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FAMILY DAY 2016/ Piazze piene, cuori da "riempire"

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Piazza San Pietro (Infophoto)  Piazza San Pietro (Infophoto)

Quel silenzio mi colpisce e mi interroga. Perché mi sembra che ponga la questione più radicale, quella che continuamente cerchiamo di sfuggire, in mille modi e con mille e mille ragionamenti, ma che ritorna continuamente, implacabile e inesorabile: come si vive e testimonia la fede in un mondo che ha perso ogni riferimento alla visione cristiana del mondo, e nel quale gli stessi capisaldi della ragione vengono continuamente proposti come mere opinioni?

Tale domanda - questo va da sé - non può essere proposta per "gli altri", ma tocca prima di tutto ciascuno di noi. E non è alternativa al doveroso ricorso agli strumenti possibili nel campo culturale e politico per arginare la deriva nichilista.

In questi giorni circola tra le mailinglist, i blog e i commenti agli articoli, il testo di una lettera che l'allora card. Bergoglio scrisse a quattro monasteri di clausura carmelitani di Buenos Aires, invitando le monache a pregare alla vigilia della discussione nel parlamento argentino di una legge relativa al matrimonio e alla possibilità di adozione da parte di coppie omosessuali, nella quale la presa di posizione è netta e ineludibile quando il card. Bergoglio afferma che si tratta non solo di una legge, bensì di "un tentativo distruttivo del disegno di Dio".

Ora, la legge in questione fu approvata il 15 luglio 2010. Cosa significa questo? Che il Signore non ha voluto ascoltare la preghiera delle Carmelitane e di tutti gli altri fedeli? Oppure - oso sommessamente domandare - non è forse possibile che il Signore stia comunque operando quanto lo stesso cardinale Bergoglio affermava nel prosieguo della lettera: "Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità"? E questo non solo per contrastare la falsità delle posizioni altrui, ma anche per guidare ciascuno di noi ad un approfondimento della propria fede?

Proprio questa settimana, la liturgia ambrosiana proponeva nella Messa la lettura del brano evangelico (Mc 4,35-41) in cui durante una tempesta sul lago Gesù dorme a poppa, su un cuscino. I discepoli lo svegliano e gli dicono "Maestro, non t'importa che siamo perduti?". Ma dopo aver calmato il vento e il mare, il Signore dice loro: "Perché avete paura? Non avete ancora fede?". Perché questa domanda? A noi potrebbe sembrare che i discepoli avessero fatto la cosa più giusta: svegliare il Signore. Ma proprio nella loro domanda Cristo vede una mancanza di fede. Qui trovo una questione capitale per me e per ciascuno di noi: quante volte abbiamo come l'impressione di vederci già perduti, e pensiamo che ci sia bisogno di "svegliare" il Signore che si è addormentato, magari dopo aver riscontrato che il nostro ricorso a tutte le nostre capacità ha avuto esito fallimentare, generando ansia, frustrazione e un pizzico di risentimento verso il Suo sonno.



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COMMENTI
31/01/2016 - cuori da riempire (alessandra alberto)

Ringrazio Padre Braschi per la verità e la bellezza delle sue parole che mi aiutano a giudicare l'esperienza del Family Day a cui ho partecipato ieri, con mille perplessità mossa alla fine da quel bruscolino imperiosissimo, che si chiama "voce della coscienza". L'esperienza del popolo è stata grande e commovente. Un immenso gregge, con un odore suo particolare (anche le pecore che stanno "dentro" l'ovile hanno il "loro" odore). Spero nessuno travisi l'uso di questa immagine rubata al Papa. Mi viene da domandarmi se questo popolo sia l'ultimo "baluardo di resistenza contro..." o rappresenti l'inizio di un "imprevisto". Se è l'inizio di un imprevisto va coltivato e accudito. Tutte le pecore hanno bisogno di un pastore che le cerchi con tenerezza e intelligenza, un pastore buono e appassionato che non si stanchi mai di affermare quello che padre Braschi ci ha ridonato attraverso il suo articolo.

 
31/01/2016 - Articolo ambiguo (Massimo Zamarion)

Tira fuori argomenti veri, ma solo - sembra - per tirare le orecchie a chi non lo merita. Primo: i cattolici sono cittadini, e quindi hanno il diritto-dovere di farsi sentire come tali, ma l'autore sembra del tutto dimenticare questo aspetto. Secondo: l'autore fa sua la retorica delle "due piazze", e quindi connota negativamente la piazza del Family Day. Terzo: l'autore sembra svalutare completamente il valore della manifestazione, per il fatto che magari questi cristiani non sono così "perfetti" da dimenticare che la vita del cristiano si mostra feconda, anche a livello sociale, solo testimoniandola con l'esempio ogni giorno. Quarto: l'imperatore che faceva lo sporcaccione coi bambini, secondo l'impareggiabile gossipparo Svetonio, era Tiberio, non il "filosofo" (stoico, per di più) Marco Aurelio. Quando Svetonio morì, Marco Aurelio era ancora un ragazzino.

