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UNIONI CIVILI/ 2. Non sono le formule a cambiare la storia, ma l'amore per l'uomo

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Caravaggio, Vocazione di San Matteo (1599-600, particolare)  Caravaggio, Vocazione di San Matteo (1599-600, particolare)

E' la grazia di sapersi parte di un Mistero che, svelandosi nel vivere, mostra l'uomo a se stesso. Da anonimo che era nell'Antico Testamento, Dio si fa compagno di viaggio nella storia: non sopra, non a fianco, non girandoci attorno. Sfacciatamente dentro i suoi mille casini, nel greto delle diatribe, nel frastuono di mille desideri parziali. Forte di un paradosso, un insulto al buon senso: «Creando la libertà, Dio, in un certo modo, si è reso dipendente dall'uomo. Il suo potere è legato al "sì" non forzato di un essere umano» (J. Ratzinger, Gesù di Nazareth). E' solo percependo questa amicizia divina che l'uomo impara a definire se stesso con libertà, riflettendosi nel volto di quel Dio che Ponzio Pilato, sbadato com'era, ha rivelato dandolo in pasto alla folla: «Ecce homo» (Gv 19,5). Detto così, per antonomasia. 

Quello del Dio cristiano è un volto di fronte al quale l'analisi grammaticale, per una volta, viene dopo quella logica: in una chiesa ospedale da campo la valutazione dei trigliceridi è successiva all'aver salvato la vita. All'annuncio della salvezza: Dio ti cerca, non te lo perdere, altrimenti sei perduto. 

Detto con la teologia sottomano: la Scolastica è piena di cose astrattamente vere. Rimane la sfida, sempre avvincente, di renderle persuasive. Di più: performative, nel nome del medesimo Dio che, partendo dai desideri ridotti della donna samaritana, seppe farle nascere, senza forzature, la sete di un'acqua che fosse per-sempre. Le porse l'aggancio con la sua storia della salvezza: "bevendo di quest'acqua, rischierai di capire chi sei, da dove vieni, verso dove stai andando". Un'acqua che le viene offerta dopo averla ascoltata e, genialmente, averle fatto nascere il sospetto che la legge non poteva soddisfare la sua insoddisfazione: l'incontro con Cristo fece accadere qualcosa dentro di lei. Dentro l'umano: la storia non cambia a forza di opinioni ma con l'esempio. La testimonianza di un Dio il cui nome è misericordia: senza, il rischio è di scendere in piazza per salvare la cultura d'Occidente, della quale mi reputo figlio, senz'accorgermi che le sue esequie si sono concluse da tempo. E' da queste figure barbine che il realismo cristiano ci salva: essere nel mondo, non del mondo. Delle sue logiche effimere.

Rendere l'uomo a se stesso, dunque, è il dono folle e bambino del Natale cristiano. E' riflettendosi in esso, come in uno specchio, che la creatura impara ad essere molto-di-più delle sue scelte. Ad essere, e a valere, molto prima d'imparare a scegliere, a farsi valere: le sue scelte diverranno la rivelazione pubblica del suo essere. Rivelazione che, in qualche caso, diventa rivoluzione: è il martirio cristiano, il Volto Crocifisso del Risorto. Agganciato con l'infinito — che cos'altro dovrebbe fare un educatore se non ricordare alla creatura la sua capacità d'infinito? — l'uomo sarà sempre superiore alle scelte che compirà. 


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COMMENTI
29/01/2016 - Idraulici (Diego Perna)

Bellissima la metafora dei rubinetti, ma io, fossi un idraulico le consiglierei di chiudere non i singoli rubinetti ma chiudere la valvola principale. Però a pensarci bene forse Lei non ha amici che le potrebbero venire in aiuto, perchè se fossimo in tanti potremmo chiudere quei rubinetti, e nel contempo svuotare con i secchi l'acqua in eccesso. Solo che non ci crediamo più, e allora pensiamo sia inutile ad esempio andare in piazza. Chi va in piazza tra l'altro, ritiene tutto quello che Lei ha scritto, la normalità, nel senso "quotidiano" del termine, così come Leopardi e le stelle e il cielo e tutto il resto, e invece a me pare che lei ritiene gli "scatenati" delle piazze, inconsapevoli, o addirittura contrari, del fatto che il cristianesimo si debba comunicare tra perona e persona direttamente. Mi chiedo da un po' di tempo quale sia la motivazione, ma comincio a farmene un'idea. Buona serata

 
29/01/2016 - Perché questo dualismo? (Villi Demaldè)

