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Cronaca

DALLA GERMANIA/ Colonia e non solo: ecco chi aumenta la sfiducia dei tedeschi

Il duomo di Colonia (Infophoto)Il duomo di Colonia (Infophoto)

Questa paura contraddice, aggiunge Stelzner, il dato positivo della situazione economica in Germania, che "per la maggior parte delle persone è buona come non mai", pur al cospetto del milione di profughi che la Germania ha accolto nello scorso anno. Il mantra (così viene spesso chiamato nei media) "ce la facciamo" di Angela Merkel viene visto con sospetto e quattro persone su dieci pensano che in Germania non si possa più dire ciò che si pensa, per esempio in riferimento alle preoccupazioni che nascono accogliendo così tante persone. 

A livello mondiale, anche se si può parlare per lo scorso anno di una "economia robusta" (Johannes Pennekamp, Faz) e alcuni dati, come la possibile uscita della Grecia dall'Europa, il rallentamento della crescita in Cina, l'aumento degli interessi nelle banche americane non hanno conseguenze così preoccupanti come si era dapprima temuto, ci sono motivi di preoccupazione. Come dice la Rhein-Neckar-Zeitung, il quotidiano di Heidelberg, ai tanti conflitti si è aggiunto quello tra l'Arabia Saudita e l'Iran dopo l'esecuzione capitale dello sceicco sciita Nimr al-Nimr, mentre la caduta del prezzo del petrolio mette in grave crisi i paesi esportatori come l'Arabia Saudita. Se questa crisi possa influenzare e fomentare il terrorismo di matrice islamica, lascio dire a commentatori più esperti di me.

Sul Die Zeit il cardinal Gerhard Müller, presentato dal settimanale tedesco come una persona che "i riformatori (Evelyn Finger, che ha condotto l'intervista al "tedesco più potente nel Vaticano" intende con questa parola i progressisti) tedeschi" ritengono essere reazionario, mentre "i reazionari romani" ritengono essere liberale, ricorda con decisione il nome della speranza cristiana: "la speranza dell'umanità è Gesù Cristo, non la borsa di New York". Nell'intervista il cardinale della Congregazione della dottrina della fede conferma la sua volontà di essere una figura di centro, senza polemizzare con nessuno, e anche quando la giornalista cerca di fare una polarizzazione tra il cardinale Walter Kasper e la sua persona, il porporato risponde che Kasper e lui sono "teologici cattolici", che pensano a partire dal "fatto dell'autorivelazione di Dio in Gesù Cristo (…) la Chiesa non è un club di filosofi". Per quanto riguarda le altre confessioni il cardinal Müller dice che non viviamo più in una "epoca del confessionalismo", ma "dell'ecumenismo" e definisce l'"ecumene" come il fatto che "cristiani di diverse confessioni scoprono ciò che li accumuna e sono insieme testimoni di Gesù Cristo". 

Il porporato si schiera completamente per un dialogo tra le religioni dicendo che "il fondamentalismo è anticristiano e antimorale". Per quanto riguarda l'islam, Müller interpreta questa religione a partire dalla prima sura del Corano: "chi nella prima sura del Corano crede in un Dio misericordioso, può comprendere le sure che esortano alla violenza contro gli infedeli solo come espressione di un'interpretazione umana del Corano, e non come volontà di Allah".