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FAMILY DAY 2016/ Piazze piene, cuori da "riempire"

Pubblicazione:sabato 30 gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento:lunedì 1 febbraio 2016, 16.07

Piazza San Pietro (Infophoto) Piazza San Pietro (Infophoto)

L'alternativa, mi pare, sta invece in una fede certa della Sua presenza e attività anche quando ci sembra di perire. E nel desiderare una risposta alle circostanze che nasca proprio da questa certezza. Anche in questo ci viene in aiuto l'esempio dei primi cristiani. Proprio mentre Nerone imperversava con le sue follie, violenze e dissolutezze, incarnando una delle peggiori forme del dispotismo assoluto che la storia ricordi, l'apostolo Pietro scriveva (1Pt 3,8-16): "Siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili. Non rendete male per male né ingiuria per ingiuria, ma rispondete augurando il bene. A questo infatti siete stati chiamati da Dio per avere in eredità la sua benedizione. Chi infatti vuole amare la vita e vedere giorni felici trattenga la lingua dal male e le labbra da parole d'inganno, eviti il male e faccia il bene, cerchi la pace e la segua, perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere; ma il volto del Signore è contro coloro che fanno il male. E chi potrà farvi del male, se sarete ferventi nel bene? Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo".

Non possiamo ignorare la forza di queste parole, assolutamente lontane da ogni spiritualismo o intimismo, quando le collochiamo nel contesto storico che le ha generate. Eppure l'indicazione di Pietro è quella che guarda non solo alla testimonianza esterna, ma che insiste nell'atteggiamento interiore da cui nasce la testimonianza: ovvero la disponibilità a non turbarsi per il male ricevuto ingiustamente, e a rispondere con dolcezza e rispetto a chiunque domandi ragione della speranza dei cristiani. 

Penso che in queste parole stia la possibilità di intuire quanto sia sterile porre come unica alternativa quella tra la testimonianza militante e un presunto ritirarsi nell'intimismo. La domanda più radicale è posta a ciascuno di noi relativamente alla qualità della fede capace di sostenere una posizione come quella descritta, vissuta e insegnata dall'apostolo Pietro. Al quale non si può certo imputare un difetto di comprensione della sequela.



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COMMENTI
31/01/2016 - cuori da riempire (alessandra alberto)

Ringrazio Padre Braschi per la verità e la bellezza delle sue parole che mi aiutano a giudicare l'esperienza del Family Day a cui ho partecipato ieri, con mille perplessità mossa alla fine da quel bruscolino imperiosissimo, che si chiama "voce della coscienza". L'esperienza del popolo è stata grande e commovente. Un immenso gregge, con un odore suo particolare (anche le pecore che stanno "dentro" l'ovile hanno il "loro" odore). Spero nessuno travisi l'uso di questa immagine rubata al Papa. Mi viene da domandarmi se questo popolo sia l'ultimo "baluardo di resistenza contro..." o rappresenti l'inizio di un "imprevisto". Se è l'inizio di un imprevisto va coltivato e accudito. Tutte le pecore hanno bisogno di un pastore che le cerchi con tenerezza e intelligenza, un pastore buono e appassionato che non si stanchi mai di affermare quello che padre Braschi ci ha ridonato attraverso il suo articolo.

 
31/01/2016 - Articolo ambiguo (Massimo Zamarion)

Tira fuori argomenti veri, ma solo - sembra - per tirare le orecchie a chi non lo merita. Primo: i cattolici sono cittadini, e quindi hanno il diritto-dovere di farsi sentire come tali, ma l'autore sembra del tutto dimenticare questo aspetto. Secondo: l'autore fa sua la retorica delle "due piazze", e quindi connota negativamente la piazza del Family Day. Terzo: l'autore sembra svalutare completamente il valore della manifestazione, per il fatto che magari questi cristiani non sono così "perfetti" da dimenticare che la vita del cristiano si mostra feconda, anche a livello sociale, solo testimoniandola con l'esempio ogni giorno. Quarto: l'imperatore che faceva lo sporcaccione coi bambini, secondo l'impareggiabile gossipparo Svetonio, era Tiberio, non il "filosofo" (stoico, per di più) Marco Aurelio. Quando Svetonio morì, Marco Aurelio era ancora un ragazzino.

