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PAPA IN GEORGIA/ Santa Nino, nella croce di una donna il cuore di un popolo

Papa Francesco con Ilia II (LaPresse) Papa Francesco con Ilia II (LaPresse)

Pronipote del grande Davide il costruttore, questa donna raffigurata sempre con le insegne regali e delicatezza femminile, fu generale e economista, mecenate e letterata, ampliò i confini del regno e si oppose alle solite schiere di invasori, trasformando la cultura feudale del tempo attraverso relazioni creative con altri paesi, approfondendo la filosofia neoplatonica e la letteratura teologica bizantina, definendo quell'"umanesimo georgiano" che ha consegnato monasteri e cattedrali, sintesi di tradizioni arabe, persiane e orientali. 

Solo due esempi per capire meglio quegli accenni ripetuti di Papa Francesco al valore delle donne, tra i tesori del Paese. Nonne e madri le ha chiamate lui, che hanno tramandato e custodito la fede, "portando l'acqua fresca della consolazione di Dio in  tante situazioni di deserto e conflitto". Sono le donne che ha omaggiato ieri mattina nello stadio, durante la celebrazione eucaristica con la minoranza cattolica, ma anche quelle di cui ha parlato nella Chiesa dell'Assunta, la vecchietta che ostinatamente proclama la sua fede attraversando il Caucaso per incontrare il successore di Pietro o la mamma che accompagna il figlio nella sua vocazione sacerdotale, o ancora Maria, Madre di Dio, modello di ogni tenerezza. Sono le depositarie della memoria, per Francesco, le ancelle della Chiesa che è sempre al femminile, madre e sposa. E' la lezione che arriva da Tbilisi e che vale per tutta la cattolicità poco incline nel seguire il pontefice nell'esaltazione e nella valorizzazione della donna. E di quello che è il suo genio. Per ricordarmi di tutto ciò ho comprato un'icona di Santa Nino. Con in pugno la Croce fiorita e il Vangelo. 

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