BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ISLAM/ L'imam di Palermo: non basta credere a parole, è necessario ripartire dal cuore

Pubblicazione:

Foto dal web  Foto dal web

Significa conoscere e capire i contenuti del Libro sacro e fare in modo di giudicare di conseguenza la realtà, cioè come ciascuno deve comportarsi. Fare vedere a tutti che i contenuti della fede aiutano a vivere meglio, non sono un ostacolo a vivere bene, e che proprio perché belli possono essere comunicati e condivisi da tutti. In altri termini: non basta credere a parole, ma è necessario partire dal proprio cuore, occorre che la fede riparta ogni giorno dal cuore, perché diventi corrispondente al desiderio che ciascuno vi porta dentro.

 

E adesso?

Adesso abbiamo 11 punti di aggregazione, che chiamiamo Centri di cultura islamica e che sono dislocati prevalentemente nei quartieri del centro storico. Ma il nostro obiettivo è la costituzione di un Centro di cultura islamica di livello cittadino, attraverso cui avere rapporti e rendere servizi non solo ai musulmani palermitani, ma a tutti i palermitani, indipendentemente dalla fede che professano.

 

Qual è il rapporto con le storie e le tradizioni di coloro che giungono a Palermo?

Chi giunge a Palermo come in qualsiasi città europea ha diritto a conservare le proprie tradizioni, sia religiose che culturali. Ma nella convivenza con altre culture deve tener conto di come la sua debba certamente conservarsi, ma anche relazionarsi con le altre e giungere a forme di integrazione. Non si può vivere a Palermo come se si fosse rimasti in un villaggio del centro dell'Africa.

 

Ha avuto modo di incontrare ostilità o difficoltà con le famiglie di bambini di altre religioni, lei che ne ha uno di 8 anni?

Conoscere altre tradizioni e rispettarle è la prima e più importante cosa da fare. Ma vivere anche le nostre tradizioni aiuta spesso a superare eventuali divisioni che possono insorgere e a intraprendere azioni di integrazione all'interno del contesto in cui viviamo, come è il quartiere in cui abitiamo e dove si trova la scuola elementare.

 

E la sua religione in questo campo è di ostacolo o di aiuto?

In questo la mia religione mi aiuta perché mi spinge sempre a farla conoscere in tutta la sua bellezza a chiunque incontro. Certo questo non vuol dire seguire e sottomettersi alla modernizzazione, ma non vuol dire neppure vivere in un luogo ignorando gli elementi di cui è costituito. Voglio precisare che le eventuali difficoltà non dipendono dalla religione.

 

E questo riguarda la totalità degli immigrati che vivono a Palermo?

Questa descrizione non si può applicare ai giovani della seconda generazione, quelli cioè che hanno tra 15 e 30 anni. Ci siamo resi conto che è necessario creare per loro dei percorsi formativi, attraverso cui possano imparare a rispondere alle domande più urgenti che vengono dalla società. Sono certamente islamici perché lo sono diventati in famiglia, ma molti non frequentano la moschea, non conoscono bene i contenuti del Corano e soprattutto, come ho detto prima, non sanno rapportarsi con la società in cui vivono.

 

E come è nata questa idea dei corsi? 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/10/2016 - "la paura ci viene se pensiamo al futuro" (claudia mazzola)

A me la paura viene se non ci fosse un futuro, il mio cuore dice che c'E'.