 
31/01/2016 - Familiy Day (Antonio Findanno)

Condivido pienamente. Questa posizione è più ragionevole: tiene conto meglio di tutti i fattori in gioco ed apre alla possibilità che accada l'imprevisto che non immaginiamo: che Dio intervenga come sa fare Lui solo. Grazie

 
30/01/2016 - comunità ecclesiali, non "chiese" protestanti (fabio sansonna)

Faccio presente che con rifermento alla Dominus Jesus di S. Giovanni Paolo II del 2000 la terminologia usata non è esatta. Le realtà protestanti non sono chiese, ma non celebrando validamente l'Eucarestia, sono comunità ecclesiali. E comunuque le loro usanze non sono un modello o un paradigma per i cattolici. Auspico che i luterani in seguito al gesto di misericordia di Papa Francesco che nel 2007 li visiterà a Lund, riconoscano le loro responsabilità storiche sull'Olocausto ebraico, finora ingiustamente e arbitrariamente scaricate addosso ai cattolici ed in particolare a Pio XII.

 
30/01/2016 - il Concilio di Verona (fabio sansonna)

Cristo non ha parlato di tutto, ma ha chiaramente detto che non veniva ad abolire, ma a compiere l'Antico Testamento. E nell'Antico Testamento non ha mai trovato spazio nessuna forma di unione lecita se non quella tra uomo e donna prevista dalla legge. Cristo l'ha elevata a sacramento, ma le basi erano già state poste prima. Nei comandamenti esiste solo un "Non desiderare la donna d'altri" che fa capire qual è l'unica dinamica sessuale nel contesto del popolo d'Israele. S. Paolo invece è molto esplicito sulle forme di unione che non sono quelle tra uomo e donna come forme sacramentali. E S. Paolo conosceva molto bene la legge ebraica. Se è per questo Cristo non ha mai parlato neanche dell'aborto, ma a nessun cristiano nella storia, fin dalle origini, è mai passato per la mente che non si trattasse di un omicidio.

 
30/01/2016 - cuori da riempire (fabio sansonna)

Bellissima questa definizione di P. Francesco Braschi! ed è un programma di vita per il futuro! Oggi al Family Day la sensazione era proprio quella di cuori che aspettano qualcosa, cuori da riempire, ma totalmente disponibili ad essere riempiti. Molto meglio di chi è rimasto a casa pensando di sapere già tutto e non si aspetta più niente o perché pensa di avere già capito tutto nella sua saccenza o perché pensa che ..tanto passeranno le leggi, non servirà a niente... come se il problema fosse bloccare o no la legge: il problema è esserci con tutto se stessi, e, con o senza la legge vivere alzando lo sguardo! Il riferimento al cristianesimo primitivo è illusorio: non si possono cancellare secoli solo per un gusto intellettuale di pensare di tornare alla Chiesa primitiva, è un lusso intellettuale, gli Ortodossi molto più provati e concreti lo sanno.

 
30/01/2016 - siamo alle solite (paolo recla)

Sono rimasto colpito dalla singolare scemenza del rimando storico riportato in calce all'intervento relativo ai gusti sessuali sia dell'imperatore Nerone sia del suo collega Adriano. Ma non aveva niente di meglio sottomano per suffragare le sue tesi? Chissà cosa avrà pensato il suo (fantomatico?) interlocutore che mi pare essere nordico? Avrà pensato che questi mediterranei, qualsiasi veste indossino, hanno sempre il sesso stampato in fronte e sulle labbra; e quello che va col suo servo evirato, e quello che va con i ragazzini... Veda cortesemente di andare un po' oltre e lasci da parte quanto sopra che non fa per lei. Omaggi.

 
30/01/2016 - Dal Concilio di Verona (1184) alla CEDU (Vincenzo Pascuzzi)

1) Nel 1184, con il Concilio di Verona si trova il matrimonio elencato tra i sacramenti della Chiesa. 2) Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, ha dichiarato: "Cristo nel Vangelo non dice nulla sull'omosessualità, la Chiesa faccia altrettanto. Lo Stato ammetta le unioni gay". 3) Altre chiese anch’esse cristiane (chiese luterane, chiese riformate, il c.d. "protestantesimo storico") ammettono il matrimonio in chiesa: “Grazie alla nuova legge danese sui matrimoni, Stig e Steen hanno potuto unirsi in matrimonio nella chiesa luterana evangelica di Frederiksberg di Copenhagen. La legge presentata dai socialdemocratici è stata approvata il 7 giugno [2012]“ 4) Ezio Mauro su Repubblica del 28 gennaio: «il segretario generale del Consiglio d'Europa ha sollecitato l'Italia a compiere l'ultimo metro in Parlamento, garantendo il riconoscimento di legge a coppie dello stesso sesso "come stabilito dalla sentenza della Corte Europea dei diritti umani e come accade nella maggioranza degli Stati membri". Siamo dunque osservati speciali, fuorilegge e fuori anche dall'Europa dei diritti, che vede ben 13 Paesi garantire la possibilità di contrarre matrimonio tra coniugi omosessuali, così come lo garantiscono Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Sudafrica. È questa la partita che si doveva aprire oggi al Senato e che invece è stata rinviata a dopo il Family day, sfrondata di ogni sovraccarico ideologico.»