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Antoni van Leeuwenhoek/ La "fissa" per il microscopio e quella scoperta degli spermatozoi (Oggi 24 ottobre 2016)

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Doodle su Antoni van Leeuwenhoek  Doodle su Antoni van Leeuwenhoek

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, LA SCOPERTA DEGLI SPERMATOZOI (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Oggi abbiamo imparato a conoscere nei dettagli la figura di Antoni Van Leeuwenhoek. Una delle caratteristiche maggiori di questo scienziato era quella di osservare tutto al microscopio. In barba a Gianni Togni, che invece osservava tutto da un oblò. Eppure proprio questa continua ricerca dello scienziato Antoni Van Leeuwenhoek lo ha portato a fare, un giorno, una scoperta molto interessante: i girini. E non parliamo della vera prole delle rane e dei rospi, ma di un altro tipo di girini. O meglio, questo è uno dei nomi che viene dato solitamente, in modo colloquiale, agli spermatozoi. La scoperta risale al 1677, anche se poi fu Lazzaro Spallanzani, il leader della biologia sperimentale, a dimostrare per primo quale ruolo avessero gli spermatozoi. Antoni Van Leewenhoek capì comunque che gli "animalculi spermatici" servivano per la riproduzione, ma decise di optare per un altro tipo di microrganismi e ben altre acque. Ed il tutto va considerato grazie a delle lenti biconvesse realizzate di suo pugno e di cui non si conoscono i passaggi di costruzione.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, IL METODO SPERIMENTALE E LA SUA APPLICAZIONE (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Oggi è l'anniversario della nascita di Antoni van Leeuwenhoek, padre della microbiologia e che avrebbe avuto oggi 384 anni. L'applicazione del metodo sperimentale è una delle innovazioni che sicuramente regalano grandi passi in avanti e che hanno dato delle svolte alla storia della scienza e non solo. Il metodo sperimentale è stato utile infatti in molti altri settori che hanno messo in discussioni alcune situazioni particolari. Sono stati molti i personaggi noti che hanno messo in pratica questo suo metodo da Galileo Galilei e Isaac Newton che hanno dato una svolta a diverse situazioni un po' particolari. Ragionamenti di grande profondità che hanno aperto la strada a innovazioni e grande riflessione delle situazioni legate al mondo della natura. Van Leeuwenhoek ha sicuramente guadagnato rispetto e grande ammirazione da parte di tutto il mondo scientifico.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, UN “DEBITO” CHE ARRIVA FINO AL 2016 (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Le scoperte di Antoni Van Leeuwenhoek sono davvero molteplici e spaziano fra diverse arti. Fu inoltre un grande comunicatore, promuovendo un'intensa attività di scambio fra i vari scienziati per condividere le scoperte del momento. Insomma, il microbiologo si potrebbe definire un precursore di Barbara d'Urso, solo in versione maschile ed olandese. Non è tuttavia l'unica figura mediatica a cui può essere accostato. Possibile che Maria De Filippi debba a lui la paternità di uno dei suoi più famosi programmi? Antoni Van Leeuwenhoek fu infatti un grande fruitore della lettera che, seppur usata in quegli anni, veniva ancora considerata come rara missiva oppure relegata a comunicazioni speciali. Lo scienziato invece ne fece largo uso, soprattutto perché non poteva viaggiare quanto avrebbe voluto per incontrare altri studiosi, per via della grande mole di ricerche che conduceva costantemente. Per esempio, inviò in soli 50 anni ben 110 lettere solo ad una prestigiosa società britannica. Non ci credete? Leggete qui sotto tutte le stravaganti curiosità legate al buon Antoni, di certo in tanti non possono non dirsi debitori di Antoni van Leeuwenhoek…

