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BOB DYLAN/ Premio Nobel per la Letteratura, il cantautore potrebbe non accettare il riconoscimento? (oggi, 14 ottobre 2016)

Bob Dylan, vincitore del Premio Nobel per la Letterattura 2016: il cantante ha dato voce alle proteste contro il Vietnam negli anni '60 con Blowing in the wind (14 ottobre).

Bob Dylan Bob Dylan

Ha lasciato tutti sorpresi, sia in positivo che in negativo, l'assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan. In molti hanno screditato questa scelta, ma sono diversi anche quelli che invece sono felici per questo. Fatto sta che nelle ultime ore si è sparsa la voce che Bob Dylan possa decidere di non ritirare il premio con l'Accademia che non riesce a parlarci. Il suo amico Bob Neuwirth avrebbe poi sottolineato che il rischio di non accettare il premio è comunque tra le possibilità. Il cantautore intanto non si pronuncia e come detto non ne ha parlato durante il concerto di ieri al Cosmopolitan di New York. E' probabile comunque che Bob Dylan decida di parlare per spiegare quali sono le sue idee a riguardo e lo farà anche molto presto si spera.

Dopo l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan il mondo si è diviso, come sottolinea il Tg5. Da una parte chi non accetta la decisione di Stoccolma, pensando che la letteratura non può certo essere rappresentata da un musicista, musicista che tra l’altro fa parte della "vecchia generazione" di cantanti. Dall’altro chi applaude alla scelta, visto che le canzoni di Bob Dylan sono un omaggio a quella composizione musicale che attrae milioni di persone. Di quest’ultima schiera fa parte il presidente americano Barack Obama che ieri si è congratulato con il musicista, il quale è uno dei "poeti preferiti" del presidente degli Stati Uniti. Da parte sua Bob Dylan continua la sua vita artistica: ieri durante un concerto al "Cosmopolitan" di New York non ha fatto alcun accenno al riconoscimento assegnatogli.

Il premio Nobel per la Letteratura è stato assegnato a Bob Dylan e subito l'opinione pubblica si è divisa. Tullio De Mauro, ex ministro della Pubblica Istruzione e presidente della Fondazione Bellonci, è uno di quelle persone che è a favore di questa assegnazione del Nobel a Bob Dylan, contrariamente invece a quanto pensato da Baricco. "E' giusto allargare i confini del Nobel dalla letteratura accademica, patinata, nobile a quella non meno nobile ma di grande circolazione e popolarità in tutti i sensi della parola" le parole del linguista che paragona un po' Dylan a quanto accaduto con Dario Fo, morto nella giornata di ieri. "Penso che Fo sarebbe stato contento di questo Nobel a Dylan come del suo del quale siamo stati felici in tanti. Spero non ci siano altre polemiche,  ma vediamo come reagirà l'establishment" conclude Tullio De Mauro che si augura davvero che si stoppino le critiche per questa assegnazione.

Il nobel per la letteratura assegnato a Bob Dylan proprio nel giorno della morte di Dario Fo. Tutti parlano di una coincidenza, certo, ma Dario Fo aveva in qualche modo predetto nel 2001, alla vigilia dell'assegnazione dei premi a Stoccolma. "Sarei proprio felice se fosse Bob Dylan. Purtroppo temo che non avverrà perché da sempre vige la regola che quando si fanno previsioni, non si avverano" queste le parole di Fo, con la sua previsione che si è poi avverata ben quindici anni dopo e soprattutto proprio nel giorno della sua morte. Il Nobel per la letteratura a Dario Fo invece gli fu assegnato nel 1997, quando Robert Allen Zimmerman era il favorito per la vittoria. Come fosse una previsione, ora i due artisti sono accomunati anche dal Nobel anche se Dario Fo sarebbe stato davvero felice di poter assistere a questa assegnazione dell'Accademia di Stoccolma che ha portato dietro di sé non poche critiche.

