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Cronaca

FAMILY DAY/ Cronaca di una piazza (piena) con poche idee

Ieri il Family day, organizzato per dire no al ddl Cirinnà senza se e senza ma, ha riempito il Circo Massimo. Sulla partecipazione, è guerra di cifre. La cronaca di GIUSEPPE FEYLES

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Comunque la si pensi, quella che ho visto ieri era buona gente. Una grande piazza da rispettare. Facce oneste, tranquille ma decise. Molti passeggini, faticosamente trascinati per le scoscese del Circo Massimo. Plaid per terra, panini, volantini e gadget, cappellini di "Manif pour tous", seggioline pieghevoli. Tutto sommato pochi iPhone costosi. Invece, stendardi di ogni tipo, con scritte,  simboli e immagini sacre. Lo stendardo è più che il tipico striscione da corteo in piazza. Implica appartenenza ed in effetti si vede che quelli che arrivano sono gruppi e non singoli. Sono insieme. 

Non so se un milione, di più o di meno, ma sono indubbiamente tanti. Quando Gandolfini fa l'appello regionale, i sardi con i loro mori sulle bandiere sono i più compatti. Pensare al viaggio che hanno fatto non è banale. I romani non sembrano molti. Ed anche il sole capitolino si fa largo tardi tra le nubi ed apre svogliatamente metà occhio solo alla fine. Fuori tempo, però, perché siamo al tramonto e il tenore sta cantando "all'alba vincerò". Comunque l'augurio di vittoria è impegnativo, c'è da sperare che non sia anche quello fuori tempo massimo. La piazza ci crede, ma Renzi sembra non voler cedere. Vedremo. Sul palco una grande scritta per lui: "non si rottama la famiglia". I politici ci sono, ma in disparte. Si sono tenuti, o li hanno tenuti, un po' a distanza. Quagliariello siede su un gradinaccio. Meloni e Brunetta sono sopraffatti dai cronisti. Lupi e Toti indossano giacche di simil vigogna (sarà un segno?). Maroni invece è in prima fila, attaccato alla transenna del sottopalco, come a un concertone. 

Col palazzo romano Gandolfini non è tenero. Forzando i toni dice che la Cirinnà è da rigettare in blocco, senza se e senza ma. Poche ore prima aveva incontrato Alfano al Viminale (per ribadire lo stesso concetto?). E scandisce dal palco che, già a partire dalle amministrative, il popolo del Family day "si-ri-cor-de-rà" delle loro scelte nelle aule parlamentari. Il fatto è che quello del Family day, politicamente, è in gran parte un popolo orfano della Dc. Ma la Dc, alla quale pure tutti siamo debitori, è cosa passata. 

Quando iniziano a parlare gli oratori, alcuni contenuti sono deboli. Però molta energia, molta carica. Adinolfi è abile e sa quali tasti toccare. Altri meno. Qualcuno scimmiotta il trucchetto usato già nelle piazze berlusconiane: "volete voi… (ecc. ecc.)? No! Non vi ho sentito! Nooooo!!!" Prima, spezzoni di don Camillo e Peppone e la canzone "Mamma son tanto felice". Chi invece argomenta è Gandolfini: sa il fatto suo e non ha paura nemmeno di dire che il sesso non è fine a se stesso. O di ricordare che le risorse andrebbero piuttosto destinate alle famiglie in difficoltà. 


COMMENTI
01/02/2016 - Legge da cambiare! (Luigi PATRINI)

La Cirinnà va cambiata. Se passa concordo con il referendum. Non è certo una legge che salva la famiglia, ma la convinzione "reale" del valore della famiglia da parte di chi ci crede a questo valore "naturale". Naturale in senso forte, perchè la natura non si è fatta da sè, ma l'ha fatta il Creatore, per mezzo del Suo Logos. La legge umana non salverà la famiglia, ma una legge fatta male la può distruggere e in una società come quella attuale, così incapace di usare "davvero" la "ragionevolezza della Ragione", ciò non sarà difficile. Stiamo attenti, perché siamo quasi ad un ...punto di non ritorno e tale distruzione rischia ormai di essere irreversibile!

 
01/02/2016 - Mancavano gli intellettuali? Ma c'era il popolo! (Bergamaschi Lucio)

Anch'io ritengo il titolo fuorviante rispetto al senso della cronaca di Beppe. Sono certo che non voleva associarsi al coro del benpensantismo politically correct che ha bollato il Circo Massimo di ignoranza. Forse la conduzione non è stata delle migliori, la scaletta un po' abborracciata, taluni interventi ripetitivi, le musiche scarne e sotto tono ma dov'erano tutti questi soloni nei giorni scorsi? Forse a dire che no, non è il caso, non facciamo le barricate, ecc.? Avrebbero saputo riempirlo loro il Circo Massimo? Certo non è che con un milione di persone pigiate in piedi su un prato spelacchiato dopo 10 ore di viaggio in pullman ti puoi mettere a discettare di etica naturale kantiana o di psicopatologia forense. Ora si attendono i graditi contributi intellettuali di chi finora è stato alla finestra magari sperando segretamente nel flop.