Poetico, senza dubbio. Ma perché voler mettere in contrapposizione cose che "naturalmente" stanno insieme, come la verità sull'uomo consegnata alla Chiesa (e di cui la stessa è custode, non proprietaria) e la misericordia verso l'uomo stesso? Il singolo, concreto uomo, intendo. O contrapporre (almeno così pare) la testimonianza personale e la responsabilità che ognuno di noi è chiamato a esercitare nella società? Se non è troppo ardito l'accostamento, mi pare che Gesù stesso - che di certo non difettava né di attenzione, né di misericordia verso la singola persona - sia entrato in feroce polemica con l'establishment politico-religioso dei Farisei suoi coevi. Non si tratta qui di difendere, con una battaglia di retroguardia, i "valori tradizionali" (ammesso e non concesso che l'aggettivo abbia un connotato negativo!), quanto piuttosto, per rimanere nelle metafore, porre mano ai secchi e cercare di spegnere la casa - la casa di tutti! - che brucia. Azione emergenziale, è chiaro, e che non nega certo la necessità di una adeguata e diffusa formazione antincendio... Ma da cui, ragionevolmente e responsabilmente, credo non ci si possa sottrarre.

 
29/01/2016 - Unioni (in)civili (franco cori)

Si sta tanto a disquisire su una perdita di acqua quando invece il problema è a un altro livello: le fondamenta della casa! E qualcuno vuol diabolicamente farle saltare in aria. Sarebbe più opportuno per la ragione rileggersi le "CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI" della "CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE" del 3 giugno 2003 a firma Joseph Card. Ratzinger e approvato da S.Giovanni Paolo II e la lettera scritta il 22 giugno del 2010 dall'arcivescovo Bergoglio a 4 monasteri in Argentina in occasione della discussione della legge sui matrimoni gay al parlamento. L'amore per l'uomo è secondo verità altrimenti si chiama menzogna.

 
29/01/2016 - Mi ami tu? (claudia mazzola)

Io vedo una cosa sola, l'uomo sta facendo Dio, non rendendosi conto che così riconosce l'esistenza di Dio. Più diabolico di così!

 
29/01/2016 - IDRAULICA (GIANLUIGI PARENTI)

Verissimo e bellissimo... ma se la casa con le tubature rotte è quella del mio vicino con il quale insisto da anni perché cambi le tubature (prendendo i caffè al bar, invitandolo ai dibattiti sull'idraulica più consona alle case della città ecc.) e questo continua a pensare che arrugginito è bello... beh, io alzo un attimo la voce con lui per cercare di svegliarlo, ben sapendo che tornato a casa sarò sempre pronto ad aiutarlo e ad indicargli il miglior Idraulico!

 
29/01/2016 - metafore (roberto castenetto)

C'è un racconto brevissimo di Verga che si intitola l'alluvione, dove una stalla viene travolta dall'acqua e una mucca non riesce a salvare il suo vitellino portato via dalla corrente. Il tutto nell'incoscienza dell'animale. Lo sappiamo che siamo in una grande alluvione e che la piazza sarà come la diga del Vajont, imponente e intatta, ma impotente a fermare l'acqua. Ma è un dovere avvisare tutti che sta venendo giù la montagna e che occorre cercare un luogo sicuro dove costruire nuove famiglie e nuovi villaggi.

 
29/01/2016 - REALISMO (Fabio Giovenzana)

Propongo un altro esempio, visto che l’Alzheimer, non mi ha ancora reso così sbadato. Esco di casa e tutto è ok. Torno, e trovo la casa allagata. Mi butto subito nel bagnato per rendermi conto delle cause. Se mettessi immediatamente mano ai secchi sarei uno sciocco. Mi accorgo che una tubatura centrale si è guastata. Uso la ragione, mossa dalla passione per la mia casa e per ciò che contiene. Telefono all’idraulico e, con il suo aiuto, chiudo il rubinetto centrale, prendo i ferri del mestiere e cerco di sostituire quel pezzo di tubatura arrugginito. Mentre poi asciugo e risistemo la casa, penso a problemi ben più incalzanti come quelli dell’educazione dei miei figli. Anche per affrontare quei problemi dovrò usare metodi adeguati. È “realismo” Watson! Tutto c’entra!

 
29/01/2016 - Idraulica e cristianesimo (Santino Camonita)

Grazie infinite sig. Pozza. Il suo articolo è illuminante e l'analogia idraulica è semplicemente geniale e ha il merito di essere un tentativo a fare chiarezza su questioni che, ahimè, dividono e che purtroppo stanno dividendo... Ma questo è il prezzo e nello stesso tempo il paradosso della libertà dei figli di Dio. Come dice lei citando Benedetto XVI "Creando la libertà, Dio, in un certo modo, si è reso dipendente dall'uomo. Il suo potere è legato al "si" non forzato di un essere umano". Splendido! Grazie ancora.