BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CARRON/ Bertinotti: sulle unioni civili ha spiazzato chi credeva (solo) nella politica

Pubblicazione:sabato 30 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:sabato 30 gennaio 2016, 13.09

Fausto Bertinotti (Infophoto) Fausto Bertinotti (Infophoto)

Guardi, se io fossi parte in causa, lo direi come l'ha detto lei. Da esterno, ho l'obbligo di considerare limpide tutte le posizioni, anche quelle più lontane da me. Mettiamola così: io penso che risulti spiazzato chi, anche nel movimento di Cl, ha fatto della proiezione politico-istituzionale il suo elemento, se non centrale, certamente rilevantissimo. Questo è il punto sul quale serve una riflessione critica. Per farla breve, domandiamoci: che cosa vive e che cosa muore del movimento di Cl in questo preciso momento storico, per chi gli cammina accanto senza pregiudizio?

Lei che cosa risponde?
Ciò che vive — se posso dirlo in questi termini, sperando, come dire, di non essere offensivo — è la dimensione delle origini del movimento. Una società così sconvolta e devastata e una crisi così radicale della politica e delle istituzioni come quella che vediamo, fanno sì che a vivere sia l'elemento originario dell'esperienza di Cl, mentre ciò che muore è invece il suo fattore di proiezione attiva nella politica, tipico di un certo momento storico. Ma non è solo Cl a dover fare i conti con questo scacco.

Dunque è un problema molto ampio.
Certo. Anche le forze politiche, in modo diverso, sono alle prese con lo stesso problema. La grande crisi che attraversiamo sortisce l'effetto, per certi versi imprevisto, di mettere a valore la dimensione della testimonianza. 

E' questo il nesso col Giubileo?
Sì. Nella misericordia c'è il sé, l'io, non si bara.

Ma dove starebbe precisamente la proposta di Carrón letta nella chiave del giubileo?
Nell'essere un discorso di grande apertura che però, per come lo vedo io, non rinuncia alla propria identità, alla propria posizione o collocazione teologica, non perché queste dimensioni vadano sacrificate o perdute, ma perché ora vivono nella testimonianza. Proprio per questo mi pare una grande sfida alla post-modernità. Tornando a quello che ci interessa, è un rimettersi a camminare con le proprie gambe invece che pensar di avere nel legislatore un protettore esterno. 

Lei, Bertinotti, da politico è stato un paladino dell'estensione dei diritti. Il desiderio ha sempre ragione?
No; dipende da come viene elaborato. Tra desiderio e diritto c'è sempre uno iato che va colmato da una mediazione politico-culturale. Come per peccato e reato, si tratta di due termini tra i quali c'è una differenza che non può mai essere dimenticata. In entrambi i casi interviene a illuminarci la distinzione tra Cesare e Dio. Il desiderio è il fondamento della mia relazione con l'altro e della costruzione del diritto, ma non può chiedere a quest'ultimo di essere una carta assorbente.

Cosa pensa della stepchild adoption


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
02/02/2016 - Replica (Nicola Marai)

Penso che si debba agire e dire liberi dall'esito, i "grandi risultati" si vedranno nell'eternità. Fare il gioco dell'informazione mainstream, con discorsi blandi e confusi, porta solo ulteriore smarrimento e una menzogna è una menzogna anche se si origina al meeting di Rimini. La vera preoccupazione è che dalla scena pubblica sempre di più scompare una parola chiara che comunque è stata ispirazione e principio di libertà per molti.

 
01/02/2016 - C'è una rottura tra spiritualità e oggettività (ROBERTO PELLEGATTA)

Leggo solo ora questa intervista. E’ curioso che un politico di professione sostenga l’indifferenza delle scelte politiche e delle leggi per animi che amano la vita buona come fonte di una “civiltà dell’amore”, quasi possano proseguire questo loro amore, restando indifferenti verso un mondo che si fa del male. Il massimo di questo contrasto appare nell’approvazione dell’adozione per le coppie omosessuali: come è possibile ritenere che il testo di legge non avrà conseguenze verso le maternità surrogate? L’intervista mostra un’ (inconsapevole?) rottura tra spiritualità e oggettività. Certo che esistono anche oggi le maternità surrogate! Altrove, con un bel viaggio all’estero. Così come per l’eutanasia. Non è vero che “ci sono due e c’è il bambino” perché il bambino non c’è: lo comprano come Elton Jhon pagando povere donne messicane alle quali ha strappato i loro figli. I quali non avranno mai una madre. Non sarà certo una manifestazione, né un’azione parlamentare ad aiutare questa povera società a ricostruire una nuova civiltà dell’uomo; ma chi ama e cerca di vivere una vita buona che ritiene tale per l’umano, non può vivere di questa bella esperienza per sé; non può non cercare ogni modo buono, rispettoso di tutti ma attivo, per comunicare le strade sociali e politiche per quella vita buona. Poi potrà essere sconfitto perché la maggioranza preferisce trasforma il desiderio subito in legge. Ma l'azione (anche politica) mira alla gloria propria o alla gloria di un "Altro"?

 
31/01/2016 - un percorso dal meeting (Goggi Ezio)

Quanto dice Bertinotti si ricollega al suo intervento al meeting (forse andrebbe sentito da chi l'ha snobbato: è sul sito). Il suo incontro con noi non è certo avvenuto negli anni delle grandi contrapposizioni, che peraltro con lui ci sono state eccome, ma nel momento del dialogo. Per quanto riguarda gli inciampi citati da Marai poi non è che abbiano avuto grandi risultati su questi temi; forse li ha sognati nelle sue notti insonni.

 
30/01/2016 - liberazione e liberazione (Nicola Marai)

Che bello! Tutte le élites provano un grande senso di liberazione e finalmente, non trovando più inciampo nel loro cammino, affermano che si è usciti dalla coazione a ripetere. Non ci dormivo la notte.