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TRIFONE E TERESA / News: risentiti gli amici, la svolta sempre più vicina? (Oggi, 29 gennaio 2016)

Emergomo retroscena importanti nel giallo di Pordenone relativo al duplice omicidio di Trifone e Teresa: le stesse offese indirizzate su Facebook sono state riproposte in ascensore.

Trifone e Teresa Trifone e Teresa

L'attenzione degli investigatori torna a concentrarsi sulle relazioni personali di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Chi ha ucciso i due fidanzati a Pordenone la sera dello scorso 17 marzo covava rancori personali? Secondo l'accusa, l'artefice materiale del duplice delitto sarebbe Giosuè Ruotolo, il commilitone 26enne di Somma Vesuviana. Mentre si svolgono le importanti perizie irripetibili sul Pc del principale indagato (nel registro compare anche il nome della fidanzata Rosaria Patrone accusata di istigazione o favoreggiamento e false attestazioni), i pm hanno nuovamente valutato l'intenzione di risentire gli amici di Trifone e Teresa. La speranza è che possano emergere dettagli importanti ed utili ai fini della conclusione delle indagini. E' sensazione comune, infatti, quella secondo la quale la svolta sul delitto di Pordenone sia sempre più vicina, soprattutto dopo l'ultima e decisiva trasferta a Somma Vesuviana avvenuta lo scorso dicembre ed in seguito alla quale è emerso l'importante tassello del profilo Facebook anonimo. Ora, basterà mettere insieme tutti gli elementi a disposizione degli investigatori per giungere al nome (o ai nomi) del responsabile.

Dopo le novità degli insulti in ascensore in appartamento di Teresa e Trifone, la coppia di Pordenone uccisa e per cui ancora resta l’alone di mistero sul possibile/i possibili colpevoli, molto si attende dai risultati delle analisi sul pc di Giosuè, l’amico della coppia e accusato numero 1 del duplice omicidio. Giosuè Ruotolo, ex compagno commilitone di Trifone Ragone, al momento ha su di sé l’accusa di esecutore materiale del duplice delitto e il fatto che aveva lavorato come perito informatico potrebbe, nel caso fosse colpevole, aver modificato l’interno del pc per non far trovare indizi. Il suo pc e anche gli hard disk della caserma De Carli di Cordenons, dove risiedevano i due ex amici militari. Questo è quello che vogliono verificare gli inquirenti, anche se per ora di prove reali contro di lui non ce ne sono e il rischio di arrivare a affrettati giudizi di colpevolezza, vale la pena analizzare per bene tutti gli indizi. L’esito dell’analisi sull’interno del pc di Giosuè dovrebbe arrivare in Procura entro inizio marzo, e dall’esame si potrà stabilire chi aveva accesso ai computer, quali segreti eventuali sono custoditi in quegli hard disk e se proprio utilizzando uno di quei pc sia stato creato il profilo Facebook anonimo dal quale erano partiti messaggi e molestie contro Teresa Costanza.

Un nuovo giallo entra nella vicenda di Trifone Ragone e Teresa Costanza, la coppia uccisa a Pordenone lo scorso 17 maggio. Chi è l’autore dei messaggi offensivi comparsi nell’ascensore dell’appartamento dove vivevano i due fidanzati freddati con sei colpi di pistola? A svelare – o meglio, ribadire – un retroscena clamoroso relativo al delitto avvenuto otto mesi fa nel parcheggio del Palasport di Pordenone, è stato il settimanale “Giallo”, che è tornato sul caso evidenziando due dettagli importanti. L’ipotesi è quella secondo la quale colui (o colei) che inviò i messaggi offesivi a Teresa tramite il profilo Facebook anonimo - presumibilmente creato da Giosuè Ruotolo, indagato per l’omicidio della coppia - sia lo stesso autore delle offese riproposte anche all’intero dell’ascensore dello stabile in cui vivevano le due vittime. Le offese, infatti, sembrerebbero le medesime: in entrambi i casi, si leggerebbe la parola “cornut*”. Il dubbio degli inquirenti è che sia stato proprio Ruotolo, ex commilitone ed amico di Trifone, ad introdursi nella palazzina ed incidere le scritte offensive nei confronti del militare e della sua fidanzata. A supporto di questa tesi, ci sarebbe proprio il profilo Facebook anonimo da cui sarebbero partiti i messaggi indirizzati a Teresa e nei quali si screditava la sua relazione con Trifone, utilizzando ancora una volta l’appellativo offensivo emerso anche in ascensore. Si tratta di una pura casualità? “Giallo” evidenzia anche un altro dettaglio relativo all’uso frequente nel lessico dialettale napoletano dell’offesa citata. Ricordiamo che sia Giosuè che la fidanzata Rosaria Patrone – anche lei indagata con l’accusa di istigazione e false attestazioni – sono originari di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. Queste coincidenze non fanno altro che contribuire ad alimentare il giallo sull’uccisione di Trifone e Teresa.

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