Sono in tanti che proprio il premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan non l’hanno mandato giù: legittimo, ognuno ha la sua visione, ma la polemica ha fatto comunque discutere. Su Facebook il grande autore di Novecento (da dove è stato tratto il meraviglioso filma La leggenda del pianista sull’oceano) ha voluto commentare senza giri di parole la decisione dell’accademia Nobel: «Per quanto mi sforzi non riesco a capire che cosa c’entri con la letteratura. Meglio dargli un Grammy Award», dichiara Baricco dopo aver appena pubblicato l’ultimo libro, “Il nuovo Barnum”. Sui social è subito grande polemica con alcuni detrattori di Baricco che si schierano contro la scelta di Baricco che non condividono per niente: velenoso l risposta del giornalista Gianni Riotta che replica «Caro Barcco, tu piuttosto, sei proprio sicuro di entrarci qualcosa con la letteratura, anche solo un pochino?», che ci sembra oggettivamente leggermente eccessivo come commento.

Bob Dylan ha vinto un Nobel insperato dopo quasi 20 anni di candidature: l’ha vinto in Letteratura, un ambito molto affine alla musica che però in tanti, nei commenti del giorno dopo, non hanno accettato. Di certo tra questi non c’è Francesco Guccini, uno dei più grandi cantautori italiani, ora in “pensione”, che accoglie così la notizia del Nobel a Bob Dylan: «La musica di Dylan si riallaccia alla tradizione i Woody Guthrie o Hank Williams. Pezzi che parlano di persone, che affondano nel sociale. Quelle di Bob non sono mai state canzonette ma sensazioni, idee, segni del tempo», dice nell’intervista al Quotidiano.net oggi il buon Guccini. Da Pavana, dove risiede ora, getta poi un racconto inedito su una delle sue canzoni più famose, che deriva in qualche modo proprio da Dylan: «‘Auschwitz’ deve qualcosa a ‘Blowin in the wind’. Io poi sono andato avanti con le mie gambe. Avevo tradotto anche ‘Suzanne’ di Leonard Cohen ma Dylan era più vivace». A Guccini piacciono i primi dischi di Bob, rivoluzionari, con giri di accordi e ondata di folk americano che gli è rimasto impresso per tutta la carriera: un autore e ora sì, un grande Premio Nobel.

L'assegnazione del Premio Nobel della Letteratura 2016 ha fatto stupire molti, che già puntavano su diversi favoriti. La scelta è ricaduta invece su Bob Dylan, che per quanto poco considerato dalle statistiche, dimostra come il premio più ambito del mondo sia stato destinato ad una personalità di valore. Bob Dylan ha infatti mostrato con la propria arte musicale, soprattutto tramite i testi, di essere un rivoluzionario. La motivazione del Comitato dei Nobel si è concentrata per la nuova forma poetica ed espressiva che il cantautore ha saputo donare alla musica americana. Bob Dylan ha inoltre una personalità poetica, piena di passioni ed interessi che spaziano dalla scultura alla pittura, recitazione e scrittura, sia in prosa che in poesia. Da non dimenticare che le sue canzoni The times they're a-Changin' e Blowing in the wind, ricorda il Corriere della Sera, hanno reso grande il movimento americano che ha dato vita alla contestazione per il Vietnam. Una scelta molto diversa, quella di Bob Dylan, rispetto al panorama musicale americano degli anni '60, che ha vissuto la propria rivoluzione con Woodstock. Bisogna considerare oltretutto che le sue canzoni affondano le loro radici nella musica popolare, in quelle ballate di protesta che ebbero come portavoce Chester Arthur Burnett. La scelta di assegnare a Dylan il Premio Nobel per la Letteratura 2016 ha sollevato il boato da parte del pubblico presente a Stoccolma, ma anche qualche rimbrotto. I sostenitori infatti hanno trovato giusta l'assegnazione, proprio perché il cantante ha saputo srivere tessi non solo degni di nota per il mondo letterato, ma anche parte integrante della tradizione americana. Chi invece non ha gradito che sia stato Dylan a vincere, sottolinea come ormai anche il Nobel abbia subito l'influenza mediatica, allontanandosi di molto da colossi come Giacomo Leopardi, Benedetto Croce e molti altri. A questo punto, affermano, perché non pensare anche a John Ford, Federico Fellini e Quentin Tarantino? 

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