni bendato doveva fidarsi dei suoi compagni e questi ultimi dovevano dargli le indicazioni giuste e farlo ripartire se fosse caduto o se si fosse bloccato. L'attività è stata un successo! Tutti si sono messi in gioco e hanno collaborato, ci siamo divertiti tantissimo. Il ragazzo copto ha fatto video e foto che poi ha condiviso nel gruppo whatsup di classe, gruppo da me creato su esplicita richiesta del ragazzo albanese. 


(Martina Mambelli) 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
28/01/2016 - Auguri! (Giuseppe Crippa)

Ringrazio molto la prof. Mambelli per questo racconto così vivace e interessante! Le auguro di vivere con la sua classe una esperienza umanamente ricca e di riuscire sempre a non comprimere la propria identità, o, peggio ancora, quella di qualche suo alunno, per non urtarsi con qualche prepotente. Sarei lieto di sapere, alla fine dell’anno scolastico, che ci sarà riuscita.