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Cronaca

LETTERA SUL FAMILY DAY/ Ecco perché i cattolici non possono tacere sulle unioni civili

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4. La frequente contrapposizione fra testimonianza personale ed impegno pubblico, rischia, infine, di ridurre il ruolo della religione a un comportamento "privato", finendo per assecondare - involontariamente - la tradizionale impostazione laicista per cui "Dio, se c'è, non c'entra". Per i cristiani, al contrario, la responsabilità per la convivenza sociale e il bene della nostra civiltà urgono una presa di posizione pubblica. Nelle parole della Congregazione della Dottrina della Fede in un intervento del giugno 2003, «in presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva».

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