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GOLOSARIA/ Tanti giovani, tanti sogni, tanti territori che ricominciano a parlare

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Quando arriva Golosaria a Milano, da 11 anni, sembra di trattenere il sole della primavera e dell’estate. O meglio: sembra di essere ancora sugli alpeggi dove abbiamo scoperto quel formaggio fantastico, oppure in una delle tante norcinerie italiane, fra culatelli, prosciutti e soppresse. Poi c’è Rosi di Marostica che fa le confetture coi frutti dimenticati, oppure Alice che invece fa la mostarda a Cremona. Qualcuno andrà da Daniele Olivero di Acqui Terme, che mi ha sorpreso oltremisura col Dolcetto d’Acqui? E’ una delle 100 cantine che saranno a Golosaria Milano, e questa debutta per la prima volta come tante altre, dalla Sardegna al Trentino (debutta anche Marco Tonini di Isera col suo brut elegante). Dalla Sicilia arrivano i fratelli Cautela di Campogrande di Tripi con le loro inenarrabili paste di mandorle, mentre Solleone bio ci farà conoscere la pasta di grano Korosan, fantastica. Sono 300 i produttori di cose buone che dal 5 al 7 novembre saranno a Golosaria, al MiCo di Fieramilanocity. E fra questi anche le cucine di strada, con gli gnocchi impastati con le patate di Oreno, i mondeghini di Brianza che nutre, ma anche il Pi toast al Montebore, raro formaggio degli Appennini e il pastrami con la carne salada di Loris di Segonzano. Un festival di gusti che catalizza un mondo: i consumatori attenti, le botteghe del gusto (si sono prenotate in 400) e i migliori ristoranti citati sul GattiMassobrio, la nostra guida alle tavole di tutta Italia.

Vado a cena, come tradizione, dal Monsignore, al secolo Gianni Borelli che conduce la sua Altra Isola a Milano in via Edgardo Porro. Ci vado per la cassoeula beneaugurante, poi a novembre sarà tutta verza, anche con la bagnacaoda, che dalle mie parti si consuma col Grignolino (cercate a Golosaria Marco Botto di Sala Monferrato). Ma ci saranno gli olii di 23 realtà dell’Associazione Città dell’Olio, e anche i prodotti sottolio come quelli cilentani di Maida, un grandissimo. Le lumache, i funghi e i tartufi, gli amari più rari e più buoni, i gelati e naturalmente i panettoni e le creme di nocciola. Ogni volta che scorro l’elenco che appare sul sito www.golosaria.it mi sovviene un pensiero: ma sapranno quanto son buoni gli agnolotti di Emiliana Pesce o della Cucina delle Langhe? E chi assaggerà i vini della Vinosophia di Chiusa grande, in Abruzzo, magari coi caci di Claudia Ridolfi di Mondavio, anche lei al debutto? Li abbiamo incontrati tutti in questo anno di viaggi e di assaggi. Ed ora vengono a Milano, a riecheggiare quell’estate che ha dato alcuni di questi prodotti fantastici (ci sarà già il Moscato!).

Golosaria è un’esperienza di assaggi, di lezioni e laboratori, di spesa (ci sono i Baci di Gallina! Ma anche i cioccolati di Modica di Sabadì o quelli al Sale di Cervia dei fratelli Gardini fino ai tourinot di Guido Gobino), per poi provare il parametro della pizza come deve essere fatta, quella di Benny’s che col suo truck sforna le pizze a lievito madre con la farina Petra. Ci saranno 12 microbirrifici per soddisfare ogni abbinamento, mentre sulla terrazza andranno in scena le degustazioni del vino. L’Italia del gusto è tutto questo: una golosaria che nasconde tante giovani imprese, tanti sogni, tanti territori che ricominciano a parlare. Bisogna conoscerli. Andate sul sito www.golosaria.it e invitate gli amici. Gli farete un regalo!

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