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UNIONI CIVILI/ 2. Non sono le formule a cambiare la storia, ma l'amore per l'uomo

Pubblicazione:venerdì 29 gennaio 2016

Caravaggio, Vocazione di San Matteo (1599-600, particolare) Caravaggio, Vocazione di San Matteo (1599-600, particolare)

Uscendo di casa, la mattina hai dimenticato tutti i rubinetti aperti: è un diluvio d'acqua quello che, rincasato, ti trovi a dover gestire. Come comportarsi di fronte all'emergenza? Due sono le modalità, a seconda della capacità di tenere i nervi saldi: o prendere dei secchi e iniziare a togliere l'acqua (con i rubinetti ancora aperti) oppure, bagnandosi fin sopra i capelli, passare in mezzo a tutto quell'oceano, cercare ogni singolo rubinetto aperto e chiuderlo. Poi, bloccata la causa, iniziare a liberarsi dell'acqua. E' un ragionamento di idraulica-del-buon-senso che il Leopardi, uomo di poesia, ha confidato alla luna: «E quando miro in ciel ardere le stelle, dico fra me pensando: a che tante facelle? (…) Che vuol dire questa solitudine immensa? Ed io che sono?» ("Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"). E' errante il pastore che invoca: la luna, stando fissa, lo va interrogando sul mistero di quell'«infinito seren» che, inconsciamente, gli evoca l'immensità della sua provenienza, del suo vagare. Del rubinetto da chiudere, prima di iniziare a togliere l'acqua d'intorno.

La piazza è divisa, sono due piazze distinte: la piazza di chi, invocando la tutela dei nuovi diritti, li reputa segno di civiltà e la piazza di chi, vedendosi attaccato, li colpevolizza d'essere un attentato ai valori fondanti. Questa, però, è solo l'analisi grammaticale del problema: quella esposta con dovizia di termini da chi, pur competente, rischia di far apparire il cristianesimo come una verità "astrattamente vera"

Vera, certo: incapace, però, d'incunearsi in quelle «crepe» attraverso le quali, come ha tratteggiato don Julián Carrón, il Mistero si lascia intravedere da tutti. E', questa, l'analisi logica della medesima questione in atto. Che diventa, di rigetto, l'unica domanda, quella che accomuna: da dove nasce questo bisogno di vedersi rassicurati nelle proprie scelte feriali? La semplice domanda è già una mezza rivelazione: s'avverte la voce di una mancanza — «Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?» (Luzi) — di fronte alla quale s'avverte l'urgenza di una risposta. Chi ha il dono della fede, risalirà le sorgenti del Mistero per andare a cercarla laddove la risposta è un volto che, illuminando, appaga. Chi è "maggiorenne" al fatto cristiano, la ricercherà nella stringatezza di un vivere che, altalenante com'è delle scelte umane, vivrà sempre di provvisorietà. A questa domanda, nessuno potrà fuggire. E' l'eterna triade — "Chi sono, da dove provengo, verso dove sto andando" — che genera avversione e fascino. Genera anche la diatriba della piazza.

La verità cristiana, però, non è solo un concetto: è una Presenza storica. Il Natale cristiano — che la teologia chiama "Incarnazione" — è l'opposto della diminuzione del divino: è l'elevazione massima dell'umano, umanizzazione prima che evangelizzazione. 


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COMMENTI
29/01/2016 - Idraulici (Diego Perna)

Bellissima la metafora dei rubinetti, ma io, fossi un idraulico le consiglierei di chiudere non i singoli rubinetti ma chiudere la valvola principale. Però a pensarci bene forse Lei non ha amici che le potrebbero venire in aiuto, perchè se fossimo in tanti potremmo chiudere quei rubinetti, e nel contempo svuotare con i secchi l'acqua in eccesso. Solo che non ci crediamo più, e allora pensiamo sia inutile ad esempio andare in piazza. Chi va in piazza tra l'altro, ritiene tutto quello che Lei ha scritto, la normalità, nel senso "quotidiano" del termine, così come Leopardi e le stelle e il cielo e tutto il resto, e invece a me pare che lei ritiene gli "scatenati" delle piazze, inconsapevoli, o addirittura contrari, del fatto che il cristianesimo si debba comunicare tra perona e persona direttamente. Mi chiedo da un po' di tempo quale sia la motivazione, ma comincio a farmene un'idea. Buona serata

 
29/01/2016 - Perché questo dualismo? (Villi Demaldè)