 
01/02/2016 - Feyles e Il Sussidiario: poche idee ... (giacomo rocchi)

... oppure la evidente consapevolezza di avere fatto la scelta sbagliata? Chi c'era al Family Day le idee ce le aveva: e come dimostra il discorso di Gandolfini, niente affatto banale, non si trattava solo di slogan. Ma, evidentemente, un piccolo rivolo dell'8 per mille arriva anche al Sussidiario ...

 
01/02/2016 - (forse) poche idee ma (almeno) chiare (marco nocetti)

Il contesto delle piazza non è evidentemente quello dei convegni di sociologia, ma è inevitabilmente quello delle (forse) poche idee ma chiare. Ed al Circo Massimo le idee erano chiare: questo ddl fa del male alle persone ed alla comunità in cui viviamo, per cui ci opponiamo. Ma a proposito di idee: se non ci fosse stato il Family Day, ci sarebbe stato quel confronto, a volte duro ma ricco e sicuramente utile, di cui anche il Sussidiario ha reso conto?

 
31/01/2016 - Invece di snobbare, cercate di imparare (Matteo Graziola)

Che tristezza leggere il vostro articolo ... Di fronte ad un popolo che ha avuto il coraggio di intervenire, di alzare la voce per testimoniare le verità decisive dell'uomo, di opporsi all'omologazione del potere, di dare voce alla coscienza del bene e del male ... Di fronte a chi ha rotto il silenzio spaventoso della 'scelta religiosa' del mondo cattolico italiano ... Di fronte ai 'senza potere' che hanno fatto per amore della verità ciò che tanti altri nobili si sono ben guardati dal fare ... Di fronte a tutto questo voi pensate di poter essere superiori e di avere uno sguardo altezzoso? Non fareste meglio ad imparare? Se anche voi, che eravate in prima linea (e c'ero anch'io) negli anni in cui non c'era nessun altro nella scuola e nell'università a parlare di queste cose, adesso guardate con disprezzo chi ha preso il posto che voi avete lasciato vuoto, non ci resta che piangere.

 
31/01/2016 - Gesù ha scelto un papà e una mamma (mauro bazzi)

E' vero che la famiglia non è la salvezza perchè l'unica salvezza viene da Gesù. Però Gesù ha voluto avere un papà e una mamma. Poteva farne a meno per venire al mondo. Era Dio Onnipotente! Eppure essere completamente uomo ha scelto ciò che serve a un uomo per crescere e diventare uomo: un PADRE e una MADRE. Questa scelta di Gesù vorrà dore qualcosa?

 
31/01/2016 - ...poche idee (fabio sansonna)

Bellissimo giusto il titolo di Feyles! Infatti oggigiorno contano i fatti non le idee! Cristianesimo si e' diffuso a colpi di fatti non di idee nei primi secoli anche perché anche volendo ... non potevano esprimerle nell'Impero Romano! Giusto avere poche idee e grandi fatti per ricominciare... Di idee ne leggiamo e sentiamo fin troppe e spesso a vanvera servono solo a dar aria ai denti.... da ieri siamo sulla strada giusta!

 
31/01/2016 - idee (roberto castenetto)

Omosessualismo e genderismo sono la versione offerta alla gente della gnosi antica, per la quale le cose si fondano sul nulla. Lo scontro in quel che rimane del mondo cattolico è tra chi cede alla cosiddetta omoeresia/omoideologia (vedi ssociazionismo cattolico), tra chi vuole combatterla anche per via legislativa, con l'aiuto dello Stato (vedi Cammino neocatecumenale), come fecero i cristiani del IV secolo, e chi pensa che l'unica strada sia la testimonianza (vedi Comunione e liberazione). Per quanto riguarda la piazza è chiaro che lì ci si deve affidare ad affermazioni brevi e nette. Piuttosto chi ha idee si dia da fare, come fecero i padri della Chiesa nei primi secoli. Per il resto affidiamoci come sempre alla Vergine.

 
31/01/2016 - G.M. Bregantini: "i vescovi dovevano esserci" (Vincenzo Pascuzzi)

Mancava la Cei, assente infatti la maggior parte dei vescovi che pure avevano indotto e spalleggiato Bagnasco nelle pressioni su papa Bergoglio. Riservatezza, pudore, scelta di non comparire, incertezza sull’esito, chissà? Meglio e da apprezzare l’arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, uno dei pochi vescovi venuto con i propri fedeli da Campobasso al Circo Massimo. Anche se non risulta affatto che "Questa piazza [il Circo Massimo] rappresenta la maggioranza del Paese". Non tanto per il numero annunciato di partecipanti moltiplicato per 5 o per 10 come ha calcolato La Stampa, ma perché non c’è nessunissima minaccia contro la famiglia c.d. naturale (?) o tradizionale, o più propriamente cattolica (nemmeno cristiana), e perché riguarda persone che non si riconoscono nelle leggi o prescrizioni vaticane. E poi niente di quanto temuto è accaduto nella cattolicissima Spagna dal 2005 ad oggi.

