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Cronaca

MAFIA RURALE / Fondi europei ed appalti: Gaetano Pecoraro prova a intervistare i familiari dei presunti mafiosi (Le Iene Show, 16 ottobre 2016)

Mafia rurale, il volto dei clan siciliani ed un giro di affari che coinvolge anche le sovvenzioni europee per il pascolo. Le norme antimafia sono adatte? (Le Iene Show, 16 ottobre 2016). 

Le Iene ShowLe Iene Show

Dopo l'omaggio a Dario Fo, alle Iene Show è il momento del tanto atteso servizio sulla mafia rurale siciliana. Se ne è occupato il reporter Gaetano Pecoraro, che indaga tra i malaffari legati ai terreni agricoli e ai fondi europei riservati agli agricoltori. Tra i coraggiosi ribelli Giuseppe Antoci, nonchè presidente del Parco dei Nebrodi, che ha provato ad opporsi a questi soprusi iniziando però a subire attentati e minacce non troppo velate. La Iena Gaetano Pecoraro comincia ad intervistare alcuni familiari di presunti mafiosi, che chiaramente smentiscono con decisione tutti i rumors che li vedono in qualche modo coinvolti. Il reporter continua ad indagare e cerca anche una delle famiglie più potenti ad Enna, oltre al "colletto bianco" molto vicino a queste persone. Gaetano Pecoraro prosegue il suo servizio a Siracusa. Il colletto bianco non vuole rilasciare dichiarazioni, ma si scopre che lavorava nell'Agea. Un servizio amaro, soprattutto per i siciliani che si aspettano di non essere lasciati soli dalle istituzioni.

Parlare di mafia oggi non è più un tabù come invece poteva esserlo in passato. Sono state tante, negli anni, le inchieste che hanno preso piede soprattutto nella regione Sicilia e che hanno riguardato un "tipo" di mafia più consona a questo territorio, ovvero la così detta mafia rurale. E' quella mafia che ha origini nell'ambito dell'edilizia e negli appalti. Dell'argomento se ne occuperà questa sera la iena siciliana Gaetano Pecoraro nel corso della nuova puntata del programma di Italia 1, Le Iene Show. L'inviato ha intervistato il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antonici, che lo scorso maggio ha rischiato di morire, vittima di un vero e proprio agguato. "Sopravvissuto grazie alla scorta", scriveva all'epoca dei fatti il quotidiano Il Corriere della Sera nel riportare la drammatica vicenda. Ma chi ha tentato di uccidere Antonici e per quale ragione? L'inchiesta realizzata dal programma Mediaset verterà esattamente sulla mafia rurale siciliana. E tra i commenti al video su Facebook che anticipa il servizio de Le Iene c'è già chi si divide tra coloro che si domandano come mai nel parlare dell'Isola si usi sempre il tema mafia e tra chi invece, siciliano consapevole del territorio nel quale vive, ringrazia Pecoraro per aver fatto luce su una piaga come quella della mafia rurale. Clicca qui per il video anteprima del servizio.

Fino a fine anni '80 ed inizio '90, quasi non si poteva parlare di mafia. La sola parola bastava ad incutere timore e reverenza, soprattutto in Sicilia, dove sono diverse i clan di stampo mafioso ad avere il controllo dell'intera regione. Fu poi con i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone che si iniziò a parlare di una vera e propria lotta contro la mafia. Si potrebbe addirittura suddividere il fenomeno in due categorie: la mafia cossiddetta giovane, legata al traffico di droga ed armi, molto facile alle sparatorie e quella un po' più antica che ha radici nell'edilizia, negli appalti e che è conosciuta come mafia rurale. E' quest'ultima per lo più a dominare il suolo siciliano, come dimostrano le varie inchieste sviluppate negli anni. Un dominio che prevede quindi non solo il controllo del territorio, ma anche quello delle persone stesse, dal coltivatore all'operaio, dal cittadino "comune" fino alle alte sfere. Se ne parlerà questa sera, domenica 16 ottobre 2016, nella puntata de Le Iene Show, grazie ad un'inchiesta di Gaetano Pecoraro. Sono poche le personalità pubbliche ad aver preso una posizione netta contro la mafia, come Giuseppe Antoci, il Presidente del Parco dei Nebrodi. La sua decisione di estendere la legge antimafia prevista per i proprietari terreni gli ha valso inotr un tentato omicidio nel maggio scorso. Antoci infatti, ha subito diverse minacce fin dalla modifica della norma, che prevede al posto di un'autocertificazione, un documento originale della Procura che attesti l'assenza di affiliazione mafiosa, sia per i piccoli che i grandi proprietari terreni. Nella notte dello scorso 17 maggio, Antoci è stato preso di mira da un commando, attorno alle 2:00, e si è salvato solo grazie al mezzo blindato ed alla scorta. I criminali, appartenenti alla mafia rurale, sono rimasti poi bloccati in montagna a causa di alcune grosse pietre, riporta La Repubblica, poste per frenare un corteo presente a Cesarò in quei giorni. La mafia rurale ha tutti gli interessi di mettere le mani sui pascoli siciliani, grazie ai fondi europei previsti per i coltivatori. Pecoraro incontrerà proprio Antonaci ed in seguito anche il sindaco di Troina, Fabio Venezia, che combatte con ogni mezzo la mafia rurale, così come alcuni presunti membri della mafia rurale. 

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