Poetico, senza dubbio. Ma perché voler mettere in contrapposizione cose che "naturalmente" stanno insieme, come la verità sull'uomo consegnata alla Chiesa (e di cui la stessa è custode, non proprietaria) e la misericordia verso l'uomo stesso? Il singolo, concreto uomo, intendo. O contrapporre (almeno così pare) la testimonianza personale e la responsabilità che ognuno di noi è chiamato a esercitare nella società? Se non è troppo ardito l'accostamento, mi pare che Gesù stesso - che di certo non difettava né di attenzione, né di misericordia verso la singola persona - sia entrato in feroce polemica con l'establishment politico-religioso dei Farisei suoi coevi. Non si tratta qui di difendere, con una battaglia di retroguardia, i "valori tradizionali" (ammesso e non concesso che l'aggettivo abbia un connotato negativo!), quanto piuttosto, per rimanere nelle metafore, porre mano ai secchi e cercare di spegnere la casa - la casa di tutti! - che brucia. Azione emergenziale, è chiaro, e che non nega certo la necessità di una adeguata e diffusa formazione antincendio... Ma da cui, ragionevolmente e responsabilmente, credo non ci si possa sottrarre.

 
29/01/2016 - Unioni (in)civili (franco cori)

Si sta tanto a disquisire su una perdita di acqua quando invece il problema è a un altro livello: le fondamenta della casa! E qualcuno vuol diabolicamente farle saltare in aria. Sarebbe più opportuno per la ragione rileggersi le "CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI" della "CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE" del 3 giugno 2003 a firma Joseph Card. Ratzinger e approvato da S.Giovanni Paolo II e la lettera scritta il 22 giugno del 2010 dall'arcivescovo Bergoglio a 4 monasteri in Argentina in occasione della discussione della legge sui matrimoni gay al parlamento. L'amore per l'uomo è secondo verità altrimenti si chiama menzogna.

 
29/01/2016 - Mi ami tu? (claudia mazzola)

Io vedo una cosa sola, l'uomo sta facendo Dio, non rendendosi conto che così riconosce l'esistenza di Dio. Più diabolico di così!

 
29/01/2016 - IDRAULICA (GIANLUIGI PARENTI)

Verissimo e bellissimo... ma se la casa con le tubature rotte è quella del mio vicino con il quale insisto da anni perché cambi le tubature (prendendo i caffè al bar, invitandolo ai dibattiti sull'idraulica più consona alle case della città ecc.) e questo continua a pensare che arrugginito è bello... beh, io alzo un attimo la voce con lui per cercare di svegliarlo, ben sapendo che tornato a casa sarò sempre pronto ad aiutarlo e ad indicargli il miglior Idraulico!

 
29/01/2016 - metafore (roberto castenetto)

C'è un racconto brevissimo di Verga che si intitola l'alluvione, dove una stalla viene travolta dall'acqua e una mucca non riesce a salvare il suo vitellino portato via dalla corrente. Il tutto nell'incoscienza dell'animale. Lo sappiamo che siamo in una grande alluvione e che la piazza sarà come la diga del Vajont, imponente e intatta, ma impotente a fermare l'acqua. Ma è un dovere avvisare tutti che sta venendo giù la montagna e che occorre cercare un luogo sicuro dove costruire nuove famiglie e nuovi villaggi.

 
29/01/2016 - REALISMO (Fabio Giovenzana)

Propongo un altro esempio, visto che l’Alzheimer, non mi ha ancora reso così sbadato. Esco di casa e tutto è ok. Torno, e trovo la casa allagata. Mi butto subito nel bagnato per rendermi conto delle cause. Se mettessi immediatamente mano ai secchi sarei uno sciocco. Mi accorgo che una tubatura centrale si è guastata. Uso la ragione, mossa dalla passione per la mia casa e per ciò che contiene. Telefono all’idraulico e, con il suo aiuto, chiudo il rubinetto centrale, prendo i ferri del mestiere e cerco di sostituire quel pezzo di tubatura arrugginito. Mentre poi asciugo e risistemo la casa, penso a problemi ben più incalzanti come quelli dell’educazione dei miei figli. Anche per affrontare quei problemi dovrò usare metodi adeguati. È “realismo” Watson! Tutto c’entra!

 
29/01/2016 - Idraulica e cristianesimo (Santino Camonita)

Grazie infinite sig. Pozza. Il suo articolo è illuminante e l'analogia idraulica è semplicemente geniale e ha il merito di essere un tentativo a fare chiarezza su questioni che, ahimè, dividono e che purtroppo stanno dividendo... Ma questo è il prezzo e nello stesso tempo il paradosso della libertà dei figli di Dio. Come dice lei citando Benedetto XVI "Creando la libertà, Dio, in un certo modo, si è reso dipendente dall'uomo. Il suo potere è legato al "si" non forzato di un essere umano". Splendido! Grazie ancora.