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Cronaca

Giulia Latorre / Dall’outing al surreale, il passo è breve: e non è un problema di omosessualità (ultime notizie, oggi 29 gennaio 2016)

Giulia Latorre, le ultime notizie dopo il coming out e intervista a Pomeriggio 5: dall'outing al surreale, il passo è breve. Non è un problema di omosessualità, ma di realtà

Barbara D'Urso (Infophoto)Barbara D'Urso (Infophoto)

La vicenda ormai è nota a tanti per il clamore che le dichiarazioni di Giulia Latorre, figlia di uno dei due marò al centro del noto processo internazionale: dopo l’outing della ragazza 22enne, le notizie, le contro-repliche e presunte smentite hanno alimentato un dibattito che in periodo di unioni civili e Family Day hanno evidentemente ingigantito la questione. “Sono lesbica e non bisogna vergognarsi, e chi mi insulta ha un problema lui” afferma Giulia in un post su Facebook due giorni fa, aprendo il caso attorno al marò e alla sua famiglia. Ma il problema, ci permettiamo di dire, non sta nell’omosessualità, e l’intervista di ieri a Pomeriggio 5 con Barbara D’Urso, lo ha confermato: da un commento di alcune sue dichiarazioni - chiamata in trasmissione come perfetta “testimonial” per le nuove famiglie omosessuali dalla padrona di casa, assai sensibile all’argomento - si è andati per mezzora sul suo rapporto con il padre, con la situazione che si è trasformata in un vicenda trasse e surreale. Porre la quesitone omosessuale come una bandiera alla fine non regge, perché dopo l’orgoglio cosa resta? Ieri si è visto, dopo 5 minuti di sproloquio su battaglie di genere, la confusione ha preso il sopravvento arrivando a parlare del padre con cui non ha un buon rapporto “non so neanche dove sia, adesso”, ha affermato Giulia. Era arrivata per dire che era felice così, e dopo poco ha rivelato tutto l’opposto: ma il problema non è la tristezza - quella è la cosa più sana che uno può affermare, una ferita aperta che alla fine resta disarmata - ma far finta che non esiste, additando all’esterno la colpa di tutto, dal padre, al web omofobo. La colpa non c’è, come tutti noi ha bisogno di una luce nella vita per affrontare le proprie ferite, e la cornicetta preparata dalla trasmissione di Canale 5 non ha certo aiutato in questo senso. Non è il suo compito, chiaro, ma impostare tutto sul trash e surreale forse non è neanche lo spot migliore per un tema delicato e profondissimo come l’omosessualità, che merita ben altro livello di serietà. Il punto non l’outing ma la realtà, quello che c’è davanti: e ieri per chi osservava l’intervista, questo punto era parecchio complicato.

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