 
31/01/2016 - family day (Paolo Cantoni)

non ho potuto essere a Roma ho visto alla tv la manifestazione e ho letto il suo articolo non voglio essere offensivo ma a mio parere forse è lei che non ha idee o forse confuse (una piazza che meriterebbe di più? proponga) ma chi era in piazza sapeva benissimo perché era li e le idee le ha chiare e sono quelle che condivido anch'io. saluti paolo cantoni.

 
31/01/2016 - CON AMORE E CON FERMEZZA (GIANLUIGI PARENTI)

Presente! Non con poche idee, ma con una unica idea: la legge Cirinnà non deve passare. La stepchild adoption deve essere tradotta in italiano: stepchild è un termine dispregiativo che significa "strappato", "orfano"... politici, voterete a favore di una società di orfani? Sancirete altri omicidi ( visto che le fecondazioni artificiali vedranno anche con l'utero in affitto, ulteriori piccolini abortiti o per sovrannumero o per mancato attecchimento)? Voterete una legge che non era negli accordi di programma? Voi che non siete legittimati a governare visto che non è un governo votato dal popolo e stravolto dai voltagabbana? Il popolo del Circo Massimo Vi guarda negli occhi con fierezza, ma anche con amore e speranza ben sapendo che prima o poi capirete ...speriamo non sia troppo tardi ...

 
31/01/2016 - C'era in gioco la nostra dignità (ROBERTO PELLEGATTA)

Condivido la debolezza di contenuto di quasi tutti i membri del Comitato intervenuti e aggiungo anche che si poteva dare spazio, di più, a vere testimonianze della grande ricchezza di quello che è oggi la famiglia in Italia (vera salvezza sociale, economica e culturale) e della sua vita in quanto legata a esperienze, realtà, tradizioni, movimenti che la fanno viva. Però chi non vive la fatica dell’organizzazione (come me) crede sempre di vedere cosa di meglio si poteva fare. Ma grande ammirazione per Massimo Gandolfini (neocatecumenale) perché ha “salvato” nei contenuti la manifestazione. D’altra parte cos’è in realtà la presenza sociale, politica e culturale dei cattolici oggi in Italia? E cos’è ora questa presenza di chi in passato sembrava essere protagonista? Ben poca cosa, dispersa, gran parte dedita solo al volontariato. Quindi grande rispetto per Gandolfini che non aveva molta tessuto per tessere una buona tela e chissà come fa a tenere assieme quei personaggi che abbiamo sentito (i vari Amato, Miriano, Adinolfi, ecc.). E’ vero: non saranno manifestazioni a ridare vitalità alla famiglia ed a “creare qualcosa di nuovo”. Ma io e i miei amici non potevamo assolutamente scegliere di non andare: avremmo rinunciato ad affermare, anche in quel modo rischioso, la dignità sociale e culturale oggi per la nazione dell’esperienza cristiana che tentiamo di vivere ogni giorno. Cioè avremmo rinunciato “ad offrire il proprio contributo per migliorare le cose” (Papa Francesco).

 
31/01/2016 - Titolo fuorviante (Villi Demaldè)

Due brevi osservazioni: 1) Ma chi è il genio che ha scritto il titolo? Fuorviante e, mi pare, riduttivo rispetto al contenuto - ampio - dell'articolo. Io c'ero, e potrei anche sentirmi offeso... 2) Feyles afferma che la famiglia non è la salvezza. In assoluto ciò è corretto, ma tale affermazione va completata, o rischia a sua volta di essere riduttiva. Dal punto di vista "naturale", nel senso alto e nobile del termine, cioè "secondo la natura umana", la famiglia è essenziale per lo sviluppo della personalità. Prova ne siano le pesanti conseguenze che deve sopportare chi cresce senza una famiglia, o con una famiglia "ridotta". Capisco (credo) cosa si vuole affermare: anch'io ho famiglia e figli, e sono consapevole di non essere io a poterli rendere felici, ma un Altro. E non lo può nemmeno la mia famiglia nel suo insieme. Ciò non significa che allora essa non sia fondamentale. Poi, certo, anche chi cresce nella famiglia più disastrata, o assente, o semplicemente inconsapevole, può scoprire (incontrare) il senso della vita ed essere felice. Cionondimeno, la famiglia - un padre, una madre, dei figli - è l'alveo che accoglie, custodisce e fa crescere l'umano. In questo senso credo sia corretto affermare che essa "è la salvezza".