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ALBANO CROCCO / News, uomo decapitato: nuovi reperti tra i rifiuti, svolta in arrivo? (Oggi, 26 ottobre 2016)

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Albano Crocco  Albano Crocco

ALBANO CROCCO, NEWS UOMO DECAPITATO: NUOVI REPERTI AL VAGLIO, SVOLTA SEMPRE PIÙ VICINA? (OGGI, 26 OTTOBRE 2016) - Il giallo di Albano Crocco potrebbe presto essere caratterizzato da una importantissima svolta. Lo si apprende in base alle ultime novità rivelate dal sito Bergamosera.com, secondo il quale i carabinieri che si stanno occupando del caso dell'uomo decapitato nel genovese, avrebbero trovato nuovi reperti ritenuti interessanti. Si tratta di reperti ora consegnati ai Ris di parma raccolti da alcune ecoballe, le masse di rifiuti compattati, sequestrate presso la discarica di Rio Marsiglia e che raccoglie la spazzatura del comune di Chiavari. Di cosa si tratta? In merito non ci sarebbe alcuna certezza ma ciò che si apprende è il lavoro certosino degli inquirenti i quali avrebbero controllato ben 18 ecoballe alla ricerca delle armi e dei vestiti dell'assassino di Albano Crocco, del quale si cerca ancora la testa decapitata. A partire da ieri, intanto, sono ufficialmente iniziale le analisi che porteranno all'estrapolazione del Dna dell'assassino, dai reperti raccolti nei giorni scorsi. L’attesa svolta potrebbe finalmente essere vicina.

ALBANO CROCCO, NEWS UOMO DECAPITATO: PER IL CRIMINOLOGO POTREBBE ESSERE PIÙ DI UN ASSASSINO (OGGI, 26 OTTOBRE 2016) - Le indagini sul delitto inquietante di Albano Crocco procedono alla ricerca della verità su chi possa aver ucciso l'uomo in pensione lo scorso 11 ottobre, nei boschi di Lumarzo, nel Genovese. Il criminologo Carmelo Lavorino, intervenuto sul sito Blitz Quotidiano, ha posto l'accento su una eventualità non trascurabile: e se il killer non fosse una sola persona ma più? Sicuramente l'assassino aveva con sé le armi del delitto, ovvero il probabile machete e il fucile, "quindi era pronto a uccidere ed a decapitare ed ha obbedito all’istinto assassino", scrive l'esperto. Nonostante questo, chi ha ucciso Albano Crocco ha lasciato però molte tracce di sé. Non solo tracce biologiche ma anche comportamentali e telematiche (telefoniche, scontrini, video e visive di passaggio). Secondo il criminologo il killer ha organizzato l'omicidio dopo averlo a lungo immaginato e fantasticato senza tuttavia che si fosse "premunito di mettere in essere atti di autoconservazione per farla franca, per non lasciare tracciare di sé". Per tale ragione l'esperto avrebbe definito l'assassino di Albano Crocco "semiorganizzato o del tipo misto". Non è detto che il movente fosse quindi contro la vittima ma solo perché "Crocco è stato sfortunato".

ALBANO CROCCO, NEWS UOMO DECAPITATO: PER IL CRIMINOLOGO LAVORINO IL NIPOTE POTREBBE NON RAPPRESENTARE LA SOLA PISTA PERCORRIBILE (OGGI, 26 OTTOBRE 2016) - Il giallo di Albano Crocco, l'ex infermiere in pensione colpito a colpi di fucile alla nuca e poi decapitato continua a caratterizzare le pagine di cronaca nera nostrana. Chi ha potuto uccidere in maniera così cruenta l'uomo 68enne? I sospetti continuano ad interessare ancora una volta il nipote Claudio Borgarelli, unico indagato a piede libero. Proprio l'uomo aveva avuto con la vittima diversi screzi prima dell'orrendo delitto ma continua a dichiararsi innocente e del tutto estraneo alla vicenda. In suo favore ci sarebbe un alibi oltre che l'assenza di polvere da sparo su vestiti come rivelato dallo stub e l'esito negativo relativo alla perquisizione avvenuta nella sua abitazione. Sul caso è intervenuto anche il criminologo Carmelo Lavorino che sul sito Blitz Quotidiano ha stilato un possibile identikit dell'assassino di Albano Crocco che si avvicina molto alla personalità del nipote. Eppure in merito l'esperto ha commentato: "Ritengo che, anche se il profilo che ho tracciato del killer gli sia compatibile, si debba guardare verso tutte le direzioni e non concentrarsi soltanto su una, altrimenti si rischia un ulteriore fallimento investigativo-giudiziario". Il riferimento è alle altre persone sospettate ma non indagate e che secondo gli inquirenti avrebbero un'ampia conoscenza nell'uso delle armi oltre che un passato di screzi con la vittima. Le indagini, intanto, continuano a concentrarsi sulla ricerca della testa mai rinvenuta e delle stesse armi impiegate dal suo assassino.

