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UNIONI CIVILI/ 1. Un progetto nemico dell'uomo, della famiglia, della società e di Dio

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Tenendo presente che stiamo giudicando una concezione e non le singole persone, possiamo dire che la situazione è assai complessa. In sostanza, tra i sostenitori di queste leggi non ci sono posizioni omogenee. Una giornalista omosessuale del New York Times, Masha Gessen, per esempio dice: "Lottare per avere il matrimonio gay implica il mentire circa il vero scopo che intendiamo raggiungere, una volta ottenutolo. Noi infatti diciamo che l'istituzione del matrimonio non cambierà. E questa è una menzogna. L'istituzione del matrimonio cambierà, e deve cambiare… anzi, io penso che non dovrebbe più esistere". A ben guardare, come abbiamo già rilevato sopra, l'esigenza del riconoscimento legale sembra che contraddica l'idea centrale dell'antropologia liberal: e cioè il principio dell'autodeterminazione assoluta del singolo. Tuttavia, proprio questo è il paradosso: quando il posto della natura viene preso dalla legge, si può essere veramente liberi solo grazie al riconoscimento legale. Se il legame non è riconosciuto, il legame non c'è: è la legge a farlo esistere.

 

Qual è la responsabilità del cristiano di fronte a tutto questo?

E' una grande responsabilità: l'annuncio della fede. Annunciare che Dio si è fatto uomo per salvare l'uomo, per rivelare pienamente l'uomo all'uomo (Gaudium et spes, 22). Ci sono stati tempi, pensiamo per esempio alla crisi dell'arianesimo, in cui la verità di fede da difendere era che l'uomo nato da Maria fosse veramente il Figlio di Dio, consustanziale al Padre, veramente Dio. La verità che oggi ha più bisogno di essere difesa è piuttosto la verità dell'uomo, così come Gesù Cristo ne rivela la piena dignità e bellezza. Occorre sempre meglio comprendere ed annunciare la verità dell'uomo che in Cristo risplende a tutti i livelli: dalle nostre piccole comunità creative alle scuole, dai dibattiti sulle leggi, all'arena politica… ciascuno lì dov'è chiamato e secondo la responsabilità e i talenti che ha. Le unioni civili non sono una questione tangenziale, perché la famiglia è questione centrale, è il primo luogo dove ciascuno scopre chi è, cosa vuol dire vivere da e per un altro, cos'è l'amore… Non si può cadere nel tranello di pensare che possa esistere un diritto per cosi dire neutrale, che non prenda posizione rispetto alla definizione della natura dell'uomo, come se potesse esserci un ordine sociale che prescinda da una precisa visione dell'uomo. Certo, legge e concezione filosofico-religiosa dell'uomo non sono mai identificabili, ma non sono mai nemmeno separabili. In questo, la responsabilità del cristiano è grande e bella. Anche decisamente drammatica, aggiungerei.

 

Dove stiamo andando?

Bisogna essere consapevoli che, al di là di tanti beni che ha portato la civiltà occidentale, la logica liberal, che separa libertà e verità ultima, porta al nichilismo — come aveva già acutamente profetizzato Nietzsche — il che significa all'autodistruzione dell'uomo. Ora vediamo più chiaramente di lui le conseguenze di tale separazione. Il cristiano è chiamato a custodire la verità dell'essere, la verità dell'amore. Custodire vuole dire non solo proteggere, ma anche proporre a tutti, con umiltà e insieme con coraggio e decisione, ciò che Cristo ha rivelato dell'uomo e di Dio.

 

Cristo svela anche l'uomo a se stesso, diceva. Questo cosa comporta verso le leggi? 


COMMENTI
29/01/2016 - Ognuno fa di testa sua (claudia mazzola)

Anche al bambino non piace obbedire alla mamma e papà, però quando li ascolta si accorge che è un bene per lui. E noi grandi chi ascoltiamo?

 
29/01/2016 - Equidistanza?!? (Villi Demaldè)

Concordo con Giuseppe Crippa. Anch'io sono rimasto colpito - e non è la prima volta che accade - dall'accostamento. Certo, questa disponibilità ad accogliere contributi e quindi posizioni diverse, a volte anche diametralmente opposte, depone a favore della apertura mentale e della sensibilità di chi dirige e "fa" IlSussidiario.net, che in questo senso ha molto da insegnare alla maggior parte dei media nostrani, sfacciatamente partigiani e proni ai voleri dei potentati di turno. Tuttavia, a voler essere proprio critici, rilevo che questa "larghezza di vedute" sembra a volte indicare da parte del giornale una sorta di "equidistanza" da temi anche decisivi, che - se così fosse, ovvio - poco si conformerebbe al suo nome, che richiama uno dei capisaldi della Dottrina Sociale cristiana.

 
29/01/2016 - Fianco a fianco (Giuseppe Crippa)

Leggere oggi questi due articoli sulle unioni civili posti fianco a fianco è stato davvero interessante: da questa parte giudizi ricavati sia dall’osservazione dell’animo umano che dall’annuncio cristiano, dall’altra un costante ricorso alla poesia e il reiterato accenno ad una presunta difesa di valori occidentali che credo non passi neanche per la testa a chi domani andrà, come me, a Roma semplicemente perché questa presenza sarà un modo di votare “con i piedi” come capita qualche volta al popolo. Però quando arriveranno le “elezioni con la scheda” non basterà più la testimonianza nei propri ambienti ed arriverà il consueto “quartino di giudizio” col sottinteso invito ad andare a votare…