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Trifone e Teresa / News, Giosuè Ruotolo: il medico legale, "il killer non gli ha dato modo di reagire" (Oggi, 25 ottobre 2016)

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Trifone e Teresa  Trifone e Teresa

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: IL MEDICO LEGALE, IL KILLER NON GLI HA DATO MODO DI REAGIRE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 25 OTTOBRE 2016) - In attesa che venerdì si svolga la terza udienza del processo a carico di Giosué Ruotolo, l'uomo accusato dell'omicidio di Trifone Reogne e Teresa Costanza, la trasmissione di Rete 4, Quarto Grado, ha sentito Giovanni Del Ben, medico legale che ha spiegato la probabile dinamica dei fatti:"Da quello che ci risulta i testimoni hanno sentito come una serie di colpi molto rapidi, che essendo unica la pistola, non può che essere una sola mano che preme il grilletto". Quanto è durato il tutto? Il medico legale non ha dubbi:"Io non ho esperienza d'armi, ma in 15 secondi si fa tutto". Dal responso dell'autopsia è emerso che il killer si è avvicinato a Trifone fino ad una distanza di 6-7 centimetri; i proiettili hanno attaversato le vertebre e colpito il midollo della vittima con una traiettoria obliqua dall'alto verso il basso rispetto alla testa. Anche in questo caso il medico legale consultato dalla trasmissione ne è certo:"Trifone non ha avuto alcun modo di reagire". 

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: LA TESTIMONIANZA DEL PESISTA IMPORTANTE SIA PER L’ACCUSA CHE PER LA DIFESA (ULTIME NOTIZIE OGGI, 25 OTTOBRE 2016) - Il processo a carico di Giosuè Ruotolo, il presunto assassino dei due fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza, uccisi a Pordenone il 17 marzo 2015, è ufficialmente entrato nel vivo con la passata udienza. Il ghiaccio si è rotto e già il prossimo venerdì assisteremo al terzo appuntamento presso la corte d'Assise di Udine. Come rivela il Messaggero Veneto, questa volta ad essere ascoltati saranno i carabinieri che si stanno si sono occupati delle indagini sul duplice delitto di Trifone e Teresa. Un ruolo importante nel corso dell'intero processo lo avrà la testimonianza del pesista sulla quale la difesa di Giosuè Ruotolo ha già annunciato battaglia in aula. Si tratta dell'amico delle due vittime, unico testimone presente sul luogo del delitto al momento degli spari. Le sue parole avranno un grande peso e potrebbero rivelarsi importantissime non solo per l'accusa ma anche - paradossalmente - per la difesa dell'ex militare 26enne in carcere dallo scorso marzo, accusato del duplice delitto di Trifone e Teresa. A tal proposito, la trasmissione Quarto Grado nell'ultima puntata ha trasmesso il video con il sopralluogo del pesista sul luogo del delitto di Pordenone insieme al pm. Il testimone ha dichiarato di essere uscito dalla palestra proprio insieme ai due fidanzati. Sulla scena del crimine, a sua detta, a parte un corridore che gli passò accanto vide solo macchine. Dopo essere salito nella sua auto, attivato la retromarcia ed essersi mosso di circa due metri, il pesista avrebbe udito i primi spari, senza tuttavia accorgersi di nulla di sospetto. Ripartito ed ipotizzato che i colpi fossero in realtà dei petardi, il testimone avrebbe scorto un’Audi A3 che poi risulterà essere, secondo l’accusa, quella appartenente a Giosuè Ruotolo: "Non ho visto persone in piedi ma solo l’Audi A3 Sportback grigia metallizzata con i fari di posizione accesi". Nell'auto, a sua detta, avrebbe notato la presenza di "una donna di mezza età che teneva le mani sul volante e guardava dritta davanti a sé" i cui capelli, pur non avendoli visti bene, "pareva fossero lunghi fino a metà collo". Poco dopo sempre al pm avrebbe aggiunto: "Magari era un uomo, guardando meglio". Dopo appena 30 secondi circa dai primi spari che freddarono Trifone e Teresa, dunque, il pesista avrebbe potuto incrociare il presunto assassino della coppia pur non essendo certo di chi fosse nell'abitacolo dell'Audi A3 grigia. Proprio su questo dubbio, quasi sicuramente punterà la difesa di Giosuè Ruotolo nel corso del processo a suo carico.



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