ALBANO CROCCO, NEWS UOMO DECAPITATO: RICERCHE SU RIFIUTI PRODOTTI DAL NIPOTE (OGGI, 26 OTTOBRE 2016) - Il delitto di Albano Crocco resta ancora avvolto dal mistero mentre i carabinieri cercano eventuali prove e indizi per capire se il nipote, unico indagato, sia davvero il colpevole di questa orrenda vicenda di cronaca nera a Lumarzo. In questi ultime ore i militari sono andati alla ricerca di prove passando al setaccio tutti i rifiuti prodotti dal nipote Claudio Borgarelli, arrivati fino alle discariche. Bidoni dell’immondizia, sacchi e quant’altro: scandagliati tutti i rifiuti degli ultimi giorni per cercare eventuali tracce (tra cui la testa del povero pensionato che ancora manca all’appello) che avrebbero potuto collegare il nipote allo zio Albano. Gli esperti della scientifica hanno eseguito dei rilievi i cui risultati verranno comparati con quelli del materiale trovato sotto le unghie e sugli abiti della vittima, riportano i colleghi di Delitti.net. Pare da fonti vicine ai Ris citati anche dal medesimo portale di cronaca nera, che il Dna di Borgarelli sia stato sottoposto a comparizione alla ricerca di eventuali corrispondenze.

ALBANO CROCCO, NEWS UOMO DECAPITATO: UNA FOTO CONFERMA CHE IL NIPOTE POSSEDEVA UN MACHETE (OGGI, 26 OTTOBRE 2016) - Si è scandagliato a fondo fra i rifiuti della discarica di Tribologna: gli inquirenti cercano ogni traccia che possa portare al colpevole dell'omicidio di Albano Crocco. Nel mirino ancora il nipote Claudio Borgarelli, il principale indiziato del delitto di Lumarzo. Gli investigatori, riporta Il Secolo XIX, credono infatti che l'uomo abbia sparato al 68enne per via di una lite ed infine lo abbia dedicato mentre era ancora in vita. Si cerca inoltre la testa di Albano Crocco, ancora scomparsa come le armi che sono servite per ucciderlo. Il fucile da caccia ed il machete potrebbero infatti trovarsi fra i rifiuti pressati di Borgarelli. L'ipotesi maggiore è che il nipote possa essersi disfatto di testa ed armi nello smaltimento dei rifiuti, indizio non comprovato dalla videosorveglianza e dalle ricerche fatte finora. Per avere la certezza si attendono ora le analisi del Ris di Parma che ha prelevaro sul posto alcuni campioni che verranno confrontati con il dna di Albano Crocco. In queste ore potrebbe essere arrivata inoltre un'ulteriore conferma della presunta colpevolezza di Borgarelli. Fra le immagini acquisite dalle autorità, scattate tempo addietro, ve ne sarebbe infatti una che riprende l'uomo con un machete legato alla vita. Questo particolare dà ragione alle testimonianze dei parenti che fin dall'inizio delle indagini hanno affemato che Borgarelli si aggirava sempre con l'arma, la stessa che secondo i Carabinieri sarebbe servita per decapitare Albano Crocco. In base alle ultime indagini, il movente potrebbe essere la morte di un cane di proprietà del nipote e che la vittima avrebbe ucciso con l'ausilio di una polpetta avvelenata. 



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