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ISLAM/ L'imam di Palermo: non basta credere a parole, è necessario ripartire dal cuore

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E' venuta dopo gli attentati di Parigi, perché questi ragazzi non riuscivano a capire e quindi a giudicare cosa fosse accaduto. Per intenderci, molti sono nati in Italia da famiglie musulmane che hanno dato loro una fede che però non è capace di giudicare quanto accade loro. Sono musulmani per tradizione, non per convinzione.

 

E come vivono il rapporto con la nostra società?

Fanno molta difficoltà a resistere alle "tentazioni" della modernizzazione, perché vivono a stretto contatto con altri giovani che hanno stili di vita diversi da quelli delle loro famiglie, ma che hanno su di loro una forte attrattiva. Hanno da una parte una conoscenza insufficiente dei principi religiosi dell'islam, ma hanno fortunatamente ereditato dalla famiglia una sana concezione della vita e della vita sociale per cui non esistono fenomeni di devianza, ed anzi, da un certo punto di vista, si possono definire "buoni cittadini".

 

Può essere più preciso?

In concreto: praticano la solidarietà, l'amicizia, il rispetto degli anziani, l'attaccamento alla famiglia, il rispetto dei principi della convivenza civile e sociale. Non a caso a tutti, oltre a quanto comunicato negli incontri, abbiamo proposto di fare volontariato. Hanno accettato di buon grado e per almeno 5 o 6 volte siamo stati all'Ospedale dei bambini, oppure abbiamo pulito alcune zone del quartiere; un volontariato per così dire "civile" per rendere un servizio alla città.

 

E quali temi avete affrontato?

Abbiamo parlato del come accogliamo gli altri, del servizio che possiamo rendere agli altri, delle possibilità di lavoro che ci sono in città. Noi vogliamo cambiare lo sguardo che abbiamo verso la società.

 

E come comunicate i principi religiosi dell'islam?

I principi della nostra religione vengono trasmessi come ho detto innanzitutto dalla famiglia, ma ci siamo accorti che oggi questa modalità non basta, perché non frequentare la moschea significa conoscere meno ad esempio i contenuti del Corano. Tutte le famiglie hanno una copia del Corano a casa, ma non è detto che tutti i componenti lo leggano e lo conoscano. Il Libro sacro è comunque un punto di riferimento, ma oggi la sua lettura è sostituita da mezzi più moderni come la televisione: in tutte le case c'è la possibilità di seguire una tv che trasmetta insegnamenti islamici.

 

Qual è il problema più difficile con cui dovete fare i conti?

Certamente quello dei permessi di soggiorno. Solo a Palermo ci sono più di 4mila pratiche di richiedenti che sono bloccate. In molti casi tutto ciò è una conseguenza degli attentati e del clima che ne è seguito. Ecco perché diciamo che i terroristi non fanno male solo agli europei ma anche agli immigrati. Ecco perché li condanniamo.

 

Da ultimo: vivete il sentimento della paura?  



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COMMENTI
25/10/2016 - "la paura ci viene se pensiamo al futuro" (claudia mazzola)

A me la paura viene se non ci fosse un futuro, il mio cuore dice che c'E'.