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, L’AMICIZIA CON IL PITTORE VERMEER (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Cosa possono c’entrare Antoni van Leeuwenhoek, un microscopio, un pittore celebre come Vermeer e una ragazza con l’orecchino di perla? Tutto o niente direte voi, ecco questa volta è tutto: l’amicizia tra i due cittadini olandesi della piccola Delft non è confermata da nessuna parte ma gli indizi che portano i due personaggi molto più che semplici “celebrità” del paesino olandese sono davvero tanti. Per il grande pittore che realizzò il meraviglioso quadro “La ragazza con l’orecchino di perla” l’influenza del microbiologo stravagante fu intensa ed evidente: l’utilizzo della camera oscura che utilizza Vermeer nei suoi quadri proviene come una sorte di una controparte artistica dei suoi contemporanei che in quel periodo erano impegnati nello studio empirico, scientifico e prossimo alla sistematicità di ogni aspetto della realtà. In un articolo apparso sul Times Literary Supplement si parla del rapporto tra i due: «Van Leeuwenhoek e Vermeer non erano semplicemente cittadini notevoli di Delft; furono battezzati nella stessa chiesa a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro e, dopo la morte del pittore, van Leeuwenhoek agì come suo esecutore testamentario. Numerosi autori hanno fatto notare risonanze reciproche fra le loro rispettive opere – maestro osservatore della natura e maestro cronista del mondo naturale, entrambi all’esplorazione di ciò che consisteva, come scrisse Robert Hooke, «nuovi mondi visibili appena apertisi alla comprensione». Un’influenza del tutto “microscopica” ma dal macroscopico valore artistico e scientifico.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, UNA PRECISIONE “MICROSCOPICA” CHE PAGA (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Antoni van Leeuwenhoek era un innovatore prolifico e celebrarlo oggi significa anche ricordare le sue gesta. I suoi contemporanei John Swammerdam, Malpighi Marcelo e Roberto Hooke anche contribuito alla nascita della microscopia, ma non hanno raggiunto la stessa precisione. Il fattore incredibile e quasi bizzarro è che questo è avvenuto non da un ossessionato della precisione e della sistematicità, bensì l’esatto opposto, con una semplice ma decisiva passione per il proprio hobby-lavoro. La sua influenza è stata profonda, e la sua grande fama derivata pure. Nonostante i motivi dei saggi, Leeuwenhoek non ha mai voluto per rivelare i loro metodi di lenti di produzione. Per oltre 40 anni ha riferito periodicamente le sue osservazioni alla Royal Society di Londra, nonostante non abbia mai voluto divenire “schiavo” della comunità scientifica, assai rigida in quel periodo storico. Leeuwenhoek rappresenta il trionfo di uno dei due indirizzi nati nel XVI secolo, lo studio delle lenti: dispositivi per vedere lontano, come il telescopio e ingrandimento strumenti, come microscopi. L’invidia dei colleghi scienziati molto più sistematici era tutto in quel metodo quasi caotico usato dall’olandese ma che così tanto ha influito nella nascita della microscopia.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, LE LENTI: UNA PASSIONE VICINA ALL'OSSESSIONE (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Le curiosità su Antoni van Leeuwenhoek, scienziato sui generis, inventore del microscopio ed al quale Google ha dedicato oggi un Doodle in suo onore in occasione del 384esimo anniversario della sua nascita, sono molteplici e tutte da scoprire. Le sue enormi abilità di ottico lo portarono a realizzare moltissime lenti biconvesse a breve lunghezza focale così come piccole sfere di vetro fuso il cui diametro non raggiungeva i 2,5 millimetri. Lo scopo era quello di inserirle in una montatura in metallo realizzando così dei semplici microscopi. Antoni van Leeuwenhoek realizzò le prime lenti nel 1668, ovvero quando aveva 36 anni. Da allora fu tutto un divenire: lo scienziato non si fermò più al punto da realizzarne circa 500 mentre si fermano a 10 i microscopi ai quali Leeuwenhoek era gelosamente legato al punto tale da tenerli come se fossero dei veri e propri gioielli, senza farli vedere ad anima viva. Una passione che per certi aspetti fu per Antoni van Leeuwenhoek una vera e propria ossessione.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, SCIENZA: PASSIONE O LAVORO?(OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Antoni van Leeuwenhoek è oggi conosciuto per le sue grandiose scoperte, dalle cellule ai globuli rossi, fino alle molecole del latte e molto altro. Eppure bisogna considerare che questo genio in erba ha sempre considerato questa sua propensione per la scienza come una passione e non come un vero lavoro. Inoltre ne svolse diversi: commerciante di tessuti, cassiere, Tesoriere degli Sceriffi, ispettore del lavoro ed anche responsabile del controllo dei vini. Perché quindi questa scelta, considerando che ogni momento libero Antony van Leeuwenhoek lo trascorreva con l'occhio incollato al microscopio? Sembra, stando ai documenti storici, che l'unico motivo fu la mancanza di conoscenza del latino. All'epoca era considerata la lingua delle scienze e della letteratura, ma lo scienziato conosceva solo l'olandese, la sua lingua madre. Questo bastò agli altri ricercatori e scienziati per guardarlo sempre con aria di sufficienza, dato che il latino era parte integrante della cultura dell'epoca.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, LA DIFFICOLTA' DEI COLLEGHI PER LA CONFERMA DELLE SUE IDEE (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Antoni van Leeuwenhoek è riuscito a rivoluzionare il mondo scientifico pur non essendo uno scienziato. L'olandese, infatti, non ha mai seguito degli studi, eppure è stato il primo a scoprire gli spermatozoi. Uno studente di medicina li aveva già visti, ma aveva tratto la conclusione che fossero il risultato della decomposizione dello sperma. Antoni van Leeuwenhoek, invece, ha scoperto che sono presenti in tutte le specie animali e che sono essenziali per la riproduzione. Nonostante le sue sorprendenti scoperte, Antoni van Leeuwenhoek non è riuscito ad imporre le sue idee al mondo scientifico e ciò anche legato al fatto che non parlava né inglese né latino. Ha scritto le sue opere solo in olandese e ciò ha rallentato la diffusione delle sue idee. Inoltre, Antoni van Leeuwenhoek non ha voluto svelare i dettagli relativi ai suoi microscopi, rendendo così difficile ai suoi colleghi il lavoro di conferma delle sue idee. Antoni van Leeuwenhoek è riuscito però a diventare un membro della Royal Society di Londra nel 1680, mentre è entrato nell'Accademia delle Scienze di Parigi nel 1699.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, UN OSSERVATORE CON "L'HOOBBY" DELLA SCIENZA... (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Antoni van Leeuwenhoek da giovane possedeva un negozio di tessuti, ed è entrato a contatto con il mondo del microscopio a causa della sua attività con le lenti di ingrandimento per esaminare attentamente le varie stoffe. Una nascita incredibile di una parte della scienza moderna da un intuito neanche tanto ragionato di un venditore di stoffe olandese. Un intuito che di fatto ha permesso di perseguire il suo hobby di fabbricare lenti, un hobby che è diventato l'ossessione della sua vita. Quando morì, aveva creato 419 lenti. Antoni va Leeuwenhoek era un osservatore, non un teorico, ma come osservatore non ha avuto rivali. Aprì gli occhi dei suoi contemporanei per l'enorme diversità della vita. E 'stato il primo a descrivere i vari tipi di plancton esistenti nell'acqua, ha scoperto il gruppo di creature unicellulari chiamati infusori, ed i batteri queste forme di vita così piccole che sarebbero nati cento anni prima. Ha costruito il suo primo microscopio nel 1660. I suoi strumenti erano dei microscopi semplici, una lente. Erano fondamentalmente ingranditori potenti e consistevano in un piccolo obiettivo molto convesso, situato nel centro di una piastra metallica. Si stima che circa 419 ingranditori fossero stati prodotti da Leeuwenhoek. Egli è riuscito a ottenere un ripartitore di potenza 2 millesimi di millimetro, ma l'illuminazione era scarsa e il campo stretto. Tuttavia, a parte i suoi contemporanei distinti, è stato in gran parte ignorato perché non sapeva il latino e non sapeva leggere in qualsiasi altra lingua diversa dalla loro nativa olandese.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, IL CALCOLO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Antoni van Leeuwenhoek nel corso della sua carriera si era proposto di calcolare il numero massimo di persone sistemate sulla Terra valutare l'estensione della superficie terrestre, un sogno da scienziato e da uomo estremamente curioso. In libro che raccoglie gli studi in materia, “Il Pianeta del Futuro” si leggono alcuni commenti degli studi fatti direttamente da Antoni van Leeuwenhoek che esprimeva i suoi calcoli: «L’estensione della superficie terrestre, concludo che misura 9,276,218 miglia quadrate (olandese). Si presume che i vasti oceani occupino i due terzi della superficie totale. Pertanto, parte della terra abitata occupava 2,061,282 miglia quadrate. Se calcolato quante persone rientrano in un miglio quadrato, allora non resta che eseguire una moltiplicazione per calcolare il numero massimo di persone che possono vivere insieme sulla Terra». Per calcolare quante persone rientrano in un miglio quadrato, Leeuwenhoek si voltò verso la zona che conosceva meglio: il nord e il sud dei Paesi Bassi e parte del Brabante. Questa regione ha la forma approssimativa di un rettangolo e si estende su una superficie di 154 miglia quadrate. L’Olanda non ha avuto un censimento nazionale fino a buona parte del secolo successivo (XVIII). Da lì ho capito che questa regione ha avuto una popolazione stimata di un milione di persone. Qui l’intuizione che diede vita ad un risultato non così sbagliato, se si pensa che parte da concetti non estremamente scientifici: Antoni van Leeuwenhoek stimò in questi termini, "Supponiamo che la parte abitata della Terra ha la stessa densità di popolazione di Olanda". Naturalmente, egli era consapevole che "non può essere abitata così." Ma, come la parte abitata della Terra è "13.384 volte più grande di Holland" allora il risultato potrebbe portare fino a "13.385 miliardi di esseri umani sulla Terra. Rispetto ai 7 attuali il calcolo non è per forza così strampalato… 

