BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

JORGE TROCCOLI / "Ciccione che tortura", dall'Uruguay all'Italia: si nascondeva in provincia l'esecutore del "Piano Condor" (15 ottobre 2016)

Jorge Troccoli, piano Condor: è stato arrestato a Marina di Camerota, in provincia di Salerno, uno dei torturatori dei desaparecidos che negli anni 70 si opposero alle dittature sudamericane

Carabinieri (Foto:Lapresse)Carabinieri (Foto:Lapresse)

Jorge Troccoli, presunto torturatore dei desaparecidos uruguayani, gli oppositori delle dittature sudamericane alleatesi con il cosiddetto "piano Condor", è stato rintracciato a Marina di Camerota, in provincia di Salerno, dove si era rifugiato da alcuni anni grazie al passaporto ottenuto grazie ad un bisnonno italiano. Come riportato da Il Corriere della Sera, Troccoli faceva parte della Fusna, il servizio informazioni della marina militare uruguayana, e con chi gli capitava fra le mani era letteralmente spietato. Questo, almeno, è ciò che emerge dalla testimonianza di Carlos Alberto Dosil De Caro, oggi 63enne, negli anni Settanta oppositore del regime di Montevideo, che ricorda Troccoli come "il ciccione con la voce grossa" che vide una volta sola poiché bendato durante il suo periodo di prigionia. Ma l'incontro con Troccoli non è di quelli che si dimenticano facilmente:"Me lo trovo davanti, mi punta il mitra alla gola, mi butta contro il muro e quindi me lo sono trovato faccia a faccia". Torture fisiche con bastonate e scosse sui genitali, ma anche psicologiche, con i compagni scomparsi ripetuti ritimicamente dagli altoparlanti della prigione, quasi a voler provocare un esaurimento da parte dei detenuti. La latitanza di Troccoli, del torturatore ciccione, è terminata in Italia, nel più insospettabile dei luoghi: i desaparecidos non li porterà più indietro nessuno, ma ora Troccoli rischia l'ergastolo e almeno le loro famiglie potranno godere per un po' del sapore della giustizia.

L'arresto di Jorge Troccoli, l'ex capitano della marina dell'Uruguay colpevole di aver torturato decine di desaparecidos che decidevano di opporsi ai regimi dittatoriali sudamericani, fornisce l'occasione per parlare del cosiddetto piano Condor. Negli anni Settanta erano infatti diversi i dittatori al potere negli stati del Sudamerica: dal Cile al Brasile, dall'Argentina fino allo stesso Uruguay. Ed erano in tanti in quegli anni a cercare di contrastare queste forme di governo anti-democratiche: studenti, operai, semplici cittadini, tutti uniti nel tentativo di mettere i bastoni fra le ruote al regime. Non era chiaro, all'epoca, che tra gli stessi dittatori vi fosse in realtà un'alleanza "sanguinaria", volta a sopprimere anche con la forza i coraggiosi "izquierdistas" che si mettevano di traverso. Ma chi aveva orchestrato il cosiddetto piano Condor? Secondo la Procura di Roma che nel 2007 ha portato a termine una lunga e corposa indagine iniziata dall'ex procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, come spiega Corriere.it, vi sarebbero gli estremi per 30 condanne all’ergastolo a carico di ex alti ufficiali, ex ministri ed ex capi di Stato sudamericani accusati di "omicidio e sequestro di persona in relazione alla scomparsa e all’uccisione di 23 persone tra il 1973 e il 1978". Tra gli indagati vi erano nomi "illustri": dai dittatori Jorge Rafael Videla (Argentina), fino a Jorge Maria Bordaberry e al suo successore Gregorio Alvarez (Uruguay), nonché l’ex presidente del Perù Francisco Morales e l’ex primo ministro Pedro Richter Prada (1979-80), per arrivare al celeberrimo Pinochet e al paraguayano Stroessner. Insomma, la rete dei regimi dittatoriali che ordinavano le torture era davvero fittissima...

-Jorge Troccoli, l'ex militare di marina uruguayana ritrovato a Marina di Camerota, in provincia di Salerno, rischia l'ergastolo per le torture inflitte ai desaparecidos che si opponevano alle dittature sudamericane. Rendendo una dichiarazione spontanea in tribunale, Troccoli parla con amarezza del suo Uruguay:"La Patria che mi ha chiamato prima a combattere poi mi ha tradito e non avrà nemmeno le mie ossa". Come alcuni ufficiali nazisti, anche l'ex militante del Fusna uruguayano dice di avere soltanto eseguito gli ordini provenienti dall'alto, di essere all'insaputa del cosiddetto piano Condor, l'alleanza silenziosa tra regimi:"Ho saputo tutto molti anni dopo, non ero a conoscenza di piani internazionale, mai fatti sequestri: come ufficiale subalterno ho adempiuto al mio dovere". Nel frattempo ringrazia l'Italia che lo ha accolto e rischia di essere l'unico dei 30 accusati dalla procura di Roma a finire dietro le sbarre con l'accusa di ergastolo: la sentenza dovrebbe arrivare per gennaio. Non avrebbe mai pensato, il torturatore ciccione, Jorge Nestor Fernandez Troccoli, che a quasi 40 anni da quelle torture sugli izquierdistas, in prigione avrebbe potuto finirci lui, rintracciato a Marina di Camerota, quel borgo sul mare dove pensava di aver chiuso i conti con quell'Uruguay, la Patria che lo ha tradito.

© Riproduzione Riservata.