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EVASIONE FISCALE / La situazione in Italia: per il Mef 88,1 miliardi di tasse non pagate all'anno (Report, 17 ottobre 2016)

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Report, alle 21.30 su Rai 3  Report, alle 21.30 su Rai 3

EVASIONE FISCALE, A MALTA IL COMPITO DI CONTROLLARE LE MULTINAZIONALI: CI SI PUÒ FIDARE DEI CONTROLLORI? (REPORT, 17 OTTOBRE 2016). LA SITUAZIONE IN ITALIA - Si parlerà dello scottante tema dell'evasione fiscale, nel corso della nuova puntata di Report, la trasmissione di inchieste in onda stasera su Rai3. In un nuovo reportage, si farà il punto della situazione e nello specifico si analizzerà il ruolo di chi è preposto ai controlli. In merito all'argomento, questo rappresenta uno dei temi delicati non solo in Europa in generale ma anche nel nostro Paese. A rendere noti gli ultimi preoccupanti dati sull'evasione fiscale in Italia è stato nei giorni scorsi il Ministero dell'Economia e delle Finanze. I dati, come rivela Quotidiano.net, fanno riferimento al periodo 2010-2014 nel quale emerge l'imposta maggiormente evasa, relativa all'Iva, il cui 'tax-gap' medio di aggira attorno a 39,9 miliardi tra il 2012 ed il 2013, per salire a 40,2 miliardi l'anno seguente. Segue l'Irpef, evasa per 31 miliardi. In generale, secondo il Mef in Italia l'evasione fiscale ammonta in media a 88,1 miliardi relativi tutti a tasse non pagate all'anno. L'evasione fiscale è un tema ampio, che coinvolge l'intera Vecchio Continente che si accinge a discutere nuove possibili soluzioni, ponendo allo stesso tempo non pochi dubbi sugli organi che hanno il compito di assicurare l'espletazione della legge.

EVASIONE FISCALE, A MALTA IL COMPITO DI CONTROLLARE LE MULTINAZIONALI: CI SI PUÒ FIDARE DEI CONTROLLORI? (REPORT, 17 OTTOBRE 2016) - E' una delle più grandi piaghe mondiali: l'evasione fiscale miete spesso numerose vittime ed è stimata ad oggi, per quanto riguarda l'Europa, a circa 1.000 miliardi di euro. La lotta contro l'evasione fiscale dura da moltissimi anni, basti pensare che una delle più brillanti menti criminali degli anni passati, Al Capone, venne incastrato proprio per non aver pagato le tasse. In particolare il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha affermato nello scorso settembre che la lotta contro l'evasione fiscale sarà fra i primi posti delle proprie priorità. Eppure proprio poco tempo fa, lo stesso Juncker, all'epoca capo del governo e delle finanze, era finito nel mirino di un'inchiesta per via dei LuxLeaks, ovvero l'inchiesta che puntò i riflettori sugli accordi fiscali fra ufficio delle imposte di Lussemburgo e numerose multinazionali. Gli scandali intanto continuano, mentre la popolazione, a causa di una pressione fiscale troppo forte e di un'economia in ribasso, continuano a ritrovarsi per primi nella morsa della legge. Questa sera, lunedì 17 ottobre 2016, Report approfondirà l'argomento grazie all'inchiesta I controllori di Giulio Valesini. L'anno prossimo il posto di Juncker verrà ceduto a Malta, un luogo che è considerato in realtà uno dei paradisi fiscali in cui le aziende più rilevanti rifugiano i propri introiti. Nel frattempo l'Europa si prepara a discutere di una nuova contro-misura contro l'evasione fiscale, ma il dubbio riguarda in realtà i controllori, ovvero gli organi preposti ad assicurare l'espletazione della legge. Se si considera che proprio due esponenti del governo di Juseph Muscat, premier maltese, sono finiti al centro dello scandalo The Panama Paper, quanta fiducia si può avere che le multinazionali paghino effettiamente le tasse nei luoghi in cui hanno i maggiori incassi? 



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