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, LA SCOPERTA DEI GLOBULI ROSSI NEL SANGUE (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - I globuli rossi furono per primi scoperti, quantomeno osservati, da Antoni van Leeuwenhoek che nel suo lavoro immenso di osservazione e passione per la scienza “microscopica” arrivò molto vicino alle scoperte moderne, pur essendo vissuto nel 1600. Un metodo molto particolare il suo che si potrebbe definire in maniera simpatica “caotico” vista la poca passione per la sistematicità ma la grande e febbrile, quasi sanguigna passione per l’osservazione. Sanguigno proprio come l’obiettivo visto da Antoni van Leeuwenhoek arrivò a confermare la scoperta di qualche anno prima, era il 1661, di Marcello Malpighi: i globuli rossi nel sangue, questo venne confermato dalle sue osservazioni al microscopio, scoperti grazie all’esistenza dei vasi capillari, particolari conduttori che formano una rete tra arterie e vene e che portano nel sangue più elementi contemporaneamente. Una scoperta capillare per un metodo tutt’altro che tale, forse più sanguigno che altro: eppure la grande scoperta dei globuli rossi non viene di norma conferita al buon Antoni, bensì ad altri luminari molto più sistematici e scientifici. Povero van Leeuwenhoek, un genio “sanguigno” e incompreso…