 
31/01/2016 - Familiy Day (Antonio Findanno)

Condivido pienamente. Questa posizione è più ragionevole: tiene conto meglio di tutti i fattori in gioco ed apre alla possibilità che accada l'imprevisto che non immaginiamo: che Dio intervenga come sa fare Lui solo. Grazie

 
30/01/2016 - comunità ecclesiali, non "chiese" protestanti (fabio sansonna)

Faccio presente che con rifermento alla Dominus Jesus di S. Giovanni Paolo II del 2000 la terminologia usata non è esatta. Le realtà protestanti non sono chiese, ma non celebrando validamente l'Eucarestia, sono comunità ecclesiali. E comunuque le loro usanze non sono un modello o un paradigma per i cattolici. Auspico che i luterani in seguito al gesto di misericordia di Papa Francesco che nel 2007 li visiterà a Lund, riconoscano le loro responsabilità storiche sull'Olocausto ebraico, finora ingiustamente e arbitrariamente scaricate addosso ai cattolici ed in particolare a Pio XII.

 
30/01/2016 - il Concilio di Verona (fabio sansonna)

Cristo non ha parlato di tutto, ma ha chiaramente detto che non veniva ad abolire, ma a compiere l'Antico Testamento. E nell'Antico Testamento non ha mai trovato spazio nessuna forma di unione lecita se non quella tra uomo e donna prevista dalla legge. Cristo l'ha elevata a sacramento, ma le basi erano già state poste prima. Nei comandamenti esiste solo un "Non desiderare la donna d'altri" che fa capire qual è l'unica dinamica sessuale nel contesto del popolo d'Israele. S. Paolo invece è molto esplicito sulle forme di unione che non sono quelle tra uomo e donna come forme sacramentali. E S. Paolo conosceva molto bene la legge ebraica. Se è per questo Cristo non ha mai parlato neanche dell'aborto, ma a nessun cristiano nella storia, fin dalle origini, è mai passato per la mente che non si trattasse di un omicidio.

 
30/01/2016 - cuori da riempire (fabio sansonna)

Bellissima questa definizione di P. Francesco Braschi! ed è un programma di vita per il futuro! Oggi al Family Day la sensazione era proprio quella di cuori che aspettano qualcosa, cuori da riempire, ma totalmente disponibili ad essere riempiti. Molto meglio di chi è rimasto a casa pensando di sapere già tutto e non si aspetta più niente o perché pensa di avere già capito tutto nella sua saccenza o perché pensa che ..tanto passeranno le leggi, non servirà a niente... come se il problema fosse bloccare o no la legge: il problema è esserci con tutto se stessi, e, con o senza la legge vivere alzando lo sguardo! Il riferimento al cristianesimo primitivo è illusorio: non si possono cancellare secoli solo per un gusto intellettuale di pensare di tornare alla Chiesa primitiva, è un lusso intellettuale, gli Ortodossi molto più provati e concreti lo sanno.

 
30/01/2016 - siamo alle solite (paolo recla)

Sono rimasto colpito dalla singolare scemenza del rimando storico riportato in calce all'intervento relativo ai gusti sessuali sia dell'imperatore Nerone sia del suo collega Adriano. Ma non aveva niente di meglio sottomano per suffragare le sue tesi? Chissà cosa avrà pensato il suo (fantomatico?) interlocutore che mi pare essere nordico? Avrà pensato che questi mediterranei, qualsiasi veste indossino, hanno sempre il sesso stampato in fronte e sulle labbra; e quello che va col suo servo evirato, e quello che va con i ragazzini... Veda cortesemente di andare un po' oltre e lasci da parte quanto sopra che non fa per lei. Omaggi.

 
30/01/2016 - Dal Concilio di Verona (1184) alla CEDU (Vincenzo Pascuzzi)

1) Nel 1184, con il Concilio di Verona si trova il matrimonio elencato tra i sacramenti della Chiesa. 2) Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, ha dichiarato: "Cristo nel Vangelo non dice nulla sull'omosessualità, la Chiesa faccia altrettanto. Lo Stato ammetta le unioni gay". 3) Altre chiese anch’esse cristiane (chiese luterane, chiese riformate, il c.d. "protestantesimo storico") ammettono il matrimonio in chiesa: “Grazie alla nuova legge danese sui matrimoni, Stig e Steen hanno potuto unirsi in matrimonio nella chiesa luterana evangelica di Frederiksberg di Copenhagen. La legge presentata dai socialdemocratici è stata approvata il 7 giugno [2012]“ 4) Ezio Mauro su Repubblica del 28 gennaio: «il segretario generale del Consiglio d'Europa ha sollecitato l'Italia a compiere l'ultimo metro in Parlamento, garantendo il riconoscimento di legge a coppie dello stesso sesso "come stabilito dalla sentenza della Corte Europea dei diritti umani e come accade nella maggioranza degli Stati membri". Siamo dunque osservati speciali, fuorilegge e fuori anche dall'Europa dei diritti, che vede ben 13 Paesi garantire la possibilità di contrarre matrimonio tra coniugi omosessuali, così come lo garantiscono Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Sudafrica. È questa la partita che si doveva aprire oggi al Senato e che invece è stata rinviata a dopo il Family day, sfrondata di ogni sovraccarico ideologico.»