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Cronaca

PAPA IN GEORGIA/ Francesco, Cristo vivo sfida gli ortodossi

Papa Francesco bacia un'icona in Georgia (LaPresse)Papa Francesco bacia un'icona in Georgia (LaPresse)

Ieri le cose sono andate diversamente: quasi 20 anni di dialogo ecumenico separano i due viaggi, ma molti dei problemi di allora permangono. La chiesa georgiana è tra le più tradizionaliste, fiera di un'identità saldamente intrecciata al Vangelo, ma scontrosa persino all'interno delle chiese autocefale ortodosse. La mancata presenza al recente Concilio panortodosso del giugno scorso, a Creta, dei georgiani, ha posizionato la Chiesa georgiana su posizioni oltranziste e conservatrici, rendendola apparentemente ancora più dipendente da Mosca che nel passato. L'approccio di Francesco, il far suo lo "Spirito di Assisi" fatto di cordialità, gesti e premure, può scalfire questo apparentemente incrollabile muro di diffidenza. Ieri ha già iniziato con la commozione per la bellezza di un'Ave Maria, composta dal fratello nella fede, per quella tenerezza mostrata verso l'anziano e acciaccato Ilia, per la facilità con cui è riuscito a scucire una sincera e appassionata benedizione su di lui e sulla Chiesa di Roma. Se c'è qualcosa che Francesco riesce a fare alla perfezione è costruire i ponti e qui, a Tbilisi, ha coinvolto Ilia II nel comune impegno per far rifiorire la croce ricurva portata da santa Nino nel Caucaso.

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