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, LE SUE LENTI UTILIZZATE INIZIALMENTE PER I OSSERVARE LE STOFFE (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Non possiamo pensare ad Antoni van Leeuwenhoek come un classico scienziato, perché è stato sui generis. Non ha seguito gli studi, neppure da contabile prima di aprirsi un negozio di tessuti. Sufficiente è stata la sua passione per la natura e per l'ottica, attraverso la quale ha migliorato i primi rudimentali microscopi. Non mancano le curiosità su Antoni van Leeuwenhoek, un personaggio alquanto singolare: affinò l'uso delle lenti speciali nei negozi di stoffe di Amsterdam, dove si trasferì all'età di 16 anni. Quelle lenti grazie alle quali ha potuto dare un contributo fondamentale alla microbiologia sono state inizialmente utilizzate dai mercanti per osservare i tessuti. Con i suoi interventi è riuscito a costruire microscopi più potenti e precisi di quelli che si usavano all'epoca, raggiungendo - come riportato da Focus - ingrandimenti di 270 volte circa. Un miglioramento impensabile all'epoca.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, LE ORIGINI DEGLI “ANIMALCULI” (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Antoni van Leeuwenhoek, ovvero un microbiologo dai tratti bizzarri e lontano nel tempo: eppure un’origine scoperta che potrebbe oggi far sorridere ma a pensarci bene fu davvero geniale, specie perché parliamo della fine del 1600. In poche parole, il microbiologo olandese fu il primo ad osservare gli spermatozoi nel suo artigianale microscopio: li definì in un modo assai particolare, ovvero gli “animalculi” che significa piccoli animali, perché osservandoli aveva visto che erano dotati di  testa e di coda (nulla di sbagliato, sono proprio così alla vista). Fa sorridere pensare che nelle sue successive scoperte, quando andò ad osservare anche i primi batteri, li definì nello stesso modo, sempre animalculi, dal momento che si muovevano e si capiva che fossero esseri viventi. Una scoperta particolare che diede per un lasso di tempo piuttosto lungo, circa 200 anni, un’origine “comune” almeno nel nome e nel genere di esseri. Ci volle poi Christian Gottfried Ehrenberg, studioso che coniò il termine latino “bacterius” nel 1838. Ma noi ora che l’abbiamo scoperto siamo affezionati al termine scoperto da Antoni van Leeuwenhoek e dunque, celebrando oggi, perché non li chiamiamo da ora e per sempre “animalculi”?

