BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CARRON/ Bertinotti: sulle unioni civili ha spiazzato chi credeva (solo) nella politica

Pubblicazione:sabato 30 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:sabato 30 gennaio 2016, 13.09

Fausto Bertinotti (Infophoto) Fausto Bertinotti (Infophoto)

Sono favorevole, perché penso che quello che si produce nella realtà vada in primo luogo capito e poi aiutato a evolvere. La legge deve favorire, invece che impedire, ciò che può germinare in amore e in relazione. Sia che si tratti di una famiglia tradizionale, sia che si tratti d una coppia omosessuale. Ci sono i due e c'è il bambino, ed è questa situazione amorevole la condizione di partenza.

Aprire alla stepchild adoption non legittimerebbe l'utero in affitto?
Ma no. Il ricorso all'utero in affitto potrebbe avvenire in presenza come in assenza di stepchild. L'utero in affitto è la soluzione sbagliata; il problema è reale, ma la soluzione è sbagliata e va corretta innanzitutto nei rapporti umani, sociali.

Cosa intende dire?
Il rischio più grande è che perfino un'esperienza eccezionale come quella della maternità possa essere ridotta a merce. E guardi che le cose migliori contro l'utero in affitto le ho lette nelle culture femministe, importantissime nel tenerci lontani da una tentazione meramente proibizionistica, che affida solo alla legge ciò che dev'essere costruito nella società e nella civiltà.

La lettera di Carrón contiene un'ipotesi precisa di senso: "Solo Cristo come avvenimento presente nella vita delle persone è in grado di liberare l'uomo dalla sua riduzione e di fargli desiderare e sperimentare quella pienezza per cui è fatto". Lei che posizione prende di fronte a questa proposta?
Come non credente, sono interessato non solo culturalmente, ma umanamente e socialmente a questa testimonianza, anche se non è la mia. Però la considero un arricchimento per tutti gli uomini. 

Lei che cosa crede?
Credo ancora che il processo di liberazione dell'umanità, in primo luogo da quello che Giovanni XXIII chiamava il suo peccato più grande, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, possa avvenire nella storia. La differenza tra credente e non credente è ancora tutta qui.

(Federico Ferraù)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
02/02/2016 - Replica (Nicola Marai)

Penso che si debba agire e dire liberi dall'esito, i "grandi risultati" si vedranno nell'eternità. Fare il gioco dell'informazione mainstream, con discorsi blandi e confusi, porta solo ulteriore smarrimento e una menzogna è una menzogna anche se si origina al meeting di Rimini. La vera preoccupazione è che dalla scena pubblica sempre di più scompare una parola chiara che comunque è stata ispirazione e principio di libertà per molti.

 
01/02/2016 - C'è una rottura tra spiritualità e oggettività (ROBERTO PELLEGATTA)

Leggo solo ora questa intervista. E’ curioso che un politico di professione sostenga l’indifferenza delle scelte politiche e delle leggi per animi che amano la vita buona come fonte di una “civiltà dell’amore”, quasi possano proseguire questo loro amore, restando indifferenti verso un mondo che si fa del male. Il massimo di questo contrasto appare nell’approvazione dell’adozione per le coppie omosessuali: come è possibile ritenere che il testo di legge non avrà conseguenze verso le maternità surrogate? L’intervista mostra un’ (inconsapevole?) rottura tra spiritualità e oggettività. Certo che esistono anche oggi le maternità surrogate! Altrove, con un bel viaggio all’estero. Così come per l’eutanasia. Non è vero che “ci sono due e c’è il bambino” perché il bambino non c’è: lo comprano come Elton Jhon pagando povere donne messicane alle quali ha strappato i loro figli. I quali non avranno mai una madre. Non sarà certo una manifestazione, né un’azione parlamentare ad aiutare questa povera società a ricostruire una nuova civiltà dell’uomo; ma chi ama e cerca di vivere una vita buona che ritiene tale per l’umano, non può vivere di questa bella esperienza per sé; non può non cercare ogni modo buono, rispettoso di tutti ma attivo, per comunicare le strade sociali e politiche per quella vita buona. Poi potrà essere sconfitto perché la maggioranza preferisce trasforma il desiderio subito in legge. Ma l'azione (anche politica) mira alla gloria propria o alla gloria di un "Altro"?

 
31/01/2016 - un percorso dal meeting (Goggi Ezio)

Quanto dice Bertinotti si ricollega al suo intervento al meeting (forse andrebbe sentito da chi l'ha snobbato: è sul sito). Il suo incontro con noi non è certo avvenuto negli anni delle grandi contrapposizioni, che peraltro con lui ci sono state eccome, ma nel momento del dialogo. Per quanto riguarda gli inciampi citati da Marai poi non è che abbiano avuto grandi risultati su questi temi; forse li ha sognati nelle sue notti insonni.

 
30/01/2016 - liberazione e liberazione (Nicola Marai)

Che bello! Tutte le élites provano un grande senso di liberazione e finalmente, non trovando più inciampo nel loro cammino, affermano che si è usciti dalla coazione a ripetere. Non ci dormivo la notte.