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Cronaca

TRIFONE E TERESA / News Giosuè Ruotolo: gli elementi oggettivi che secondo gli inquirenti incastrano il militare (Quarto Grado, 14 ottobre 2016)

Trifone e Teresa, ultime news: è partito da alcuni giorni il processo a carico di Giosuè Ruotolo. Ancora giallo sul contenuto del telefonino del militare ucciso.

Trifone e TeresaTrifone e Teresa

Con l'avvio del processo a carico di Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa, la sua difesa ha messo a punto la strategia difensiva e affilato le unghie al fine di dimostrare la totale estraneità del giovane di Somma Vesuviana arrestato i primi di marzo e che si è sempre dichiarato innocente. L'Osservatore Italia ha intervistato non solo l'avvocato Rigoni Stern ma anche Giuseppe Esposito, che insieme formano la difesa di Ruotolo. L'avvocato Esposito ha molto chiaramente esposto quali sarebbero, a sua detta, gli elementi oggettivi che avrebbero spinto gli inquirenti a posare lo sguardo su Giosuè. Secondo l'avvocato sarebbero due in particolare, ovvero il fatto che il militare 26enne su trovasse nel parcheggio in un orario vicino a quello del delitto di Trifone e Teresa ed il fatto che Giosuè sia andato a correre nel parco dove è stata rinvenuta l'arma. In merito il legale ha asserito: "Dimostreremo come lui sia andato via qualche secondo prima dell'omicidio". Riusciranno a convincere i giudici?

Per le famiglie di Trifone e Teresa, dal 10 ottobre è iniziato il momento della verità in merito al duplice omicidio dei due ragazzi, freddati il 17 marzo 2015 mentre stavano per andare via dalla palestra comunale di Pordenone. Accusato del duplice omicidio e attualmente in carcere è Giosuè Ruotolo, il quale lo scorso 10 ottobre ha preso parte alla prima udienza in Corte d'Assise a suo carico. In merito al caso, sulle pagine dell'Osservatorio Italia è intervenuto uno degli avvocati di Giosuè Ruotolo, Roberto Rigoni Stern, il quale avrebbe spiegato quali sarebbero gli elementi che ad oggi dimostrerebbero l'innocenza del suo assistito. Il legale avrebbe in merito commentato: "Noi abbiamo deciso di fare il processo perché riteniamo che ci siano molti elementi a favore della difesa". Tra questo, il principale sarebbe l'assenza del presunto assassino di Trifone e Teresa sul luogo del delitto al momento della sua verificazione. Non solo: lo stesso Ruotolo si sarebbe dichiarato ad oggi sempre innocente e contro di lui ci sarebbe l'immagine distorta trasmessa, secondo la quale insieme alla sua ormai ex fidanzata erano due persone molto invidiose. "In realtà secondo me si tratta di circostanze che verranno facilmente smontate a seguito di un vaglio dibattimentale", ha chiosato l'avvocato Rigoni Stern.

Il programma di Rete 4, Quarto Grado, stasera si concentrerà sul giallo di Pordenone relativo al duplice omicidio di Trifone e Teresa, a distanza di pochi giorni dall'inizio del processo a carico di Giosuè Ruotolo, arrestato con l'accusa di aver aperto il fuoco contro i due giovani. Un delitto ancora con molti lati oscuri, a partire dai testimoni. Come riporta il quotidiano Il Messaggero Veneto, è giallo sulle dichiarazioni di un giovane di Pordenone presente nella lista dei testimoni della difesa di Giosuè. Si tratta di uno dei teste chiave ed anche lui era presente la sera in cui furono uccisi Trifone e Teresa nel parcheggio del Palasport, il 17 marzo 2015. Il ragazzo, avrebbe sentito il rumore di uno scooter che si allontanava a grande velocità e all'ingresso del piazzale di via interna avrebbe visto una Ford Ka ferma. Ha sentito gli spari ma non ha visto il killer della coppia uccisa, né alcun movimento di mezzi nei tre minuti successivi. La Procura lo avrebbe tuttavia indagato per false informazioni ai pm, secondo i quali non avrebbe detto tutto ciò che realmente sa.

Da alcuni giorni è iniziato ufficialmente il processo a carico di Giosuè Ruotolo, accusato di essere lo spietato assassino di Trifone Ragone e Teresa Costanza, la coppia di fidanzati uccisi a Pordenone il 17 marzo 2015. Un processo che se da una parte dovrebbe fare chiarezza su movente e dinamica del duplice omicidio, dall'altra, come auspicato dalla difesa del militare 26enne in carcere a Belluno, dovrebbe scagionare definitivamente da ogni accusa l'ex commilitone di Trifone, il quale continua a dichiararsi innocente. Il caso sarà al centro della nuova puntata di Quarto Grado, in onda stasera su Rete 4 e condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. I due padroni di casa ripercorreranno le tappe salienti della prima udienza che si è svolta lo scorso 10 ottobre in Corte d'Assise a Udine dove era presente anche Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa. A proposito delle due vittime, il quotidiano Messaggero Veneto nella sua edizione online ha riportato alcune importanti novità nelle passate ore. Al centro dell'attenzione sarebbero finiti i cellulari delle due vittime e che potrebbero contenere segreti ma anche informazioni utili agli inquirenti che indagano sulla loro terribile fine. Se il cellulare di Teresa ha riportato importanti informazioni, lo stesso non si può dire per quello del fidanzato Trifone. Grazie all'account iCloud dell'assicuratrice siciliana è stato possibile risalire alle chat su Facebook inviate dal suo molestatore che si firmava Annalisa e che tramite l'account "Anonimo anonimo" tentò di mettere in cattiva luce Trifone. Secondo i pm, dietro questo profilo anonimo ci sarebbe Giosuè Ruotolo e questo rappresenterebbe anche il punto di partenza del delitto dei due fidanzati. Mariarosaria Patrone, ex fidanzata di Giosuè Ruotolo non era la sola a sapere che il finto profilo Facebook era stato creato in caserma. Ne erano a conoscenza anche le sue tre amiche di Somma Vesuviana, le stesse che invitò a non raccontare nulla agli inquirenti. Secondo i pm, tutti i dati relativi a questo aspetto porterebbero a Ruotolo. Nel corso del processo a suo carico, toccherà ai consulenti della difesa dimostrare l'esatto contrario. Ma cosa si sa invece del cellulare di Trifone? Trattandosi di un modello più vecchio rispetto all’iPhone bianco della fidanzata, non sarebbe ancora stata trovata la chiave di accesso e questo ha portato a far calare il mistero sulle presunte verità in esso contenute, aprendo la strada ad un nuovo giallo.

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