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, COSÌ HA SCOPERTO IL SEGRETO DELLA BIRRA (OGGI 24 OTTOBRE 2016) -Antoni van Leeuwenhoek, per chi volesse usare toni epici, magari da campagna pubblicitaria tanto in voga oggi, può a buon diritto essere considerato il Prometeo che portò il segreto della Birra (il liveito) nelle mani dell'umanità. Almeno quella parte di umanità che della birra ha fatto una vocazione scientifico-culturale, ovvero i tedeschi. L'interesse di Antoni van Leeuwenhoek per le ricerche micro-grafiche ha permesso infatti di scoprire il ruolo del lievito nella fermentazione della birra (molti di certo sanno che la birra era già prodotta in Egitto fin dall'antichità, ma in modo "inconsapevole") e di arrivare in Germania ad una legge per la tutela della "purezza" della birra. Grazie al microscopio del microbiologo olandese, che ha debuttato nel 1676, è stato possibile studiare meglio il processo di fermentazione e arrivare alla Reinheitsgebot, che può essere considerata la prima legge di tutela dei consumatori. Grazie al microscopio di Antoni van Leeuwenhoek è stato possibile studiare meglio il lievito, introdotto poi tra gli ingredienti per la produzione della birra. La birra era inizialmente realizzata attraverso un processo poco igienico e che facilitava le "contaminazioni": i birrai aggiungevano ingredienti discutibili come trucioli di legno, radici e piante, oltre che funghi allucinogeni. Gli studi e gli strumenti di Antoni van Leeuwenhoek hanno permesso di regolarizzare la produzione della birra tedesca con risultati che apprezziamo tutt'oggi.

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, IL MICROBIOLOGO "ROCKSTAR" CHE FACEVA ASPETTARE LA REGINA D'INGHILTERRA E PIETRO IL GRANDE (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Antoni Van Leehuwenoek come una rockstar: il microbiologo diventò famoso in tutta Europa al punto che la Regina d'Inghilterra, lo Zar di Russia Pietro il Grande e altri scienziati illustri gli fecero vista. E capitava spesso che questi visitatori dovessero aspettare prima d'incontrarlo, perché Antoni Van Leehuwenoek non interrompeva i suoi esperimenti anche se arrivava un ospite importante. Lo studioso olandese, ricordato oggi da Google con un doodle speciale perché nasceva esattamente 384 anni fa, non tenne mai una lezione pubblica, né visitò alcuna Università. Una delle domande ricorrenti, però, riguarda il nome di Antoni van Leeuwenhoek: come si pronuncia? Del resto oggi pochi prima del doodle avevano presente chi fosse. La dizione precisa è: ?n'to?ni v?n 'le?u?(n)??uk. Quella meno precisa ma comunque utile, invece, è "antoni van leunuk". Oppure potete ascoltare il suggerimento di Wikipedia (clicca qui per ascoltare la pronuncia).

ANTONI VAN LEEUWENHOEK, GOOGLE FESTEGGIA IL 384° COMPLEANNO DEL PADRE DELLA MICROBIOLOGIA CON UN DOODLE: ECCO PERCHÈ (OGGI 24 OTTOBRE 2016) - Google oggi celebra Antoni van Leeuwenhoek, nato il 24 ottobre 1632. Il colosso di Mountain View ha deciso di festeggiare il 384° compleanno del naturalista olandese con un doodle speciale: "Ho scelto di realizzarne uno animato per mostrare Antoni van Leeuwenhoek mentre scopre un mondo nuovo e sorprendente guardando un microscopio", ha spiegato il doodler Gerben Steenks. Google, dunque, ha realizzato un doodle che sintetizza l'innovazione apportata da colui che è considerato il primo microbiologo. Alla destra dell'immagine animata c'è Antoni van Leeuwenhoek che poi analizza una goccia d'acqua attraverso il suo microscopio: grazie all'utilizzo di questo strumento lo studioso scopre "piccoli animali" che noi ora conosciamo come batteri e altri microbi. Il doodle di Google si lega ad un aneddoto su Antoni van Leeuwenhoek: in una lettera alla Royal Society di Londra espresse tutto il suo stupore per quanto aveva visto in un campione d'acqua di un lago vicino, cioè quei piccoli animali che compaiono nel doodle di Google quando Antoni van Leeuwenhoek utilizza il microscopio. L'animazione del doodle di Google dedicato ad Antoni van Leeuwenhoek, anche se certamente farà esultare i microbiologi, potrebbe gettare nello sconcerto le madri più apprensive: è mai possibile che anche il logo di Google, considerato unanimemente dai pubblicitari come "il più pulito che esista", sia così pieno di microbi? Ma dove andremo a finire...



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