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SAN GAUDENZIO/ Santo del giorno, il 25 ottobre si celebra san Gaudenzio

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SAN GAUDENZIO: IL 25 OTTOBRE SI CELEBRA SAN GAUDENZIO - Il 25 ottobre viene celebrato san Gaudenzio da Brescia. Non vi sono notizie certe riguardo la sua nascita e la sua famiglia, ma tutto ciò che si sa lo si deve alle vicende che lo hanno coinvolto e agli scritti che lo riguardano. Quando il vescovo di Brescia è Filastrio, san Gaudenzio diventa sacerdote conquistando l'affetto dei suoi concittadini, tanto che li stessi, così come gli ecclesiastici, alla morte del vescovo Filastrio, all'incirca tra il 387 e il 388, lo acclamarono come suo successore. Ma tutto ciò succede quando san Gaudenzio è lontano da Brescia, impegnato nei suoi lunghi pellegrinaggi in Terrasanta. I vescovi mandarono allora una delegazione in Palestina per dargli la lieta notizia, con l'invito ai vescovi orientali di negargli la comunione qualora egli avesse rifiutato la nomina. San Gaudenzio, che nel frattempo a Cesarea ricevette come dono dai nipoti di san Basilio, che qui dirigevano un monastero, le reliquie dei martiri di Sebaste, all'inizio titubò prima di accettare. Questo perché il vescovo a quei tempi doveva essere un teologo dalla notevole capacità di scrittura, ed egli, nonostante la sua grande ed evidente erudizione, non pensava di esserne capace. San Gaudenzio infatti dava grande importanza alle parole non scritte, che trasudavano la fede in Cristo e che davano voce agli indifesi. Alla fine accettò e la consacrazione a vescovo avvenne nel 390 alla presenza del vescovo di Milano, Ambrogio, da sempre sostenitore di san Gaudenzio che invitò poi lo stesso a Milano, allora capitale dell'Impero Romano d'Occidente, per tenervi delle prediche davanti al popolo. Omelie che Gaudenzio cominciò a trascrivere, anche per la necessità di spiegarle a chi questo chiedeva. Nel 406, per volere di papa Innocenzo I, partecipò con 4 vescovi ad una missione in oriente, a Costantinopoli, dove il Patriarca Giovanni Crisostomo fu esiliato per volontà di Eudossia, moglie dell'imperatore Arcadio. La missione fallì, ma il Patriarca ringraziò san Gaudenzio in una missiva colma di ringraziamenti e di apprezzamenti. San Gaudenzio morì non molto tempo dopo, tra il 411 e il 412, e fu sepolto nella chiesa di Brescia da lui stesso fondata, la "Concilium Sanctorum", dove furono custodite alcune sante reliquie degli Apostoli, tra cui quelle di Luca l'Evangelista, di Andrea e Tommaso e di san Giovanni l'Evangelista, che trasportò dalla Terrasanta a Brescia. 

SAN GAUDENZIO SANTO DEL GIORNO: LA CITTA' DI BRESCIA - San Gaudenzio è celebrato principalmente a Brescia, con solenni celebrazioni eucaristiche. Brescia è una elegante cittadina tutta da scoprire, il cui "Complesso museale di Santa Giulia e San Salvatore" è stato dichiarato Patrimonio dell'UNESCO: qui tra chiostri e monasteri, sono conservati reperti dell'epoca Flavia e resti di antiche case romane, ma anche opere straordinarie come "La Croce del Desiderio" del VIII secolo, il "Coro delle Monache" decorato con affreschi del 500 e la "Vittoria Alata" del I d.C.. L'antica "Concilium Sanctorum" fu successivamente devastata dai barbari e in suo luogo sorse poi la "Chiesa di San Giovanni Evangelista" tra il 1440 e il 1447, all'interno della quale vi sono numerose opere del Muretto. La città lombarda, osservata dal sovrastante castello del 1849 "Falcone d'Italia", si presenta elegante con la bellissima "Piazza della Loggia", con l'omonimo "Palazzo della Loggia" riconoscibile dalle statue bronzee e il cinquecentesco orologio astronomico, ma sopratutto con "Piazza Paolo VI" dove si affacciano i duomi della città: il "Duomo Nuovo", con la splendida cupola alta 80 metri, terza per altezza solo a quelle di san Pietro di Roma e Santa Maria del Fiore a Firenze; e il "Duomo Vecchio" dalla pianta circolare che racchiude i bellissimi mosaici dell'antica chiesa paleocristiana che qui sorgeva in passato. 

I SANTI E I BEATI DEL 25 OTTOBRE - Il 25 ottobre sono celebrati anche i santi Canna, Bernardo Calvo, Crisanto, Cleto, Daria e Derbilia del Connaught, Crispino e Crispiniano di Soissons, Mauro e Beneria, Miniato di Firenze, Martirio e Marciano, Frutto, Frontone di Perigueux, Ilario di Javols, Mauro di Pecs, Tegulo, Tabita di Ioppe, e i beati Taddeo Machar, Riccardo Centelles Abad, Bernardino Otranto, Maria Teresa Ferragud Roid e le quattro figlie suore, Carlo Gnocchi, Bernardo di san Giuseppe, Domenico da Siviglia, Caterina di Bosnia, Ludovico di Arnstein.

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