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ANGELUS / Video, Papa Francesco: la preghiera è libertà e Dio lascia libero l’uomo, anche a costo del peccato (oggi, 16 ottobre 2016)

Pubblicazione:domenica 16 ottobre 2016

Papa Francesco (Foto: LaPresse) Papa Francesco (Foto: LaPresse)

ANGELUS DI PAPA FRANCESCO DEL 16 OTTOBRE 2016: VIDEO, “PREGHIERA E LIBERTÀ” - Oggi, domenica 16 ottobre 2016, papa Francesco ha tenuto l'Angelus di fronte ad una piazza San Pietro gremita di fedeli, sopraggiunti nonostante il caldo quasi estivo. L'Angelus del pontefice si è inserito all'interno della Santa Messa, ed ha riguardato in particolare il ruolo di alcune figure di Santi all'interno della Chiesa, e con esse il ruolo che ricopre la preghiera all'interno della vita di ogni fedele. Dopo aver speso alcune parole sul processo di beatificazione in corso per questa domenica, Francesco ha ricordato che l'Uomo da solo, per quanto fedele e devoto, non ha le facoltà di crearsi da solo un cuore puro e predisposto all'amore: soltanto Dio può farlo, e il fedele non può fare altro che chiedere al Padre la grazia di donargli questo tipo di cuore. Grazie a questo rapporto privilegiato di ogni fedele con Dio, ognuno è introdotto alla tematica della preghiera non come rogatoria per ottenere favori in cambio, quanto come appello all'Essere Altissimo, come richiesta di scudo, di amore e di protezione verso l'umanità.

L'esempio più lampante della forza della preghiera, secondo Francesco, è quello di Mosè, che aspettava seduto su una roccia che il suo popolo vincesse la guerra contro Amalek, ed aspettava tenendo in alto le braccia, rivolte al Dio che tanto amava: quando, però, per il peso e la stanchezza le braccia si abbandonavano verso il basso, l'esercito di Amalek sembrava avere la meglio, e solo due compagni di Mosè, che si preoccupavano di tenere le sue braccia in alto al suo posto, riuscirono a completare l'impresa che il maestro aveva cominciato. Per questo motivo la preghiera non è un atto di fede solitario e titanico che ogni uomo deve fare a gloria di sé stesso, ma è un atto corale che implica la partecipazione attiva di tutte le coscienze; inoltre, questa metafora serve, secondo Francesco, a spiegare come Dio lasci l'uomo che non prega libero di decidere per sé, ma con la consapevolezza che egli si assume tutti i rischi e i pericoli della sua scelta, ivi compreso perdere un'importante battaglia contro il peccato. Anche la figura di San Paolo di Tarso, nella sua lettera a Timoteo, intima al suo discepolo di non vacillare nella preghiera, di rimanere fedele a sé stesso ma soprattutto a Dio, perché una preghiera svogliata e recitata a memoria senza una vera dedizione di cuore non è vera preghiera, è soltanto un rito sterile.

Il Vangelo di Luca, ancora secondo papa Francesco, è un altro mattone nella conoscenza che un fedele dovrebbe avere del rito della preghiera: Gesù stesso, infatti, esorta i fedeli che hanno dei dubbi a non fare finta di non averne, perché i problemi repressi diventano montagne impossibili da scalare. Avere dubbi, avere problemi è umano, e chiedere aiuto ai fratelli, proprio come fa Mosè, è l'unico modo per risolvere dubbi in modo sano e per andare avanti nella fede di Dio. La lotta, contro gli altri ma prima di tutto contro sé stessi e contro le tentazioni di inadempienza, è la più elevata forma di dimostrazione dell'amore che si ha per Cristo e per Dio. Per questo gli esempi di vita per tutti sono i Santi. Queste persone, lungi dall'essere speciali o dotati di qualche capacità sovrumana, erano semplicemente dei guerrieri della preghiera, guerrieri che non si sono mai arresi anche nei momenti di difficoltà, e che, secondo il pontefice, hanno saputo farsi piccoli e chiedere umilmente aiuto a Dio per ritrovare la forza nello spirito e l'amore che avevano smarrito dentro, da qualche parte. Dopo la fine dell'Angelus, il pontefice ha salutato tutti i fedeli sopraggiunti a Roma per ascoltare le Sue parole. In particolare il saluto è andato a rivolgersi ai pellegrini giunti da Argentina, Spagna, Francia, Messico e ovviamente ai tanti italiani venuti da molte città della penisola.  Francesco ha ricordato a tutti che domani si celebrerà la Giornata Mondiale della Povertà 2016 e ne ha approfittato per chiedere a tutti i presenti di impegnarsi non solo nella preghiera, ma anche nell'azione, per combattere le enormi sacche di povertà che ancora affliggono il mondo e che fanno soffrire tantissimi fratelli e sorelle. Il pontefice ha chiuso affidando queste persone al Sacro Cuore della Vergine Maria, che possa proteggerle e benedire la loro lotta. CLICCA IL PULSANTE > QUI SOTTO PER IL VIDEO ANGELUS DI PAPA FRANCESCO DEL 16 OTTOBRE 2016


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